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NerdPool > Blog > Film > Recensione dal buio della sala, Free Solo
Film

Recensione dal buio della sala, Free Solo

Angelo Lupo
21 Marzo 2019
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5 Min
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Vi proponiamo la recensione di Free Solo.Un documentario che racconta una delle incredibili imprese dello scalatore Alex Honnold, vincitore di un Premi Oscar, e di un premio BAFTA.

Free Solo è una disciplina legata all’arrampicata che prevede che lo scalatore esegua le sue ascensioni rocciose senza corde, senza protezioni e senza nessun altro. Completamente da solo.

Free Solo è anche la specialità di Alex Honnold. Scalatore di fama mondiale con alle spalle un migliaio di pareti scalate in questo modo. Nel film, omonimo alla disciplina, compie la sua impresa più grande: Alex Honnold è il primo scalatore al mondo a superare la parete di El Capitan (975 metri) in free solo.

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“Roba da matti!” penserete, e infatti un po’ lo è. Ma il documentario di Jimmy Chin e Elisabeth Chai Vasarhelyi, racconta questa impresa pensata e preparata per due anni. Ovviamente, l’esito non può che essere positivo. I registi decidono di mostrarlo fin da subito, nei primi 3 minuti di film. Eppure nonostante questo, al momento dell’impresa, è impossibile non rimanere a bocca aperta e col fiato sospeso nel vedere come Honnold riesca ad arrampicarsi per le diverse vie di El Capitain fino alla cima.

Free Solo fresco vincitore dell’Oscar come miglior documentario, però non si concentra solo sull’impresa in sè ma va molto, molto più a fondo.

I registi raccontano la scalata del secolo, ma anche il personaggio Alex Honnold e soprattutto le persone che gli stanno attorno. Troupe compresa, regista compreso. Perché attorno a Honnold si muove un piccolo universo di persone che lo amano e gli vogliono bene. Persone che però, ogni giorno, fanno i conti con la possibilità che lui possa cadere e morire.

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Più volte torna il tema della morte all’interno del film e più volte è impressionante sentire le parole del protagonista che cerca di allontanare la paura ancestrale dell’uomo, sempre che lui ne abbia davvero, parlando degli altri, ricordando quante persone sono cadute prima di lui in diverse altre scalate, quanti amici ha perso in imprese simili alla sua.

Durante la visione non riuscivo a non fare un collegamento con il cinema d’intrattenimento che va per la maggiore in questi anni, quello di supereroi.

E banalmente il collegamento veniva con il famoso arrampicamuri e l’iconica frase sui grandi poteri e le grandi responsabilità.

Però la storia di Alex Honnold è reale e quella frase, con un elemento come lui sembra ribaltare la prospettiva in quanto lo stesso Honnold con grande lucidità dice che non metterebbe niente al primo posto se non la montagna, anche la sua ragazza sarà sempre al secondo posto.

Insomma, non deve essere facile amare e legarsi a una persona come Honnold, eppure, questo gruppetto affiatato gli sta accanto e lo supporta in ogni scelta. Allora il suo grande potere e la sua responsabilità vanno tutti addossati a Sanni, la fidanzata, agli amici, al regista e agli operatori, perché pur di non snaturare la volontà dello scalatore, si pongono il problema che non saranno di disturbo durante le ripresa della scalata.

Ed è così che “Free Solo” assume non solo un significato descrittivo della disciplina, ma anche di senso rispetto a quello che il film racconta. La scalata di El Cap prende una forma sempre più solitaria man mano che il documentario procede, ma sempre con una proiezione verso il ritorno dello scalatore.

Il grande pregio di Free Solo è proprio la dimensione umana che gravita attorno al suo protagonista freddo, a volte involontariamente cinico. Alex, come (super)potere, ha quello di avere un’amigdala che risponde a stimoli molto più forti del normale e grazie al quale non ha paura di compiere le imprese che compie. Quindi assumono una forza ben oltre l’immagine di una bella cartolina.

Quelle scene molto intime e private, in particolare tra Alex e Sanni nelle quali, per esempio, la ragazza taglia i capelli allo scalatore. Lo fa in un bagno completamente bianco, in un momento di purezza dove si incrociano la tenerezza di un amore forte e la determinazione a raggiungere la cima della montagna. In poche parole: la ricerca della perfezione.

free solo recensione Un documentario che racconta una delle incredibili imprese dello scalatore Alex Honnold
Qui sopra: il vostro amichevole Alex Honnold di quartiere

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DiAngelo Lupo
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Nasco a Monza all'età di 0 anni meno 2 mesi. Da allora ho deciso di vivere in un mondo tutto mio (zona Gotham per l'esattezza). Adoro leggere fumetti, guardare serie tv (con picchi di 25 in un anno), giocare ai videogames, andare al cinema, passeggiare con il mio cane (Nymeria) e viaggiare con mia moglie. Ah...oltre a questo, nei tempi morti, faccio l'ingegnere informatico.
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