Dopo l’introspezione psicologica del quinto episodio, Gen V torna a muovere le sue pedine sulla scacchiera, e lo fa con una puntata che, a prima vista, potrebbe sembrare una delle più deboli della stagione come ritmo, ma che in realtà è un ingranaggio fondamentale e carico di tensione per il motore narrativo che sta per esplodere.
La puntata si concede un lusso che farà la gioia dei fan di lunga data, regalandoci un doppio, graditissimo ritorno di due personaggi iconici del mondo di The Boys. La loro apparizione non è un semplice cameo, ma un intervento che intreccia ancora più saldamente i destini della Godolkin con la guerra che si combatte all’esterno, ricordandoci che ogni evento, anche il più piccolo, ha ripercussioni su scala globale.
Mentre la trama principale avanza, il nostro cattivo preferito, Dean Cipher, continua la sua performance di altissimo livello.
Tuttavia, per la prima volta, l’uomo dietro la maschera di controllo assoluto comincia a mostrare dei segni di logoramento. La sua invincibilità parrebbe vacillare, messo sotto pressione da eventi che forse nemmeno lui aveva previsto. È un dettaglio sottile ma cruciale, che lo rende un avversario ancora più pericoloso: un Re che si sente minacciato è capace di tutto pur di non perdere la corona.
Parallelamente, alcuni misteri del passato stanno cominciando a prendere forma. Le briciole di dubbio seminate negli episodi precedenti si uniscono per formare un sentiero più chiaro, anche se la destinazione finale rimane avvolta nella nebbia. Molto rimane da capire e scoprire, ma la sensazione è che la verità sia a un passo, sepolta appena sotto la superficie e pronta a essere dissotterrata.
E poi arriva il finale.
Nella parte conclusiva della puntata, una decisione presa da Marie (Jaz Sinclair) potrebbe dare una svolta importante. Anche se non chiarissima come decisione, potrebbe essere un momento di rottura, un punto di non ritorno che potrebbe finalmente dare il là a quei fatti salienti che si stanno preparando a scatenarsi fin dall’inizio della stagione.
Non è un’esplosione, ma il suono secco di un fiammifero che si accende nel buio. E ora, non resta che attendere l’incendio.




