Dopo più di vent’anni della sua ultima pubblicazione Coconino Press finalmente ci riporta la nuova e integrale versione di Icaro, un progetto ideato e scritto da uno dei più grandi ed eclettici geni del fumetto mondiale Jean Giraud, in arte Moebius. L’opera non ha soltanto Moebius come asso nella manica, infatti alle matite troviamo un altro mostro sacro del fumetto mondiale, l’autore completo di molti altri capolavori, Jiro Taniguchi.

Ci troviamo in una non precisata epoca in Giappone, e già nelle prime pagine ci troviamo di fronte a quello che il titolo sarà, un tripudio di immagini sognanti e oniriche magistralmente interpretate dal mangaka, una madre incinta fluttua nello spazio al di sotto della luna per poi cadere piano piano, tornando in se, verso la fredda sala di un ospedale pronta a partorire. Eccoci, ci siamo, sta nascendo, finalmente è uscito ma… Vola?
Subito vengono allertate le autorità, è nato qualcosa di strano, deve essere studiato. Nel frattempo in giro per la città stanno avvenendo delle stranezze, alcune persone, mescolandosi alla gente, decidono di farsi esplodere e di seminare il panico tra gli ignari passanti.

Il mito di Icaro
Tutti conosciamo il mito di Dedalo e Icaro, il primo reo di aver aiutato Arianna ad uscire dal labirinto costruito da lui stesso per rinchiudere il minotauro viene imprigionato insieme al figlio all’interno dello stesso, per poterne uscire tramite del filo e della cera riesce a costruire delle ali per permettere al figlio di poter volare e vedere dove fosse l’uscita. Icaro però, non ascoltando gli avvertimenti paterni, decise comunque di spiccare il volo più in alto possibile, schiantandosi a terra. Ecco, questo può essere un parallelismo tra il personaggio mitologico e il nostro protagonista, entrambi hanno voglia di libertà e di poter librare le proprie ali nel cielo verso il vento. Due prigionieri malgrado loro, il cui unico sogno è l’aria.

Genesi ed eros
Il parto di quest’opera è stato parecchio travagliato, iniziata ad essere concepita tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, Moebius e il suo co scrittore Jean Annestay (benché in qualsiasi edizione venga accreditato soltanto Giraud come unico scrittore) iniziano a stendere la mastodontica sceneggiatura con lo scopo di proporla al mercato giapponese. La Kōdansha si mostrò sin da subito entusiasta del progetto, però, volevano una sceneggiatura completa, cosa che allora non era ancora pronta. Incassando questo parere i due autori francesi si rimisero nuovamente all’opera sfornando addirittura circa 10.000 pagine scritte, risultando però troppe per i nipponici che, di fronte a quella mole di pagine non sapevano cosa fare. Durante quegli incontri però lo stesso Moebius volle scegliere lui stesso chi si sarebbe occupato di illustrare la propria opera, da tempo aveva maturato l’idea di voler collaborare con Taniguchi, ciononostante i vertici della casa editrice, prima di accordare questa richiesta, vollero comunque vagliare altre ipotesi.
Nonostante tutte le difficoltà iniziali il fumetto vide finalmente la luce nel 1997, come da tradizione nipponica, sulle pagine della rivista Morning, ma non era la storia pensata originariamente dal suo autore, era qualcosa di differente. Il titolo non ebbe un grande successo, passò rapidamente dalla prima pagina della rivista a quelle centrali, Moebius non riusciva a spiegarsi i motivi del perché i lettori, tramite sondaggi interni, avessero penalizzato l’opera. Negli anni a seguire l’editoria giapponese venne scossa da una profonda crisi e, per ridimensionare le perdite, le case editrici interruppero tutti i rapporti con l’estero.
Dell’idea iniziale rimase ben poco all’interno del prodotto finito. In origine il sesso e l’erotismo giocavano un ruolo centrale nella storia, qualcosa è rimasto anche nella versione odierna, nella quale i corpi e la loro voluttuosità giocano un ruolo fondamentale. Moebius aveva addirittura teorizzato un mondo nella cui società il sadomasochismo era diffuso e faceva parte della quotidianità. Il punto debole di Icaro, in origine, era esattamente questo: il sesso. Il maestro Jiro con le sue meravigliose matite era riuscito a rendere vivi e vegeti i corpi dei protagonisti non disdegnando nudità e sguardi pieni di voglia giovanile.
Conclusioni
Qualora desideriate avere tutti i lavori di questi due mostri sacri del fumetto mondiale, correte dai vostri rivenditori di fiducia e acquistatelo immediatamente. Al netto dei suoi difetti questo rimane comunque un fumetto che merita di essere letto, sfogliato e scoperto, una finestra su una collaborazione leggendaria che oggi, probabilmente, non vedrebbe mai la luce dei nostri scaffali.


