Se c’è una lezione che Il Trono di Spade ci ha lasciato in eredità, è che a Westeros forza bruta e draghi giganti fanno molto rumore, ma sono le ombre a muovere davvero la storia. Con l’avanzare di House of the Dragon, mentre i riflettori sono tutti puntati sulla fazione dei Neri e dei Verdi, c’è un personaggio che sta ridefinendo silenziosamente le regole del gioco, Parliamo di Larys Strong.
Definirlo un semplice manipolatore sarebbe riduttivo. Larys è il matematico del caos, un uomo che per sopravvivere ha fatto della scommessa calcolata la sua unica religione. Se nelle prime due stagioni le sue trame potevano sembrare parziali o confinate nell’ombra della Fortezza Rossa, la terza stagione promette di consacrarlo come il vero game changer del conflitto.

Il doppio gioco perfetto
Il modus operandi di Larys non si basa sulla fedeltà a una corona, ma sul puro e geometrico opportunismo, non ha stima verso Aegon, eppure è pronto a sostenerlo fino a quando crederà che la fazione dei Verdi possa portare a casa la vittoria. Larys sa anche leggere i rapporti di forza, sa perfettamente che con sei draghi al seguito, l’ascesa di Rhaenyra su Approdo del Re rischia di diventare una forza inarrestabile. Ed è qui che il suo genio politico si fa spietato. Verso la fine della seconda puntata della nuova stagione, emerge un colpo di scena clamoroso, Larys Strong è l’artefice dell’improvvisa e misteriosa sparizione di Otto Hightower, l’ex Primo Cavaliere è stato segretamente imprigionato proprio da lui, pronto a essere offerto in “dono” a Daemon e Rhaenyra, una mossa magistrale per comprarsi un’assicurazione sulla vita e ingraziarsi i favori dei Neri nel caso in cui il vento dovesse cambiare.

Tra catture e colpi di scena
Ma le scommesse, si sa, comportano dei rischi. All’inizio della terza stagione lo scenario si complica, Aegon e Larys vengono catturati e il lord Strong si trova costretto a giocare a carte scoperte, svelando le loro identità nel tentativo di “vendere” il re a Rhaenyra in cambio del perdono reale. Eppure, proprio quando la sua parabola sembra vicina al capolinea, il destino rimescola le carte, l’improvviso attacco della Triarchia al convoglio nella puntata successiva trasforma la crisi in opportunità. Con un tempismo perfetto, Larys riesce ad aiutare il Re a fuggire, tornando istantaneamente a essere un alleato indispensabile per la fazione opposta.

Chi arriverà fino alla fine?
Senza addentrarci nel territorio minato degli spoiler per chi non ha letto Fuoco e Sangue di George R.R. Martin, la gestione televisiva di Larys Strong sta dimostrando una maestria di scrittura degna dei grandi strateghi che hanno fatto la storia di questo universo narrativo, da Ditocorto a Varys, i grandi burattinai di Westeros. Larys non sta scommettendo su un Re o su una Regina, ma sulla sopravvivenza stessa. In una Danza dei Draghi dove tutti sembrano destinati a bruciare, il vero vincitore sarà semplicemente chi riuscirà a rimanere in piedi quando la cenere si sarà posata. E se conoscete il destino cartaceo di Larys Strong, sapete bene ciò che deve ancora venire.



