Il Signore degli Anelli: La caccia a Gollum si prepara a riportare la Terra di Mezzo sul grande schermo con una storia prequel ispirata al vasto materiale narrativo contenuto nelle appendici dei romanzi originali di J.R.R. Tolkien. Attualmente previsto per il 2027, il film segna un importante ritorno alle origini, coinvolgendo gran parte del team creativo storico: Peter Jackson è produttore insieme a Fran Walsh e Philippa Boyens. Tra i volti più familiari spicca Andy Serkis, che torna sia alla regia sia nel ruolo iconico di Gollum, grazie alla sua celebre performance in motion capture. Inoltre, Ian McKellen riprenderà il ruolo di Gandalf, mentre crescono le indiscrezioni su un possibile ritorno di Elijah Wood nei panni di Frodo Baggins.
Tuttavia, il progetto è già al centro di polemiche a causa delle voci secondo cui lo studio starebbe valutando il recasting di Aragorn, scegliendo un attore più giovane per adattarsi alla linea temporale del prequel.
Sostituire un interprete amatissimo all’interno di un franchise di tale portata è una mossa rischiosa, che spesso finisce per alienare il pubblico storico. Nel caso specifico di Aragorn, il problema è amplificato dalla posizione molto chiara di Viggo Mortensen, da sempre protettivo nei confronti del canone de Il Signore degli Anelli e della direzione artistica della saga. L’attore ha dichiarato in passato che tornerebbe nella Terra di Mezzo solo in presenza di una sceneggiatura davvero all’altezza, cosa che – a suo dire – non si è ancora verificata. Una presa di posizione che rafforza il malcontento di molti fan nei confronti degli sviluppi più recenti del franchise.
Questa situazione richiama alla mente un precedente poco incoraggiante: il tentativo di introdurre Alden Ehrenreich come giovane Han Solo nello spin-off di Star Wars del 2018.
Il recasting di Aragorn rischia di ripetere il caso Han Solo
Per molti aspetti, La caccia a Gollum ricorda Solo: A Star Wars Story, un film costato circa 300 milioni di dollari (escluso il marketing) e capace di incassarne solo 393, diventando il primo vero flop commerciale nella storia del franchise di Star Wars. All’epoca, Lucasfilm cercò di convincere il pubblico ad accettare un nuovo volto per un personaggio indissolubilmente legato al carisma di Harrison Ford. Nonostante l’impegno di Ehrenreich, gli spettatori non erano interessati a vedere un “sostituto” di una performance ormai considerata definitiva.
Lo stesso vale per Aragorn: l’interpretazione di Viggo Mortensen è universalmente riconosciuta come la versione definitiva del personaggio. Inserire un nuovo attore in un ruolo incarnato con tale intensità, realismo e autorevolezza significa esporlo a confronti inevitabili e spesso impari, indipendentemente dal suo talento.
Il paragone diventa ancora più preoccupante se si guarda allo stato di salute dei due franchise nei rispettivi momenti di recasting. Solo arrivò in sala in un periodo di forte saturazione del marchio Star Wars, a soli cinque mesi dall’uscita del divisivo Gli ultimi Jedi, quando il pubblico era ormai stanco di un calendario di uscite troppo aggressivo.
La Terra di Mezzo sembra oggi attraversare una fase simile. Se la trilogia originale resta intoccabile, quella de Lo Hobbit è stata duramente criticata per una narrazione eccessivamente dilatata e poco focalizzata sul piano emotivo. Più recentemente, la serie Amazon Gli Anelli del Potere ha diviso profondamente i fan più puristi, con la seconda stagione che – secondo alcune fonti – avrebbe registrato un calo del 60% degli spettatori rispetto al debutto. A peggiorare il quadro, nel 2024 il film animato Il Signore degli Anelli: La guerra dei Rohirrim ha incassato appena 20,7 milioni di dollari a fronte di un budget di 30 milioni.
Insistendo su un prequel che richiede il recasting di un personaggio leggendario, Warner Bros. sembra ignorare una lezione ormai evidente: la nostalgia fine a sé stessa spesso genera indifferenza, non entusiasmo. I fan mostrano segni di stanchezza di fronte alla continua espansione dell’universo della Terra di Mezzo, soprattutto quando queste operazioni sembrano più dettate da esigenze aziendali che da una reale necessità narrativa.
Se La caccia a Gollum dovesse andare avanti con un nuovo Aragorn, in un momento in cui il franchise fatica già su cinema, televisione e animazione, il rischio è quello di replicare lo stesso fallimento che ha messo fine agli spin-off cinematografici di Star Wars.
Il Signore degli Anelli: La caccia a Gollum è attualmente previsto nelle sale per il 17 dicembre 2027.




