In occasione dell’uscita dell’omonima Serie TV, facciamo un tuffo nella società corrotta de Il Signore delle Mosche di William Golding, un romanzo di avventura per ragazzi che nasconde un sottotesto politico sconcertante. Pubblicato da Oscar Mondadori nel 2023 e tradotto da Donini e Brogli.

TRAMA
In seguito a un incidente aereo durante un conflitto nucleare, un gruppo di adolescenti si ritrova su un’isola corallina del Pacifico.
Ralph e Piggy trovano una conchiglia bianca e, usandola come tromba, radunano i sopravvissuti. Ralph viene eletto capo, ma Jack, leader di un gruppo di ragazzi vestiti di nero, ottiene il controllo dei cacciatori. La prima cosa che fanno è mantenere acceso un fuoco di segnalazione sulla montagna per essere avvistati.
L’ordine inizia a sfaldarsi quasi subito, quando i più piccoli (i littluns) iniziano a essere tormentati da un’apparente bestia strisciante nella giungla. Nel frattempo Jack, ossessionato dal suo compito, abbandona il turno di guardia al fuoco proprio quando una nave passa all’orizzonte: il fuoco si spegne e la possibilità di salvezza svanisce.
Il punto di rottura si ha nel momento in cui viene ritrovato il corpo di un paracadutista impigliato tra i rami che, di notte, si agita col vento e dà l’idea di essere la tanto temuta Bestia. Quando (finalmente) I cacciatori uccidono una scrofa, infilzano la sua testa su un palo come dono per la Bestia ed è qui che nasce il Signore delle Mosche. Simon, l’unico a scoprire che la Bestia è solo un cadavere umano, corre a riferirlo agli altri ma, nel mezzo di una danza rituale frenetica, viene scambiato per il mostro e lo uccidono a mani nude sulla spiaggia.
Con la morte di Simon, ogni freno inibitorio scompare. Jack ruba gli occhiali di Piggy, impedendogli di accendere il fuoco e lasciando il suo gruppo nell’oscurità. Scoppia una lite che porta alla morte di Piggy e alla distruzione della conchiglia. Jack ordina di incendiare l’intera isola per scovare Ralph, l’ultimo barlume di democrazia rimasto. Mentre l’isola brucia e Ralph corre disperato sulla spiaggia, inciampa ai piedi di un ufficiale della Marina.
Tu lo sapevi, no? Che io sono parte di te? Vicino, vicino, vicino! Che io sono la ragione per cui le cose vanno male?
RECENSIONE
Il Signore delle Mosche di William Golding distrugge il mito del “buon selvaggio” idealizzato da Rousseau, suggerendo che il male non sia un fattore esterno, ma intrinseco alla natura umana. Ai quattro protagonisti è affidata la rappresentazione dei pilastri sui cui si basa una società che si corrompe:
-Ralph rappresenta l’ordine, la civiltà e il desiderio di tornare a casa. La sua tragedia consiste nel rendersi conto che il buon senso non basta a governare la massa che preferisce il gioco e la violenza alla responsabilità;
-Piggy è il cervello del gruppo, ma non ha il carisma per guidare. È il simbolo della scienza e della logica, motivo per cui è munito di occhiali. La sua morte segna la fine definitiva della ragione sull’isola;
-Jack è l’antagonista, l’incarnazione del desiderio di potere e violenza. Rompe le regole perché noiose e limitanti e usa la paura per la Bestia per manipolare gli altri e instaurare una dittatura basata sulla caccia;
-Simon è il personaggio più profondo. Da figura cristologica, comprende la vera natura del male sull’isola: scopre che la Bestia non è un mostro fisico, ma un’entità che risiede dentro i ragazzi stessi.
Il finale del romanzo, poi, è altrettanto simbolico e affatto salvifico: l’ufficiale, attratto dal fumo dell’incendio (appiccato per uccidere, non per segnalare la presenza di sopravvissuti sull’isola), guarda i ragazzi sporchi e armati con disappunto, commentando che gli inglesi avrebbero dovuto comportarsi meglio. A questo punto, i ragazzi sono salvati da una guerra tribale per esser portati su una nave coinvolta in una guerra mondiale tra adulti altrettanto selvaggi.
Il libro potete trovarlo QUI
LA SERIE TV (DA RECUPERARE!)
La nuova serie tv della BBC è uscita in Italia su Sky il 22 febbraio e ha riportato al centro dell’attenzione un’opera che non ha mai smesso di interrogare i nostri giorni, restituendo (abbastanza fedelmente) la tensione psicologica e il conflitto morale che caratterizzano il romanzo. Attraverso i destini dei protagonisti (la Serie TV è divisa proprio in quattro puntate quanti sono i personaggi principali), lo showrunner Jack Thorne ha messo in scena non solo un’isola selvaggia, ma il lento sgretolarsi delle regole che tengono insieme una comunità equilibrata e volta alla pacificazione.

CHI È L’AUTORE
Nato il 19 settembre 1911 a Cornwall, in Inghilterra, Golding lavorò come insegnante di scuola primaria, e l’esperienza gli permise di osservare da vicino la crudeltà naturale e senza filtri dei bambini, fornendogli il materiale umano per il suo futuro romanzo.
Arruolatosi nella Royal Navy nel 1940, partecipò all’affondamento della corazzata tedesca Bismarck e allo sbarco in Normandia. La guerra distrusse la sua fiducia nell’ottimismo liberale e nel progresso scientifico, convincendolo che la civiltà fosse un sottilissimo velo sopra una natura umana intrinsecamente violenta.
Dopo essere stato rifiutato da ben 21 editori, Il Signore delle Mosche fu pubblicato nel 1954 e, nel 1983, ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.
Morì nel 1993 a Perranarworthal, lasciando un’eredità letteraria che continua a sfidare ogni visione edulcorata dell’umanità. Tra gli altri suoi lavori, ricordiamo Il destino degli eredi (1955), La piramide (1967), L’oscuro visibile (1979) e il postumo La doppia voce (1995).


