A oltre 30 anni dalla sua uscita, Jurassic Park è ancora un classico intramontabile, mentre la trilogia di Jurassic World, pur essendo molto più recente, appare già datata. La ragione non risiede solo nel tempo o nella tecnologia, ma nella profonda comprensione di ciò che ha reso l’originale così speciale. Jurassic Park non era un semplice film di dinosauri; era una favola moderna che mescolava fantascienza, avventura, ambizione e le sue conseguenze, il tutto con personaggi ben costruiti, dinosauri sbalorditivi e un perfetto equilibrio tra meraviglia e terrore, orchestrato da un regista (Steven Spielberg) che rispettava il suo pubblico. Jurassic World, al contrario, ha tentato di emulare quello spirito, ma si è trasformato in un chiassoso e vuoto spettacolo.
L’errore di Jurassic World: troppo rumore, poca sostanza
La nuova era del franchise ha commesso un errore fondamentale: ha presunto che il pubblico amasse Jurassic Park solo per l’azione e la distruzione causata da enormi dinosauri. Certo, il film del 1993 vantava effetti visivi rivoluzionari, ma Spielberg sapeva come usarli. Ha costruito la suspense, sfruttato il silenzio e reso l’assenza dei dinosauri potente quanto la loro presenza. In Jurassic World, non c’è spazio per respirare. I dinosauri sono costantemente in scena, ruggiscono incessantemente in scene d’azione frenetiche e montaggi rapidi. Il film non mira a suscitare stupore o paura, ma solo a impressionare. Questa sensazione, però, svanisce rapidamente, lasciando il pubblico sopraffatto da un rumore visivo senza significato.
Personaggi stereotipati e una trama debole

Un’ottima storia richiede personaggi solidi che coinvolgano il pubblico, ma Jurassic World ha fallito in questo. Owen Grady (Chris Pratt) e Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) sono figure stereotipate: lui è l’eroe d’azione ruvido con un cuore tenero, lei la dirigente rigida che impara a essere più umana. Mancano di profondità, motivazioni complesse o archi narrativi avvincenti. Confrontateli con Alan Grant (Sam Neill), Ellie Sattler (Laura Dern) o Ian Malcolm (Jeff Goldblum): personaggi con conflitti interiori, dialoghi brillanti e scelte che influenzavano davvero la trama. I nuovi film hanno mostrato un superficiale interesse per lo sviluppo dei personaggi, ma ogni volta che le cose si facevano interessanti, passavano a un’altra scena di inseguimento, un’esplosione o un dinosauro che urlava sullo schermo.
La scienza come spettacolo e la perdita del significato
Un altro problema cruciale è il modo in cui i film recenti trattano la scienza. Jurassic Park esplorava questioni profonde sui limiti del potere scientifico, la responsabilità di creare la vita, la teoria del caos e il concetto di controllo. La famosa battuta di Malcolm – “I vostri scienziati erano così preoccupati di potercela fare, che non si sono fermati a pensare se dovessero farcela” – risuona ancora oggi, riassumendo il dilemma etico del film. Jurassic World, invece, ignora tutto ciò. L’Indominus Rex, un ibrido bizzarro e esagerato creato per intrattenere i visitatori del parco, diventa una metafora perfetta del franchise stesso: qualcosa costruito solo per attirare l’attenzione, senza un vero significato. Il film tenta di criticare la trasformazione della scienza in spettacolo, ma lo fa in modo così superficiale da diventare ironicamente ciò che critica.
Una saga smarrita: da casa stregata a thriller confuso

Con Jurassic World – Il regno distrutto, il franchise cerca una svolta più cupa e seria, ma si perde in una storia che assomiglia a un film dell’orrore ambientato in una casa stregata, con dinosauri che vagano come mostri. L’introduzione di un clone umano tenta di approfondire il dibattito etico, ma senza successo. Poi, in Jurassic World – Dominion, la serie implode, cercando di essere troppe cose contemporaneamente: un thriller aziendale, un allarme biotecnologico, un film d’azione globale con locuste mutanti e persino una sentita riunione dei personaggi originali. Niente funziona. La sceneggiatura è sovraccarica, la regia caotica e, nel tentativo di accontentare tutti, il film non accontenta nessuno.
L’anima perduta del franchise

Alla fine, i nuovi film falliscono perché non colgono il vero significato di Jurassic Park. Spielberg raccontava una storia di persone che affrontavano l’ignoto e i propri limiti. Parlava di meraviglia, ma anche di umiltà. Era un thriller meticolosamente costruito, dove ogni attacco di dinosauro aveva un senso e ogni scena aveva una posta in gioco. Jurassic World e i suoi sequel sono un esempio di cinema preconfezionato: veloce, appariscente, pieno di effetti speciali e completamente disinteressato a far sì che il pubblico si soffermi e provi emozioni autentiche. È un intrattenimento fatto per essere consumato e dimenticato: tutto stile e niente anima.
L’ironia più grande di Jurassic World è che, nel tentativo di modernizzare ciò che Spielberg aveva creato, ha finito per rivelare il declino della narrazione. Invece di fidarsi dell’intelligenza del pubblico, punta su emozioni visive superficiali, dando per scontato che sia ciò che il pubblico mainstream desidera. Invece di personaggi reali, offre generici segnaposto per far avanzare la trama. E invece di emozioni autentiche, offre rumori ed effetti speciali privi di significato.
Con Jurassic World: Rebirth all’orizzonte, le cose potrebbero cambiare. Il piano è quello di riportare in auge lo spirito della trilogia originale, e c’è molto in gioco, soprattutto con il ritorno di David Koepp (sceneggiatore dei primi due film). Sarebbe positivo se Owen o Claire riapparissero in futuro (anche solo per un cameo), ma solo se la loro presenza avesse un vero scopo. Jurassic World non è mai stata un’idea intrinsecamente sbagliata, aveva solo bisogno di un approccio migliore. Il franchise ha perso la bussola perché ha dimenticato cosa aveva appassionato il pubblico fin dall’inizio.
Il risultato sono film che, seppur di successo commerciale, sono destinati a cadere presto nel dimenticatoio, l’esatto contrario di ciò che Jurassic Park ha sempre rappresentato. Nostalgia e CGI non possono sostenere una storia priva di scopo. Alla fine, ciò che rimane di Jurassic World è spettacolo senza sostanza cinematografica.
Cosa pensi sia l’elemento più importante che Jurassic World ha trascurato rispetto a Jurassic Park?
