La Porta dell’Alba é un romanzo horror del 1939 scritto da William Sloane e pubblicato in Italia da Adelphi, tradotto da Gianni Pannofino.

Trama
Sono passati quattro anni da quando Richard Sayles, psicologo e professore, ha perso le tracce di Julian Blair. Prima suo insegnante, poi fraterno amico, Blair è stato un geniale elettrofisico, almeno finché la morte improvvisa della moglie non ne ha offuscato la mente. Ed eccolo ora rifarsi vivo, con un messaggio sibillino in cui invita Richard a raggiungerlo a Barsham Harbor, nel Maine, dove si è ritirato per poter continuare le sue ricerche lontano dagli occhi indiscreti della comunità scientifica.
Sayles si rende subito conto che la salute mentale di Julian non è affatto migliorata, il che non gli ha impedito di dedicarsi a esperimenti sempre più temerari, fino alla soglia di quello che definisce «il progresso più grandioso mai immaginato». E proprio quando la curiosità di Sayles si fa incontrollabile, un secondo mistero giunge a complicare ulteriormente l’intrico: la signora Marcy, la domestica di Blair, viene trovata morta, e l’ipotesi di un incidente non sembra convincere la già maldisposta e vendicativa popolazione di Barsham Harbor…
Come in Attraverso la notte, anche nella Porta dell’alba Sloane gioca con i generi letterari e ne ricombina gli elementi – una grande casa isolata, un complicato macchinario da romanzo di fantascienza, una fugace ma terrificante sbirciata nell’orrore cosmico, un rompicapo degno di un mystery, perfino un pizzico di romance – per ricavarne qualcosa di inclassificabile e perturbante che resta a lungo nella mente del lettore, come il sonar proveniente da un qualche pianeta sconosciuto. Una qualità che ha fatto pronunciare al maestro dell’horror Stephen King queste parole: «Se Sloane avesse continuato a scrivere sarebbe diventato un maestro del genere o ne avrebbe creato uno completamente nuovo».
Recensione
La Porta dell’alba è un romanzo che unisce horror, fantascienza e suspense psicologica in modo sorprendentemente moderno per l’epoca in cui è stato scritto. La storia segue un gruppo di persone riunite attorno a uno scienziato enigmatico che sostiene di poter aprire una “porta” verso un’altra dimensione, tentando di comunicare con chi è morto.
Il romanzo costruisce lentamente un’atmosfera inquietante: più che puntare su scene esplicite di paura, Sloane lavora sulla tensione psicologica, sul mistero e sull’idea disturbante che la scienza possa spingersi troppo oltre. L’isolamento della casa, l’ambiguità dei personaggi e il continuo dubbio tra spiegazione scientifica e soprannaturale rendono la storia molto coinvolgente.
Uno degli elementi più interessanti è proprio il conflitto tra razionalità e occulto. Il lettore viene trascinato in un esperimento che sembra sempre più pericoloso, mentre i personaggi si interrogano su cosa significhi davvero sfidare i confini tra vita e morte.
Tuttavia il ritmo può risultare lento per chi è abituato agli horror contemporanei: gran parte della storia si concentra su dialoghi, preparativi e costruzione dell’atmosfera prima di arrivare al climax finale. Proprio questo finale, però, è uno dei punti più memorabili del libro, perché lascia una sensazione di inquietudine che rimane anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.
Nel complesso, La Porta dell’alba è un classico del weird e della fantascienza horror: un romanzo breve ma intenso, più basato sull’atmosfera e sulle idee che sull’azione.
L’autore
William Sloane (1906-1974) é stato uno scrittore ed editore americano. Di lui é uscito presso Adelhpi Attraverso la Notte (2024). La Porta dell’Alba é apparso per la prima volta nel 1939. I due titoli, pensati dall’autore come dittico, sono stati ripubblicati recentemente nell’edizione New york Review of Books (2015), accompagnati da un introduzione di Stephen King, che il lettore potrá ritrovare in Attraverso la Notte.

