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La “scommessa” della localizzazione italiana: Europa Universalis 5 riaccende la discussione

Enrico Favaro
20 Maggio 2025
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13 Min
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L’annuncio di Europa Universalis 5 ha recentemente riacceso un’ondata di entusiasmo tra gli appassionati di strategia, ma ha anche riportato prepotentemente alla ribalta un’annosa questione per i giocatori italiani. A questa eccitazione, infatti, si accompagna spesso un’ombra di ansia, ben sintetizzata nel video di Andrew Channel che ha dato voce a una domanda ricorrente: “Ci sarà la traduzione in italiano?” Troppo spesso il silenzio dei publisher o una risposta negativa trasformano l’attesa in delusione, specialmente per titoli complessi come i giochi strategici o i vasti RPG, dove la quantità di testo è cruciale per l’esperienza di gioco. Questa situazione, come evidenziato dalla community in seguito all’annuncio del nuovo titolo Paradox e dal dibattito scaturito dal video di Andrew Channel (che trovate qui sotto), solleva discussioni e frustrazioni, portandoci a chiederci: cosa si cela dietro la tendenza a escludere la nostra lingua? E, soprattutto, è sempre una scelta lungimirante?

Dietro le Quinte: Le Ragioni della Mancata Localizzazione

Scavando a fondo, emerge che la decisione di non localizzare un titolo raramente è una svista o una forma di snobismo culturale. Piuttosto, è il risultato di una complessa equazione che bilancia costi, proiezioni di mercato e strategie aziendali globali. Localizzare un videogioco ha un costo significativo. Non si tratta solo di tradurre testi; è un processo artigianale che richiede traduttori specializzati nel gergo videoludico, adattamenti culturali, test approfonditi e, in alcuni casi, doppiaggio.

  • Il Cartellino del Prezzo: Ogni parola tradotta ha un costo, stimato tra i 9 e i 12 centesimi di euro per la combinazione inglese-italiano. Moltiplicando questa cifra per le centinaia di migliaia (o milioni) di parole di un grande titolo, l’investimento può facilmente raggiungere decine o centinaia di migliaia di euro. Questa spesa diventa particolarmente imponente per generi narrativamente densi.
  • Strategici e RPG: I “Giganti Testuali”: Generi come gli strategici di Paradox, i giochi di ruolo con dialoghi ramificati o le avventure grafiche sono veri e propri “giganti testuali”. La mole di parole da tradurre, revisionare e testare è esponenzialmente maggiore rispetto ad altri generi, rendendo la localizzazione un impegno economico particolarmente gravoso e rischioso se le prospettive di vendita non sono più che solide.
  • Il Freddo Calcolo del ROI: Ogni publisher deve considerare il Ritorno sull’Investimento (ROI). Se le vendite aggiuntive stimate grazie alla traduzione non coprono i costi di localizzazione – o non garantiscono un margine di profitto adeguato – l’operazione rischia di non essere economicamente giustificata. Un caso emblematico è quello di Slitherine, che in passato ha evidenziato come le vendite in Italia rappresentassero meno dello 0,8% del totale globale per alcuni suoi titoli strategici.
  • Steam come Termometro (e le sue limitazioni): Per il mercato PC, la piattaforma Steam funge spesso da indicatore: a febbraio 2024, gli utenti italofoni rappresentavano solo lo 0,7% della community mondiale (14ª lingua). Sebbene questo dato sia un riferimento, non cattura interamente la complessità del mercato, ma può certamente spingere i publisher a dare priorità a lingue con una base utenti dichiarata più ampia sulla piattaforma.

Il Mercato Italiano: Luci, Ombre e Preferenze di Genere

Secondo i dati IIDEA nel 2024 il mercato italiano ha generato un fatturato di 2 miliardi e 340 milioni di euro. I giocatori nel nostro paese sono 13,9 milioni (il 31% della popolazione italiana tra i 6 e i 64 anni), con un tempo medio dedicato al gioco di 7,52 ore settimanali. Questo conferma il panorama del mercato videoludico italiano come significativo

Tuttavia, le abitudini di consumo e le preferenze di genere rivelano specificità che possono influenzare le strategie di localizzazione dei publisher:

  • Piattaforme Dominanti: La ripartizione del tempo di gioco vede le console al primo posto con il 45,9%, seguite dal mobile (smartphone e tablet) con il 31,3% e infine dal PC con il 22,8%. Sebbene il PC sia la piattaforma d’elezione per molti titoli strategici e RPG testualmente “pesanti”, il suo utilizzo in termini di tempo di gioco è inferiore rispetto alle console, dove spesso dominano generi con diverse esigenze di localizzazione.
  • Generi Preferiti e Impatto sulla Localizzazione: Le classifiche di vendita software nel 2024 mostrano chiaramente le preferenze. Su console, i primi tre titoli per copie vendute sono stati EA Sports FC 24 (Sportivo), Hogwarts Legacy (Azione/Avventura RPG) e Call of Duty: Modern Warfare III (Sparatutto). Su PC, la top 3 vede Hogwarts Legacy, Diablo IV (Azione RPG) e Call of Duty: Modern Warfare III. (Nota: queste classifiche si riferiscono ai titoli usciti o più venduti nel periodo di riferimento del report, che copre l’anno 2024). Questi dati indicano una forte preferenza per titoli sportivi, giochi d’azione/avventura con elementi RPG e sparatutto. È importante notare che, sebbene Hogwarts Legacy e Diablo IV abbiano una componente narrativa significativa e siano stati localizzati, il titolo sportivo EA Sports FC, pur avendo una localizzazione completa (interfaccia e telecronaca), presenta una mole di testo narrativo o dialoghi complessi imparagonabile a quella di un RPG strategico denso come Europa Universalis. Se una porzione così ampia del mercato e delle vendite è trainata da generi che, pur beneficiando della localizzazione, non sempre rappresentano le sfide testuali più imponenti, i publisher potrebbero essere più cauti nell’allocare budget significativi per la traduzione di titoli di nicchia ad altissima densità di testo.
  • Strategie Globali e Contesto Storico: Le scelte di localizzazione si inseriscono in strategie aziendali più ampie. Alcuni publisher, specialmente quelli con cataloghi vasti, possono decidere di concentrarsi sulle cosiddette lingue “FIGS” (Francese, Italiano, Tedesco, Spagnolo) o “EFIGS” (aggiungendo l’Inglese come lingua di partenza) come standard minimo, ma non è una regola ferrea. Il percorso storico di un’azienda e la sua crescita possono influenzare queste policy: colossi come Paradox Interactive hanno consolidato la loro posizione in un’epoca in cui il mercato PC italiano era forse percepito come meno centrale per certi generi, mentre altre realtà come Creative Assembly (Total War) o Firaxis (Civilization, XCOM), pur con occasionali mancanze, hanno spesso costruito nel tempo una fanbase italiana più forte anche grazie a una maggiore attenzione alla localizzazione.

L’Importanza della Localizzazione: Un Investimento Strategico

Se finora abbiamo esplorato le ragioni, spesso di natura economica e legate alle peculiarità del mercato, dietro la mancata localizzazione, è altrettanto vero che esistono solide e lungimiranti argomentazioni per investire nella traduzione italiana, trasformandola da mero costo a vero e proprio investimento strategico.

  • Una Community Vasta, Fedele e Attiva: I 13,9 milioni di giocatori italiani rappresentano un pubblico potenziale significativo e appassionato. La lealtà e la dedizione si manifestano palesemente attraverso le traduzioni amatoriali di alta qualità, spesso realizzate per giochi di grande complessità. Questo fenomeno, come sottolineato anche nel video di Andrew Channel in riferimento alla storica dedizione della community italiana ai titoli Paradox, è un chiaro segnale di una domanda inespressa e di un vuoto lasciato dall’offerta ufficiale. Per serie iconiche come Europa Universalis, la memoria corre a capitoli precedenti tradotti ufficialmente, creando aspettative che, se disattese, possono generare profonda delusione e allontanare una fetta di pubblico. Ignorare questa passione significa perdere l’opportunità di fidelizzare ulteriormente una base di utenti già consolidata.
  • Localizzare per Vendere di Più e Meglio: Offrire un prodotto nella lingua madre dell’utente è una leva di marketing potente e diretta. La barriera linguistica può essere un freno significativo all’acquisto, specialmente per giochi con una forte componente testuale o una narrazione complessa. Una traduzione accurata non solo amplia il bacino d’utenza potenziale, ma migliora anche la percezione del prodotto e del brand, costruendo una relazione di fiducia e attenzione con i giocatori. Questo può tradursi in un passaparola positivo, recensioni più favorevoli e, in ultima analisi, in un incremento delle vendite che può andare oltre il semplice calcolo del ROI a breve termine.
  • Immersione, Cultura e Accessibilità: L’esperienza di gioco è immensamente più appagante, immersiva e accessibile se vissuta nella propria lingua madre. Comprendere appieno le sfumature della narrazione, le istruzioni di gioco e i dialoghi è fondamentale per il godimento di un titolo. Per giochi ad alta densità testuale come Europa Universalis, offrire una traduzione italiana non solo arricchisce l’esperienza ludica, ma rende anche omaggio alla cultura italiana, spesso protagonista o comunque presente in tali contesti storici. Inoltre, come fa notare Andrew Channel, l’italiano è una delle lingue più studiate e apprezzate al mondo; una localizzazione curata potrebbe persino attrarre appassionati globali della nostra cultura, ampliando ulteriormente il target.
  • Un Segnale di Rispetto e Inclusione: In un mercato globale sempre più attento alla diversità e all’inclusione, localizzare un videogioco è un forte segnale di attenzione e rispetto verso una specifica community nazionale. È un modo tangibile per affermare: “Vi vediamo, riconosciamo la vostra importanza nel panorama videoludico globale e teniamo alla vostra esperienza”. In un mercato competitivo, questa cura per i dettagli e questa apertura verso il proprio pubblico possono fare una significativa differenza nella percezione del brand e nella lealtà dei consumatori. Non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di costruire una relazione duratura.
  • Stimolo all’Industria Locale e Feedback di Qualità: Investire nella localizzazione italiana può anche contribuire a stimolare l’industria della traduzione specializzata in ambito videoludico in Italia, creando opportunità per professionisti qualificati. Inoltre, una community che si sente ascoltata è più propensa a fornire feedback costruttivo e a partecipare attivamente alla vita del prodotto, contribuendo indirettamente al suo miglioramento continuo.

Conclusioni: Un Dialogo Necessario per un Futuro più Inclusivo

La questione della localizzazione in italiano è complessa, con molte variabili in gioco. Le ragioni economiche, strategiche e le analisi sulle preferenze di consumo dei publisher sono comprensibili, ma altrettanto legittima e forte è la richiesta di una community italiana numerosa e appassionata che desidera godere appieno della propria passione videoludica nella propria lingua. La soluzione, forse, non risiede solo nei numeri o nelle tendenze di genere dominanti, ma in un dialogo più aperto e costruttivo tra le parti: i giocatori che, come nel caso di Europa Universalis 5 e dell’iniziativa di Andrew Channel, fanno sentire la loro voce in modo civile e argomentato, e i publisher che potrebbero considerare i benefici a lungo termine di un investimento sulla lingua italiana non solo come una spesa da tagliare in base a statistiche generali, ma come un investimento nel rapporto con i propri utenti, nella valorizzazione dei propri prodotti e nel potenziale di crescita del proprio brand anche in segmenti di mercato più esigenti. L’auspicio è che l’italiano torni a essere una consuetudine nel panorama videoludico, rendendo l’esperienza di gioco veramente accessibile e appagante per tutti gli appassionati del nostro Paese.

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DiEnrico Favaro
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Classe 1991, appassionato di videogiochi, storia, fantascienza e geopolitica. Assiduo giocatore di World of Warcraft e innamorato di StarCraft. Fondatore e responsabile collaborazioni per Dailyquest.it Amante della lettura in particolare delle opere di Isaac Asimov.
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