La studiosa Ramie Targoff, in questo saggio edito Mondadori nella collana Le Scie, sceglie di raccontare la vita di quattro donne contemporanee a William Shakespeare che, come il Bardo, scrivevano opere poetiche, storiche, religiose e drammatiche… In un’epoca in cui nessuna donna era incoraggiata a farlo.

“Erano riuscite, contro ogni previsione, a trovare una stanza tutta per sé, dove poi erano rimaste sepolte per secoli insieme ai loro scritti, finché qualcuno non aveva buttato giù la porta”.
Recensione
La scrittrice, saggista e attivista britannica Virginia Wolf nel suo famoso saggio Una stanza tutta per sé cercava di spiegare perché le donne, nel corso dei secoli, avessero scritto così poco, pochissimo, in confronto agli uomini. Questa riflessione nasceva dall’esigenza di rispondere alle dichiarazioni di George Macaulay Trevelyan, storico e accademico vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, e passato alla storia per aver detto che nessuna donna ai tempi di Shakespeare avrebbe mai potuto eguagliarlo. Da qui la celebre risposta della Wolf: “A woman must have money and a room of her own if she is to write fiction”, frase che nel suo saggio approfondisce dichiarando che se anche fosse esistita una ipotetica sorella scrittrice di Shakespeare, questa si sarebbe uccisa per la frustrazione o sarebbe impazzita.
Il pessimismo di Virginia Wolf è però comprensibile perché le donne dell’epoca shakespeariana vivevano in effetti una vita fortemente limitata: raramente potevano studiare (ed erano escluse dalle università), passavano una vita sottomesse al volere del proprio padre per poi sposarsi e ubbidire ai propri mariti, loro tutori legali; non potevano votare e neppure ricoprire cariche politiche, inoltre le carriere di avvocato e medico erano loro precluse. Eppure ci sono state tra loro delle donne che hanno osato sfidare il sistema e che sono riuscite a studiare e, talvolta, anche a scrivere.
Ramie Targoff in questo suo saggio quindi desidera, con successo, ribaltare le visioni dei due studiosi che l’hanno preceduta, e dimostrare che di donne dotate, brillanti e geniali contemporanee a Shakespeare, ce n’erano almeno quattro: le vite straordinarie di Anne Clifford, Mary Sidney, Aemilia Lanyer ed Elizabeth Cary si alternano qui pagina dopo pagina, permettendoci di scoprire l’esistenza di quattro autrici che nulla avevano da invidiare al Bardo.
Anne Clifford era un’aristocratica che venne ingiustamente esclusa dall’eredità di uno dei più vasti patrimoni d’Inghilterra, a favore dello zio. La terribile battaglia testamentaria che scelse di intraprendere con coraggio e che la portò a scontrarsi con gli uomini più potenti dell’epoca, venne documentata nei suoi numerosi diari. Una volta ottenuto ciò che le spettava di diritto, scrisse un memoir sulla propria vita e una approfondita storia della famiglia Clifford, a partire dalla conquista normanna.
Mary Sidney invece venne costretta a sposare un uomo molto più grande di lei, ma non smise mai di approfondire i suoi studi e, oltre a scrivere splendide poesie, insieme al celebre fratello e poeta Sir Philip Sidney realizzò un’ottima traduzione in versi dall’ebraico del Libro dei Salmi.
Aemilia Lanyer, proveniente da una famiglia di musicisti veneziani alla corte della regina Elisabetta I, fu la prima donna inglese a pubblicare nel 1611 una raccolta di poesie originali, tra cui anche il Salve Deus Rex Judaeorum, una straordinaria rilettura femminista della caduta di Eva e della crocifissione.
Infine Elizabeth Cary, madre di undici bambini e allo stesso tempo prima donna a pubblicare in Inghilterra una tragedia originale in lingua inglese, incentrata sull’assassinio della principessa ebrea Mariamne per mano del marito Erode e nella quale si rivendica il diritto di una donna di seguire la propria coscienza ed esprimere i propri pensieri.
Insomma questo saggio è senz’altro un’opera affascinante, ricchissima di dettagli storici e molto approfonditi. L’autrice riesce a dare vita a queste quattro donne straordinarie con una narrazione coinvolgente e mai noiosa, alternando con sapienza le vite delle protagoniste e dando così al saggio un ritmo inaspettato. La ricerca accurata e l’analisi profonda rendono questo libro immancabile per chiunque sia interessato alla letteratura, alla storia delle donne e al Rinascimento, affinché le opere di Anne Clifford, Mary Sidney, Aemilia Lanyer ed Elizabeth Cary vengano nuovamente riscoperte perché “quello che credevamo di sapere sul Rinascimento, in realtà, era solo metà della storia”.
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L’Autrice
Ramie Targoff è professoressa di Letteratura inglese e italiana alla Brandeis University in Massachusetts. Laureata a Yale e con un dottorato all’università di Berkeley in California, è autrice di numerosi saggi, tra i quali Renaissance Woman, dedicato alla biografia di Vittoria Colonna. Vive tra Cambridge (Massachusetts) e Roma.


