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Videogiochi

Lost in Play – la nostra Recensione

Christian Strada
19 Luglio 2023
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6 Min
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Chi non vorrebbe essere di nuovo bambino? Niente bollette da pagare, niente stress e sicuramente molte meno responsabilità. Quindi da “noiosi” adulti, chi di noi non vorrebbe tornare a guarda i cartoni animati nel pomeriggio e a sognare ad occhi aperti? Anche se questo non è ovviamente un obiettivo realistico, Lost in Play di Happy Juice, cerca di far avvicinare il giocatore a questa sensazione. Saranno riusciti a farci “tornare indietro” con questo titolo?

All’avventura in un fantastico mondo

Vestiamo i panni di una coppia di fratelli che intraprendono un viaggio all’insegna della fantasia, fingendo in qualche modo di vivere una epica avventura. La premessa di Lost in Play sembra molto semplice anche se, dopo poco l’inizio della nostra avventura, iniziano ad accadere eventi totalmente fuori dal comune. I due fratelli si ritrovano persi nella loro “immaginazione” e devono usare l’ingegno per tornare a casa.

Lost in Play è un’avventura punta e clicca, con un sistema di controllo molto semplice, è facile apprezzarne l’essenza. Anche l’inventario è molto minimale senza farci perdere in un mare di menù ed azioni. Questo titolo eccelle negli enigmi, nessuno di questi risulta essere assurdamente difficile, molti di questi sono risolvibili semplicemente con gli oggetti che ritroviamo in ogni stage. Per chi trovasse qualche enigma un po’ più complesso, è capitato anche a noi non lo nascondiamo, è presente una comoda icona nella parte alta dello schermo che, dopo averla premuta, ci darà un’indicazione sulla soluzione.

Divertimento… ad enigmi

Lost in Play offre un sacco di divertimento grazie alla ricchezza e all’ispirazione del mondo, dei personaggi e della storia. Chiunque abbia una certa età troverà sicuramente qualcosa di nostalgico nel giocare ad un titolo del genere, soprattutto se si ha trascorso molto tempo a divertirsi con gli amici. I ragazzi di Happy Juice sono riusciti a creare un ottimo mix tra vecchio e nuovo – titolo nostalgico ma con una freschezza tale da non far sembrare la nostalgia un espediente.

Tuttavia, a livello di mero gameplay, la varietà di enigmi del gioco è molto strana. Questi, infatti, variano non solo per tipologia, ma anche per qualità: alcuni sono davvero divertenti, altri sono abbastanza gradevoli, altri ancora sono semplicemente noiosi. C’è un enigma, ad esempio, in cui si deve sfidare un “essere” ad una variante del gioco della Dama e, anche se si dovrebbe essere in grado di risolverlo in cinque o sei tentativi, la soluzione è incredibilmente noiosa in quanto la CPU è veramente competitiva, coglierà ogni nostro errore e dovremo rifare la sfida da capo. Tralasciando la parte tecnica di alcune sezioni, ci teniamo a menzionare un altro enigma che ci ha tenuto alcuni minuti in ballo; c’è una variante del Blackjack, in cui la fortuna, ovviamente, gioca un ruolo importante nella vittoria o meno, ed è fastidioso dover ripetere l’enigma più volte finché la dea bendata non sarà, finalmente, dalla nostra parte.

Questa problematica potrebbe essere un incentivo a “mollare” il gioco insieme al fatto che non è possibile migliorare. Tutti gli enigmi, infatti, sono tutti diversi. Per alcuni di noi, magari i più piccoli, deve essere necessaria una certa dose di impegno per portare a termine i vari compiti e, come detto, per imparare nuove regole. Fortunatamente il bottone dei suggerimenti aiuta parecchio.

Un vivace e colorato mondo

Lost in Play è un gioco splendido a livello estetico e, pur non raggiungendo la bellezza di altri titoli dello stesso filone come Cuphead, sembra semplice vedergli associato anche un corto animato. Il gioco è caratterizzato da colori incredibilmente vivaci e da un ottimo design dei luoghi e dei personaggi. Dal punto di vista della presentazione, Lost in Play è davvero perfetto e sembra proprio che le illustrazioni di un libro per bambini prendano vita.

All’interno del gioco non sono presenti dialoghi “normali”, tutto viene comunicato attraverso illustrazioni e simboli. I personaggi parlano anche in un linguaggio incomprensibile, simile a quello dei Sims, ed è sorprendente e accattivante la quantità di personalità che i personaggi sono in grado di trasmettere attraverso questo linguaggio.

Si torna a casa

Lost in Play va nella giusta direzione per quanto riguarda i giochi punta e clicca. Il gioco si orienta verso ciò che rende il genere così grande – l’attenzione per i personaggi, la narrazione e la costruzione del mondo – ed evita gran parte di ciò che rende il genere così frustrante per alcuni. Questo titolo sicuramente non conquisterà tutti, soprattutto per chi non è avvezzo al genere, ma è sicuramente divertente, affascinante e accattivante. Con la disponibilità di una piccola parte in formato gratuito, è possibile provarlo prima di decidere se comprarlo.

E voi, invece, siete già entrati nel mondo divertente e vivace di Lost in Play? Fatecelo sapere come sempre qui sotto nello spazio commenti e continuate a seguirci su Nerdpool.it.

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DiChristian Strada
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Appassionato di auto e videogiochi dedico a questi ultimi la maggior parte del mio tempo libero. Ho iniziato la mia avventura nel mondo videoludico con Pokemon Giallo e da allora i mostriciattoli tascabili sono diventati ben presto la mia più grande passione.
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