“Tutto ciò che lei è stato, tutto ciò che lei ha fatto, ha portato a questo”, “devi fidarti di me… un’ultima volta”, “The Final Reckoning”, insomma… numerosi e espliciti sono stati gli indizi nei trailer e nello tesso titolo che sino ad oggi hanno spinto gli appassionati della saga a credere che questo ottavo capitolo potesse essere realmente l’ultimo Mission Impossible ad approdare in una sala cinematografica e, dopo aver preso visione del film e avervi proposto la nostra recensione in anteprima, oggi tenteremo di rispondere alla domanda che in molti si sono posti negli ultimi giorni: è davvero la fine di una delle saghe più longeve della storia della settima arte?

Al netto delle varie evidenze sopracitate e delle recenti dichiarazioni dello stesso Cruise (“abbiamo messo ‘Final’ nel titolo per un motivo…“) ad oggi non vi sono comunicati ufficiali che attestino la definitiva conclusione del franchise, il che ha fatto sospettare qualcuno che si potesse trattare di un’abile strategia comunicativa utile a tornare alla ribalta tra un paio di anni con un sequel che possa beneficiare dell’effetto sorpresa.
James Bond VS Ethan Hunt, solo uno dei due è immortale. Un segnale per il futuro?
Inoltre – e da ora in poi vi consigliamo di interrompere la lettura nel caso in cui non vi siate ancora recati al cinema e abbiate intenzione di farlo – gli spettatori usciti dalla sala hanno interpretato la mancata morte di Ethan Hunt come un segnale di un possibile ritorno.

Difatti, a differenza di Daniel Craig nella toccante sequenza finale di No Time to Die, in questo caso Cruise non ha avuto il coraggio di far morire il proprio alter ego cinematografico, nonostante vi fosse una sequenza che pareva aver apparecchiato alla perfezione un’eroica dipartita di Hunt, a cui, naturalmente, sarebbero seguite le lacrime di milioni di spettatori e la perentoria certezza di non rivedere mai più Cruise nei panni dell’agente dell’IMF.
Tuttavia, nonostante non sia avvenuto nulla di tutto ciò e Hunt goda ancora di ottima salute, ci appare piuttosto difficile pensare che la saga possa proseguire, anche e soprattutto a causa di un panorama cinematografico sempre meno avvezzo a premiare progetti di tali dimensioni che, come in questo caso, si avviano ad un inevitabile perdita di capitale (ricordiamo che un film per iniziare ad incassare realmente deve quantomeno triplicare l’investimento iniziale e, considerando che questo ottavo capitolo è costato ben 400 milioni di euro, ci risulta complicato immaginare che si possa raggiungere ben oltre il miliardo di incasso).


