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NerdPool > Blog > Videogiochi > Molly Medusa: Queen of Spit – la nostra recensione
Videogiochi

Molly Medusa: Queen of Spit – la nostra recensione

Stefano Orlandi
13 Settembre 2023
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8 Min
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Neckbolt, una piccola software house svedese il cui unico sviluppatore è Niklas Hallin è riuscita, grazie all’editore Burning Planet Digital a pubblicare un nuovissimo gioco. Si tratta di Molly Medusa: Queen of Spit, gioco indie disponibile dal 6 settembre per PC tramite Steam e Nintendo Switch. Si tratta di un gioco in terza persona incentrato su enigmi, che ci porta in un mondo fantastico capeggiato da mitologia e magia. Vediamo, quindi, con questa nostra recensione come si comporta il gioco e le nostre valutazioni a riguardo.

Perché diventa tutto di pietra?

Molly Medusa: Queen of Spit inizia con l’introduzione al personaggio protagonista della nostra avventura. Molinike, abbreviata a Molly, è una ragazza apprendista di Pygmalion, uno scultore che modella la pietra con ben 77 anni di esperienza. La nostra protagonista è, quindi, desiderosa di diventare un’abile scultrice ed imparare tutti i segreti di questa arte. Dato che siamo apprendisti ci toccano anche i lavori più basilari, come recuperare oggetti da una venditrice in città.
Veniamo, sfortunatamente, tratti in un tranello dal venditore che, con il primo enigma da risolvere ci permette di evocare Circe, colpevole della maledizione. Circe, infatti, con un tranello e maleficio, trasforma Molly in una Medusa. La natura, infatti, della Medusa, dalla mitologia greca, è quella di tramutare in pietra tutto quello che passa sotto il suo sguardo.
Il più grande desiderio di Molly, di diventare un’abile scultrice, anche se con un sinistro tranello, si avvera. Tornata in città, qualsiasi oggetto, animale o persona che capita alla vista della nostra protagonista si pietrifica; il nostro compito sarà, dunque, quello di “curare” il maleficio attraverso l’ardua risoluzione di enigmi.

Molly Medusa: Queen of Spit
Circe

Grazie alle nuove abilità di Molly possiamo raggiungere una nuova area prima impossibile da esplorare, le Sabbie della Solitudine, un vasto oceano di sabbia che nasconde tutti i dungeon da risolvere per interrompere la maledizione. Con il nostro nuovo amico, Mr. Rockface, una roccia “parlante” ed il veliero di sabbia, il Sandsailer, partiamo verso i labirinti che fanno da padrone al gameplay.

Molly Medusa: Queen of Spit veliero

Pronti per l’avventura!

Molly Medusa: Queen of Spit, a questo punto ci porta nel vero e proprio nucleo dell’opera. I labirinti sono stati studiati ispirandosi a Maurits Cornelis Escher, incisore che realizzò opere rappresentati costruzioni impossibili e infinite.
All’interno dei dungeon, infatti, la gravità viene modificata e possiamo saltare tra le pareti senza cadere andando a modificare, per l’appunto, la gravità. Le possibilità di risolvere gli enigmi aumentano con questo fattore alzando l’asticella di difficoltà.
All’interno delle stanze troviamo veri e propri rompicapi da risolvere e trappole di ogni tipo; con una certa abilità possiamo trovare, nascosta in scrigni, la mappa del labirinto che ci mostra come le stanze sono collegate tra di loro.

Un vero e proprio labirinto!

Come per altri titoli simili abbiamo, inoltre, una barra della vita formata da icone di cuori. Questa dinamica di gioco permette di prestare molta attenzione a trappole e nemici che ci circondano che non avranno pietà per la nostra Molly. Bastano, infatti, pochi colpi per azzerare la salute della protagonista; se succede sarà game over e saremo teletrasportati all’ingresso del labirinto che stiamo affrontando. Il gioco, tuttavia, ci corre in soccorso e, grazie ad un’attenta esplorazione delle stanze possiamo trovare dei cuori da comporre per aumentare la salute massima. La difficoltà proposta dal gioco è modificabile (ma sconsigliato per non stravolgere il gameplay) e possiamo, tramite il menu, di disattivare la perdita di salute.

Il menu dell’inventario di Molly Medusa: Queen of Spit si compone, quindi, di tre sezioni. L’esplorazione, tramite la mappa dei labirinti o ciò che scopriamo nel vasto oceano delle Sabbie della Solitudine, la sezione dedicata alla salute e l’inventario. Qui troviamo Mr. Rockface che possiamo equipaggiare ed altre chicche ed oggetti che ci aiuteranno con gli enigmi; uno tra questi è l’Hookshot, un arpione che ci permette di balzare verso una parete oppure una comoda trombetta capace di richiamare il veliero, strumento utilissimo perché le Sabbie della Solitudine sono veramente vaste!

Uno sguardo alla tecnica

Quello che Molly Medusa: Queen of Spit offre è una serie di labirinti ben studiati capaci di metterci alla prova con l’ingegno. Diverse stanze, attraverso un enigma, permettono di farci ragionare bene sulle prossime mosse da fare per poter raggiungere il prossimo rompicapo.
Il tutto viene accompagnato da una colonna sonora heavy metal hard-rock di Burning Planet Digital, l’editore del gioco. Oltre ad essere un game publisher è un compositore che ha curato la musica presente nel titolo; all’aumentare della difficoltà o in determinate stanze possiamo sentire l’aumentare del ritmo musicale che ci spinge e motiva al proseguo della storia.
L’insieme di labirinti, dungeon e lo stile dell’inventario di gioco ricordano molto i giochi di Zelda. Anche i titoli della software house giapponese sono caratterizzati da laboriosi dungeon e indovinelli che ci fanno spremere le meningi; la dinamica del proseguire in stanze uniche accessibili da una determinata chiave recuperata in uno scrigno trovato in diverse stanze prime ricorda, infatti, i giochi con protagonista l’eroe di Hyrule, Link.

In Molly Medusa: Queen of Spit, il protagonista del gameplay è proprio la risoluzione di labirinti e questa dinamica ne fa da padrone. Inserendo, inoltre, l’ispirazione alle opere di Maurits Cornelis Escher come design dei dungeon i livelli ruotano su se stessi e si arricciano in labirinti fisicamente impossibili.

Valutazioni e conclusioni

Considerando la software house dietro allo sviluppo di Molly Medusa: Queen of Spit possiamo ritenere il titolo un ottimo rompicapo da risolvere. Seppur i vari livelli e labirinti risultino, a volte, difficoltosi, è proprio questa l’anima del gioco, cercare di alzare l’asticella e sfidare il giocatore alla risoluzione delle varie stanze.
Le uniche “pecche” che possiamo notare riguardano la visuale, un po’ troppo ballerina, soprattutto nei salti tra una parete e un’altra e l’assenza di un tutorial, anche basilare, sulle prime indicazioni ed incipit nelle prime fasi di gioco.
La musica che ci accompagna risulta scorrevole e non invasiva e ci motiva all’avanzare di trama e proseguire nei labirinti mentre la grafica leggera permette di giocare su qualsiasi dispositivo (PC o Switch).
Il titolo, purtroppo, non è stato tradotto in italiano, né nei dialoghi né nel doppiato ma non risulta molto tecnico per esitare nel giocarlo.
Il gioco è decisamente consigliato e gli amanti del genere rompicapi e risoluzioni degli enigmi apprezzeranno sicuramente il titolo.

Vi piace questo genere e stile grafico operato? State già giocando a Molly Medusa: Queen of Spit? Fatecelo sapere come sempre nei commenti e continuate a seguirci su Nerdpool.it.

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ARGOMENTI:IndieRecensioneSteam
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DiStefano Orlandi
Appassionato di videogiochi dall'infanzia, principalmente FPS, Action e di guida. Ho iniziato la mia passione videoludica con Metal Gear Solid e Gran Turismo avvicinandomi poi agli FPS, in primis Call of Duty.
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