Tra gli ospiti più attesi e apprezzati al Napoli Comicon 2025, anche per il grande entusiasmo ed energia a tutti gli eventi che ha preso parte, c’è sicuramente Boichi. Il fumettista coreano ha lavorato ad opere di diverso genere che hanno conquistato il Giappone e il mondo. Dopo la conclusione di Dr Stone, adesso tocca a Super String: Marco Polo’s Travel to the Multiverse, parte di un multiverso creato dalla compagnia coreana di Webtoon YLAB. A Napoli ha presentato quest’opera edita da Edizioni Star Comics e durante il suo press cafè ha raccontato tanti dettagli sul suo lavoro e il mondo dei manga.
Ecco quello che il sensei ha raccontato.
Tra opere originali e storie di altri
Sono felicissimo sia di lavorare a opere mie in cui sono coinvolto completamente nel processo di creazione, ma anche ad opere che sono state create da altri artisti. Il mio approccio cambia a seconda del tipo di opera. Quando sono opere completamente mie penso al genere di opera che vorrei fare in quel momento. Nel caso invece di opere di altre persone cerco di aderire e adattarmi allo stile del creatore originale perché sono felice di essere coinvolto in progetti del genere, e per questo le mie illustrazioni e i miei disegni si devono abbinare a quello che vuole e ha fatto il suo autore originale. Per me aver lavorato con artisti del calibro di Oda-sensei di One Piece e non solo è un momento felice, come lo è per i lettori che leggono queste storie.

Lavorando a Dr Stone ovviamente ho imparato molto dalla redazione di Shonen Jump e da Inagaki-sensei (NdR: Riichiro Inagaki, sceneggiatore della serie). Ho adeguato il mio stile al tipo di storia, ma quando ho potuto fare uno spin-off da solo (Dr Stone: Byakuya) ho seguito una linea mia personale. Per Super String: Marco Polo Travel to the Multiverse e per The Marshal King (opera in corso, disponibile su Manga+), ho ripreso tutti quegli insegnamenti, quelli di Shonen Jump e di altri artisti. Apprendo molto dagli artisti originali di cui creo storie, ma anche da altre piattaforme non solo manga ma anche anime. In queste ultime mie opere credo davvero di aver messo dentro tutta l’esperienza che ho accumulato negli ultimi anni.
Nel caso di Super String: Marco Polo’s Travel to the Multiverse, la storia è stata davvero una sfida perché è stata serializzata su due media diversi, sia in formato cartaceo pubblicato su una rivista e in volume e online come webtoon. Ho quindi svolto varie ricerche su come preparare la tavola e pensavo a come sarebbe venuta in cartaceo oppure in formato webtoon. Principalmente ho usato un’inquadratura in orizzontale per il cartaceo, mentre per il webtoon ho pensato di fare le scene e le illustrazioni in verticale.
Il design di Super String: Marco Polo’s Travel to the Multiverse
Per quanto riguarda il design e la caratterizzazione del personaggio di Marco Polo, lui fa parte di un multiverso creato dalla YLAB. Graficamente ho dovuto lavorare per far sì che il personaggio aderisse al gusto di questo multiverso. Anche se il nome ricalca quello di un personaggio storico, in realtà gli unici riferimenti storici li ho inseriti in Niccolò, il padre di Marco. Per i suoi abiti ho attinto a fonti storiche. Per Marco invece i riferimenti sono più sottili. Marco Polo è stato un esploratore che è andato fino in Cina e quindi per il design del mio personaggio ho aggiunto una padella wok e un coltello cinese, che porta sempre sulla schiena. Un piccolo dettaglio per caratterizzarlo e dare un piccolo riferimento storico.

Super String: Marco Polo’s Travel to the Multiverse è una storia che viene pubblicata anche in formato webtoon, però a livello di design e grafica gli ho conferito un certo appeal per un pubblico di shonen. Il carattere e il design di Marco sono molto vicini al genere shonen. Del resto la padella dietro alla schiena è una vera e propria arma come anche il coltello, non è per bellezza. Questi riferimenti storici sono quindi reinterpretati in chiave shonen per avvicinare il pubblico alla lettura.
Mostri ed ispirazioni del sensei Boichi
Ho avuto l’opportunità di disegnare creature fantastiche e mostri in diverse opere tra cui Super String: Marco Polo’s Travel to the Multiverse. Tutte queste creature graficamente hanno una base umana, nel senso di anatomia umana. Da questa base riprendo elementi e aggiungo dettagli per creare questi mostri. Uso come ispirazione film come Predator e Alien. Quindi prendo la mia base umanoide e poi scelgo se avvicinare la mia creatura più a Predator o ad Alien. In Super String: Marco Polo’s Travel to the Multiverse ho usato come leitmotiv le creature abissali.
Per questa nuova serie ho cercato di mettere tutto quello che ho imparato dalla mia esperienza artistica, dalle opere che ho visto, dagli artisti che ammiro. In generale, i riferimenti che utilizzo variano in base all’opera e al suo genere. Per Dr Stone invece ho inserito nell’opera ciò che ho studiato nella mia carriera universitaria di fisica e scienza e preso molta ispirazione dal genere sci-fi. Per The Marshal King mi sono avvicinato molto alla cultura italiana e in particolare allo “Spaghetti Western”, il western all’italiana. Ho preso come riferimento i film di Sergio Leone e vi condivido questo aneddoto. Quando lavoro a The Marshal King ascolto spesso le colonne sonore di Ennio Morricone per entrare nel giusto mood.

Manga e global manga
Sono davvero grato che il mio lavoro mi permetta di essere qui. Per me è un onore lavorare in Giappone. Sono un fumettista e quindi è meraviglioso lavorare in quel paese che ha un sistema di produzione così ampio e così di successo. Per la mia carriera ha rappresentato un passo importante, molto bello e del quale sono molto felice. Ho trovato inoltre che il sistema di produzione di manga tocchi anche le persone comuni giapponesi che li leggono e non solo. C’è anche una certa riverenza per chi produce opere fumettistiche.
Però mi sono reso conto che i fumettisti vengono da ogni parte del mondo. Io vengo dalla Corea eppure sono riuscito a pubblicare in Giappone anche con Shonen Jump. Quindi mi chiedo perché fumettisti di altri paesi non potrebbero fare altrettanto? Io vorrei creare uno spazio dove fumettisti e mangaka provenienti da vari posti del mondo possano ritagliarsi ognuno il proprio pezzo. Credo per questo che sia giusto parlare seriamente di manga globali perché il mercato dei manga è davvero universale.

Ho avuto modo di sfogliare Manga Issho e l’ho trovata una bellissima idea. Sicuramente significa tanto per gli artisti che hanno pubblicato qui le loro opere. Per me questa rivista è il fiore all’occhiello del mio sogno. Spero che i fumettisti italiani possano sbarcare anche in Giappone, come del resto i mangaka giapponesi sono pubblicati in Italia e in altri paesi.
La forza di manga e anime secondo Boichi
Dal mio punto di vista, come fumettista, credo che la popolarità di manga e anime in Europa e non solo, sia un fenomeno naturale. L’obiettivo principale dei manga è intrattenere e divertire, allo stesso tempo offre una varietà di generi diversi e questa varietà può attirare sempre più pubblico. E anche i lettori stranieri possono scegliere e spaziare tra questi generi e lo dimostra anche Manga Issho che presenta diverse storie, anche BL. Quindi perché il manga non potrebbe essere popolare anche in occidente dato che ha tanti punti di forza? A seconda della propria preferenza si può trovare e scegliere un fumetto o manga che ci piace.
Per me gli anime e l’animazione in generale hanno tante caratteristiche e tanti spunti dai quali imparare e da riportare nei miei disegni. Guardare un manga prendere vita nella forma dell’anime, mi permette di pensare e ragionare: “Questa scena la posso disegnare così, posso fare questa cosa”. La performance del disegno prende una forma diversa e si può imparare molto nel guardare l’animazione.

Non dimenticatevi la nostra recensione di Super String: Marco Polo’s Travel to the Multiverse. Fateci sapere nei commenti quale risposta del sensei Boichi vi ha stupito e perché. Continuate a seguire NerdPool per essere sempre aggiornati sui vostri manga e anime preferiti.
