Niente di serio, ma vediamo è il romanzo d’esordio di Claudia Valeriani, pubblicato da Einaudi nel giugno 2025. Attraverso la voce di Sara, una donna che dopo i cinquant’anni riscopre il desiderio e il piacere di vivere senza etichette, Valeriani costruisce una storia che fa sorridere, ma lascia anche spazio a spunti di riflessione sul bisogno di contatto, l’identità e la libertà di ricominciare. Un romanzo leggero, ironico, ma con più strati di profondità di quanto possa sembrare a un primo sguardo.

Trama
Sara è una donna sui cinquant’anni, madre di due gemelli ormai grandi. Il matrimonio è finito da un pezzo e il tempo per piangersi addosso è scaduto. Così, armata di un sorriso ironico e di una discreta dose di scetticismo, scarica un’app di incontri. la promessa è chiara: niente di serio, ma vediamo.
Tra chat piene di faccine, profili improbabili e conversazioni surreali, Sara si imbatte in uomini di ogni tipo: Il divorziato nostalgico, l’eterno Peter Pan, l’innamorato a scadenza. Qualcuno la diverte, qualcuno la annoia, qualcuno le fa desiderare di cancellare tutto. Eppure, ogni incontro è anche uno specchio: di chi è stata, di chi è e forse di chi vorrebbe ancora diventare.
“Ogni tanto mi diverto a pensare come sarebbe tutto diverso se fossi uomo. Così, uguale a come sono, però maschio, ma quanto sarei intrigante? Quanto fascino avrebbe la mia indegnità? Tombeur de femmes invece che cerca marito, seduttivo e sfuggente, imprendibile, misterioso invece che confusa.”
Recensione
Claudia valeriani firma un romanzo leggero, ma non superficiale. Il ritmo è veloce, i dialoghi brillanti, le situazioni spesso esilaranti. Chiunque abbia mai messo piede in un’app di incontri riconoscerà lo spaesamento, la curiosità, ma anche quel senso di precarietà affettiva che il digitale alimenta.
Quello che colpisce di più è il tono: mai giudicante, sempre partecipe. Sara è ironica e autoironica, fragile ma non rassegnata. Sa di non avere più vent’anni e non se ne vergogna. Accetta le rughe, accetta i fantasmi dell’ex marito, accetta le proprie fantasie. Anzi li trasforma in aneddoti da raccontare, a sé stessa e, di riflesso, a noi.
“Alt, stop, meglio fermare l’effetto domino dei miei pensieri, che sdraiati così hanno i numeri che combaciano, ma quando li metti in piedi crollano tutti a casaccio”.
L’AMORE DOPO I CINQUANTA, LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE
Il cuore del romanzo è la libertà. Libertà di desiderare, di esplorare, di dire di no, di dire di sì, senza sentirsi fuori tempo massimo. Sara, come molte donne reali, incarna la possibilità di reinventarsi dopo una frattura, senza sentirsi obbligata a costruire l’ennesimo “per sempre”.
“È anche in attimi come questo che mi scoccia non essere nata uomo, per guardarmi da fuori con addosso il mio trench, Burberry, ma sempre stile Bogart, mentre incurvo le spalle per proteggermi dalla pioggia. Autosufficiente.”
Il dating online, che poteva ridursi a sfondo comico, diventa un microcosmo sociale; un osservatorio sul bisogno di contatto, sulle illusioni che scivolano in chat e sulle aspettative di chi spera ancora nel colpo di fulmine digitale.
“Cioè: un uomo non dice la verità neanche a se stesso, ma lo fa per difendere la sua pietra verde, non perché è un bugiardo; ha relazioni disordinate, perché ha troppo da dare invece che niente; non sa guardarsi dentro, ma per scelta, e se prova paura smuove tenerezza, mentre io pietà.”
C’è poi il corpo, raccontato con naturalezza: non idealizzato, non giovanile a tutti i costi, ma vissuto come strumento di di piacere e presenza. In alcuni passaggi, la sensualità è descritta con delicatezza e ironia, come nel fugace incontro con l’uomo tatuato, dove i tatuaggi prendono quasi vita, trasformando una scena di sesso in un breve viaggio mentale.
UN CATALOGO DI UOMINI, UN CATALOGO DI SÉ
Il microcosmo di personaggi che Sara incontra è la vera linfa del romanzo. Non sono solo spalle comiche o comparse, ma incarnano pezzi di realtà: la vulnerabilità maschile, l’eterna immaturità di alcuni uomini, la tenerezza imprevista di altri. Ogni incontro diventa un piccolo specchio. Alcuni sono teneri, altri irritanti, ma tutti contribuiscono a svelare chi è davvero Sara adesso, in un’età in cui molti la vorrebbero trasparente o in pausa.
Valeriani costruisce brevi ritratti che sanno di verità: c’è l’uomo che si sente tradito dal tempo che passa, quello che gioca a fare l’eterno ragazzo, quello che vorrebbe stabilità, ma non sa come chiederla. E Sara osserva, valuta; ride, si arrabbia, cancella e ricomincia. Senza drammi, senza troppe illusioni.
CORPI DESIDERI E SCELTE
Uno dei meriti più interessanti di questo esordio è raccontare il corpo femminile senza patine patetiche o moralismi. Sara non è ossessionata dall’età, ma nemmeno la ignora: è consapevole delle rughe, della stanchezza, dei desideri che cambiano, delle fantasie che invece non invecchiano.
“Scelgo aree di spiaggia seguendo la mia mappa del tesoro: per andare sul sicuro gli offro punti di vista già sperimentati, lotti privati immaginari. Dicono che si fa così, quando hai qualcuno da convincere: portalo dove sei già stata, almeno non ti senti sola.”
Il romanzo parla anche di indipendenza economica, di ruoli di cura che restano sempre sulle spalle di chi è madre, e di un desiderio di spazio personale che non sempre è compreso dai figli, amici o ex partner. Il dating online diventa così una cornice, ma la sostanza è la ricerca della libertà.
“E io ho ben presente dove mettevamo gli asciugamani quando andavamo tutti insieme, cinquantacinque passi a destra dalla fine della passerella di legno e poi una ventina in avanti verso la battigia. A sinistra, il monte con la sagoma della maga Circe che sonnecchia, oggi senza nuvole impigliate al naso. Bene, si prevede bel tempo. Mi ha sempre protetto quella maga, sa che sta volta ci tengo.”
LO STILE: IRONIA E LEGGEREZZA COME FILO CONDUTTORE
Il linguaggio è uno dei punti di forza del libro. Claudia Valeriani scrive con un tono diretto, contemporaneo, a tratti colloquiale. I dialoghi scorrono veloci, le situazioni sono spesso rese con un’ironia che strappa più di un sorriso, ma sotto la battuta resta sempre una domanda: cosa cerchiamo davvero quando diciamo niente di serio? E siamo davvero pronti a non prenderci sul serio?
In alcuni passaggi, la scrittura si fa più intima, come nella descrizione di dettagli sensoriali durante incontri fisici, o nelle riflessioni di Sara la sera, quando le chat si spengono ma restano i vuoti.
PERCHÉ LEGGERLO
Niente di serio, ma vediamo, è perfetto per chi cerca una lettura contemporanea, non retorica, né zuccherosa. È un romanzo che puoi leggere d’un fiato, ma che lascia addosso riflessioni sottili. Con un linguaggio leggero, Valeriani parla di donne che spesso restano ai margini del racconto: quelle non più giovani, non ancora “vecchie”, libere abbastanza da scrivere le regole, seppur tra dubbi e battute amare.
Potete trovare questo ironico e moderno libro QUI.
L’autrice
Claudia Valeriani è nata a Milano nel 1965. Laureata in Filosofia, giornalista per diverse testate, negli ultimi dieci anni è stata viceredattrice di “Marie Claire” e di “Elle“.


