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Videogiochi

No, caro Musk: il giornalismo videoludico non è ‘spazzatura’

Pietro Ranieri
11 Febbraio 2025
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18 Min
Elon Musk
Elon Musk
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Se per una vita tutti ti esaltano come se fossi il nuovo Leonardo Da Vinci, purtroppo ci vuole molto poco a lasciarsi trasportare dai turbini della megalomania. Soprattutto quando sei un cinquantenne in crisi di mezza età con talmente tanti soldi da non sapere cosa fartene per le prossime sei-settemila vite. Succede pure che un patrimonio netto di quasi 350 miliardi di dollari – rileggete pure la cifra, con calma. Fatela decantare nella vostra mente. Trecento. Cinquanta. Miliardi. Di. Dollari – possa non essere abbastanza per nutrire un ego così ipertrofico.

Questo sarà un viaggio particolare. Ma fidatevi, necessario. Partiamo dall’inizio. Lasciate che delinei per voi un ritratto di questa mistica figura che, per ragioni di segretezza, chiameremo con un nome totalmente di fantasia: Elonio Muschio.

Chi è Elon Musk e perché la sua storia c’entra col giornalismo videoludico

Torniamo indietro di qualche anno. Sei Elonio e, nonostante le tue indiscutibili qualità, purtroppo non tutti su questo disgraziato sasso blu ti amano. Contrariamente a quanto tutti credono, hai abbandonato la scuola dopo aver ottenuto un visto d’immigrazione da studente per entrare in un Paese straniero. L’hai fatto, ovviamente, per inseguire i tuoi sogni. Essere miliardario di famiglia aiuta, ma non diciamolo troppo forte, sennò si rovina la magia del mindset giusto. Siamo nel 2015-16 circa. Sei già un uomo indiscutibilmente ricco e potente. I tuoi figli però ti disconoscono perché pensano – forse a ragione, chissà – che tu sia un pericoloso, crudele, freddo narcisista. Ci sono strani segnali. A te però qualcosa non torna.

Del resto, tu sei quello che ha dato del “pedo guy” a un soccorritore perché aveva rifiutato il tuo geniale progetto per costruire un sottomarino di salvataggio da infilare in una caverna in Thailandia a recuperare dei bambini. Non lo facciamo tutti? “No, grazie, meglio di no” – fan**lo, str0nz0 ped0fil0! Mi sembra la reazione più sana, chiaramente.

Anche se collezioni figuracce una dopo l’altra, tu, dicono, sei l’uomo che ha inventato il futuro. Il real-life-Tony-Stark. I tech bro del mattone sono tutti con te. Ma non tutto va come avevi previsto. Aver fumato uno spinello in diretta tv e sminuito una delle peggiori pandemie che l’umanità abbia affrontato in tempi moderni non ha aiutato la tua già eccentrica immagine. Inizi a sentire che l’opinione su di te non sia più così rispettabile come una volta. Ma la colpa non può essere tua, giusto?

Un uomo e il suo hobby. Cosa mai potrà andare storto?

Quindi continui. Tra mezze fake news, complottismo spicciolo, robe da supercattivo tipo “per terraformare Marte basta bombardare i suoi poli con l’atomica” che la Malvagia Comunità Scientifica di Sinistra, stranamente, spernacchia. I tuoi amici liberali piano piano ti lasciano solo. Tutti sono contro di te. Arrivano così nuovi amici, accomodanti, piacevoli, che ti applaudono, ti supportano, e soprattutto che ti spiegano cosa sta succedendo davvero. Non è colpa tua. Tu sei solo un’altra vittima. Tu capisci allora che la colpa dev’essere di qualcun altro. Di qualcos’altro. Per esempio dello spauracchio del nuovo millennio, del babau di internet: la cultura woke! Certo, dev’essere così. Semplice, facile, pulito.

Il vero nemico di ogni dittatore è la stampa libera

Ma i terribili accoliti del politically correct hanno deciso che devi morire sotto i loro colpi. Sotto la loro censura woke. E tu vuoi essere libero di dire quello che pensi, anche se quello che pensi spesso è un’idiozia sesquipedale. Ma tu sei Elonio Muschio. Sei nato ricco, nella tua vita hai avuto un paio di idee interessanti, e sei stato bravo a usare la tua ricchezza per ottenere quello che volevi. Sempre. Ma questo la stampa, i media, non sembrano apprezzarlo. Non dicono di te solo le cose giuste e belle. A volte, spesso, ti criticano. Criticano le tue uscite. Criticano il modo in cui hai conquistato certi risultati. Ti mettono alla berlina. Vogliono farti fare fare la figura dello scemo. Così ‘woke’ piano piano diventa sinonimo di ‘di sinistra’, che praticamente è uguale a comunista, cioè terroristi kamikaze rossi mangianeonati che vogliono distruggerci tutti. L’equivalenza immediata è chiara anche a un bambino.

Ecco, allora, emergere il vero nemico. I mattonisti amici tuoi, che su Internet iniziano a essere un movimento più serio, ma subdolo e strutturato, te l’avevano detto. I giornalisti! Quei dannati Npc! Sono loro che controllano le masse, sono loro che hanno il potere di influenzare le persone, sono loro che decidono cos’è fatto e cosa è notizia! Sono loro che dobbiamo combattere e rovesciare! Perché loro sono una vera ka$tah (sic) di far lefties che si venderebbe pure la madre per mantenere lo status quo! E tu, dall’alto dei tuoi trecentocinquantamiliardidipatrimonionetto, sai riconoscere sicuramente chi appartiene a una casta di eletti.

Così, decidi di diventare non solo il più ricco oligarca, ma anche il più potente trafficante/manipolatore di informazioni del pianeta. Uno dei più promettenti tra i tuoi nuovi amichetti, un giovinetto di appena 74 anni, ha un progettino in mente da realizzare di lì a poco tempo. Cogli la palla al balzo, e ti compri – facendo anche un po’ di maretta, che del resto sembra essere la tua firma, nel mondo della finanza – uno dei principali social network del web. Lo distruggi dalle fondamenta, lo distorci, lo corrompi, trasformandolo, lentamente, con mestiere, giorno dopo giorno, nella cassa di risonanza della tua echo chamber. Inseguendo un altro progettino totalitarista non da poco: quello della ‘everything app’, che insegui fin dai tempi in cui ti comprasti PayPal spacciandolo per una tua invenzione.

Mascherandola sotto una bella cornice, fatta di apparentemente bellissimi concetti come free speech, democrazia, libertà – e dimenticandoti di aggiungere, ogni volta, che è quello che vuoi per te al prezzo di quelle altrui – costruisci quotidianamente la tua piattaforma di diffusione dei fatti alternativa. Contro di loro giochi, ancora, sul complottismo, sul ‘non cielo dicono’, usando come perno e clava le problematiche dell’editoria classica che ormai è al collasso, dopo anni di decostruzione e di gestione a dir poco sconsiderata.

Attacchi quotidianamente, con un ritmo impressionante di tweet – ops, intendevo dire ‘post’ – qualsiasi cosa ti capiti a tiro che vorresti cambiare, riformare, ricostruire a tua immagine e a quella del tuo nuovo circolino di amichetti. Ripeti ogni giorno che i legacy media “lied to you”. Parli di ‘citizen journalism’ e implementi le community notes sul tuo social, solo per venire quasi quotidianamente smentito da quegli stessi strumenti. Infili nella tua ‘everything app’ – dopo averle aspramente criticate per anni perché, anche loro, gestite da società ‘woke’ – un’IA che detesta perfino te. Come se fosse solo un altro di quegli insopportabili operai commie che piacciono tanto ai liberali.

Path of Exile players are confirming that Elon has no idea how the game works and therefore must be paying someone to do all the work so he can later take credit. But I'm sure he's never done this in any other area of his life https://t.co/5sZqE9izf5

— evan loves worf (@esjesjesj) January 10, 2025
Come si permettono questi?!

O sei con me o sei contro di me: perché Musk è letteralmente un Signore dei Sith

Ogni tanto piangi di venire “costantemente insultato”, ma ovviamente tu sei più forte. Letteralmente: non c’è storia. Hai il potere economico e mediatico di far vincere o perdere le elezioni della più grande democrazia del mondo. E dai e dai, per due anni di fila, accade. Fake news e verità da te opportunamente manipolate alla fine vincono. Sei, almeno sulla carta, la seconda persona più potente del mondo dopo il convicted felon che ora guida la tua Nazione. Con te al suo fianco. Degno compare, del resto: i valori alla base sono gli stessi.

Inizia ufficialmente l’era della post verità, o meglio, della Verità del Post. You are the media, now. Mica i professionisti che hanno studiato anni per fare da filtro alle migliaia di migliaia di informazioni al secondo che invadono la rete. No: you are. Anche Cherryblossom89 dal Michigan, sul suo divano, tu proclami, ha più credibilità di un qualunque giornalista.

Sentite com’è potente.

Ma ancora, comunque, non ti basta. Vuoi di più. Cosa, verrebbe da domandarsi: la capacità di riplasmare la realtà a tuo piacimento e di trasformare Hitler in un comunista, la totale mancanza di opposizione, la libertà di fare tutto quello che vuoi alla luce del sole senza che nessuno possa fermarti né punirti né criticarti, anzi, l’adorazione assoluta? O semplicemente venire accettato e amato senza condizioni? Non lo sapremo mai, forse. O forse si: la capacità di controllare il pensiero dell’intero pianeta. Tony Stark voleva mettere un’armatura intorno al mondo. Dilettante. Tu, intorno al mondo, ci metterai la tua rete di manipolazione.

Accade però che la maschera che indossi inizia a traballare. Il colpo peggiore però non viene, come fu per Al Capone, da qualche miliardo di tasse non pagate. No: viene dalla comunità del gaming. Quella che ti aveva sempre sostenuto. Quella che tu stesso avevi sempre ritenuto un rifugio, l’unico, dalle ore e ore di lavoro che ti imponi – e che infliggi agli altri mentre tu o chi per te posti compulsivamente – ogni giorno.

Di colpo, si scopre che potresti aver finto gran parte dei tuoi tanto decantati risultati in giochi come Diablo IV e Path of Exile. Nel tuo tentativo di sostituirti a ogni cosa, di essere Via, Verità e Vita, hai mostrato al mondo come la tua ‘everything app’ dovesse essere anche una bellissima e allettante piattaforma di streaming. Un luogo migliore per tutti i gamer che hanno a cuore la vera libertà. Ma di nuovo, nonostante tutto il tuo potere, tutta la tua gloria, fai una figuraccia sesquipedale. Talmente fragorosa che qualcuno inizia a farsi due domande. Qualcuno molto seguito e apprezzato, come Quin69TV.

“Ogni volta che sali di livello, diventa esponenzialmente più difficile guadagnare esperienza”, spiega quello streamer fastidioso. “Per arrivare al livello 97, i giocatori dovrebbero giocare ogni giorno per la maggior parte della giornata”. Qualcuno inizia a insinuare che tu possa aver compiuto l’onta massima per un vero gamer: ti sei fatto boostare il personaggio pagando. Ma tu sei Elonio Muschio. E puoi essere contemporaneamente genio, Ceo di diverse aziende multimiliardarie, il troll più attivo di X e il miglior videogiocatore al mondo. Non esistono mezze misure. E non esiste spazio per il dubbio.

Così, quando un altro esponente di punta della community, tale Asmongold, osa parlare della questione, tu prima lo defollowi – disonore! – poi pubblichi conversazioni private senza il suo consenso accusandolo di essere bravo solo “nei commenti caustici e a prendere in giro la gente”, altro che con i videogiochi – disonore sulla tua mucca! – Post che poi, stranamente, cancelli. Chissà come mai.

Leaking my DM's is one thing but this is absolutely uncalled for https://t.co/I4eRo2QPKF

— Zack (@Asmongold) January 16, 2025
Il tweet incriminato di quel comunista di Asmongold

A giocare, del resto, non eri tu ma il tuo alter ego cinese. Tutto torna. Maledetti lefties!

Cosa ti resta da fare, dunque? Niente di diverso di quello che fai da sempre: negare, negare, negare. Raccontare la tua verità, che per estensione è ormai LA Verità, unica, indiscutibile, granitica. Gli involontari accoliti della setta che hai costruito in un decennio di meticoloso lavoro ti osannano come un profeta. Anche se non hai resistito a chiamare un dipartimento governativo (anzi no) per il quale nessuno ti ha eletto come la tua meme coin. Assolutamente non per farla schizzare nelle quotazioni il giorno dopo, s’intende.

Ed eccoci alla fine, al presente di questo lungo viaggio.

Il nemico è sempre lo stesso

Avete un bidone dell’X-mondizia al posto di Twitter

Ci ho messo un po’ per portarvi fin qui, lo ammetto. Ma era necessario per spiegarvi, magari anche con un po’ di sana ironia – ammesso che sia ancora concesso usarla – perché l’affermazione di Musk non solo è sbagliata, ma è faziosa. “Video game ‘journalism’ is garbage” è solo l’ennesimo, purtroppo non vano, tentativo da parte dell’oligarca più potente del mondo di manipolare la realtà. Di ribaltare la responsabilità delle sue scelte e delle sue azioni su qualcun altro. E, ovviamente, di continuare a soffiare il fuoco dei redpill, degli incel, di tutto il movimento anti-wokeism su cui ci aveva già messo in guardia, nel lontano 2022, Jess Singal sullo Spectator – pezzo ripreso in Itala da Il Foglio.

La reale implicazione dell’affermazione di Musk, oltre che avere lo scopo di delegittimare ancora una volta non solo il giornalismo professionale come dovere etico e necessità fondamentale di ogni democrazia, è quella di riaffermare ancora una volta la forza della sua verità che assume ormai il peso di fatto incontrovertibile anche quando si tratta di una semplice opinione. Non è un “penso che”, è un “is”. Egli è e non potrebbe non essere, come una divinità, come un concetto iperuraneo. Puro, adamantino, incorruttibile, intoccabile e per questo sicuramente vero.

“Io” non mi fido. E automaticamente, neanche tu devi fidarti.

Un meccanismo di manipolazione della realtà ormai ben noto, che postulò tale Goebbels con la teoria della propaganda ben cento anni fa. Roba che l’alt right ha appreso bene e messo in pratica comprandosi la lealtà di Musk in cambio di qualche posizione di potere. E che lui sta replicando su scala mondiale. Basta pensare a cosa sta succedendo con WelcomeToFavelas, una pagina meme di segnalazioni elevata a “realtà di informazione indipendente”. Tutto parte di una precisa strategia di sistematica decostruzione dei media tradizionali. Perché, come ebbe a dire il presidente Trump durante un’intervista rilasciata alla giornalista Leslie Stahl, tocca “screditarvi tutti e sminuirvi, così quando scrivete cose negative sul mio conto nessuno vi crede”.

Badate bene: non intendo in alcun modo sminuire i successi di alcune società come Space-X che fanno capo a Elon e che, grazie alle persone incredibili che ci lavorano, stanno raggiungendo risultati straordinari per l’umanità. Né intendo dire che l’editoria, soprattutto digitale, soprattutto di settore, sia scevra di problemi. Anzi. Il giornalismo videoludico è un vero fognaio, affermazione di Sabaku in una nostra chiacchierata che io condivido al cento per cento.

Ma questo non vuol dire che Musk abbia ragione. Questo non vuol dire che possa o debba comprarsi anche l’intera industria del gaming (anche del gdr cartaceo, come disse qualche tempo fa) per riplasmarla a sua immagine e somiglianza così tutto sarà finalmente come Elon comanda. Questo non vuol dire che si possa noi accettare passivamente le verità eteroimposte di una persona che i videogiochi li vede solo come un mezzo per plagiare l’ennesimo gruppo sociale. E no, autismo e ADHD non possono essere una scusa.

Noi non l’accettiamo. Io non l’accetto. E per quanto sul mio conto in banca ci sia un patrimonio stimato di ben 3.50 euro, penso di voler comunque conservare la mia dignità. Di gamer, di professionista. E di giornalista.

Bentornati su Nerdpool, signore e signori. Ci sarà da divertirsi.

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