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NerdPool > Blog > Fumetti > Non ho mai letto Dylan Dog
Fumetti

Non ho mai letto Dylan Dog

Giacomo Beretta
25 Luglio 2020
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6 Min
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Quella che vi raccontiamo oggi è l’esperienza di un lettore che, come molti altri, si è avvicinato a Dylan Dog col numero 401. E che ha scoperto molte cose interessanti. Ma partiamo dall’inizio.
Per ovvi motivi, da qui in poi ci saranno alcuni spoiler riguardanti la miniserie 666.

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Chi è Dylan Dog

Chi è Dylan Dog? Be’, questo lo sapevo. DyD è IL personaggio dei fumetti italiani (insieme a Tex), uno dei pochi ad avere una vita di successo longeva, visto che la sua saga va avanti dal 1986. Si definisce Indagatore dell’Incubo, la sua testata è edita dalla Sergio Bonelli Editore ed il genere delle storie oscilla tra l’horror e il fantascientifico. Le mie conoscenze, però, si fermavano qui.

Non sapevo chi fosse Bloch, che l’aiutante del protagonista si chiamasse Groucho (e si pronunciasse graucio), quali fossero i legami di parentela di Dylan o cosa avesse affrontato nelle avventure passate. Mi sono chiesto, prima di intraprendere la lettura, se avesse senso iniziare una serie dal numero 401, neanche uno tondo.

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Iniziare dal 401

Piccolo flash back: i miei dubbi erano animati anche dall’aver iniziato da poco la nuova serie della SBE Dragonero: il Ribelle. Anche lì c’è stato un rilancio ma, a differenza della testata supervisionata da Roberto Recchioni, leggere Dragonero dal nuovo #1 è come vedere la puntata numero 1 della stagione 7 di una serie tv. Gli autori provano a fare dei riassunti e ad introdurre i personaggi ad ogni numero, ma la sensazione di non cogliere fino in fondo la storia è presente in ogni singola pagina.

Per quanto riguarda Dylan Dog, quest’impressione non esiste. Il 401 è effettivamente un nuovo numero 1, leggibilissimo a sé stante e che può essere considerato un volume delle origini del personaggio. Nell’albo del rilancio facciamo la conoscenza del protagonista, del suo lavoro di indagatore dell’incubo e del suo passato da poliziotto londinese. Scopriamo inoltre che l’ispettore Bloch è suo padre adottivo, che Dylan è stato sposato e che ha tradito quella che ora è la sua ex-moglie. Ultimo ma non ultimo, ci viene presentato Gnaghi, l’assistente dell’indagatore conosciuto da Dylan mentre lavorava in un cimitero scozzese, e che può esprimersi usando solo 3 lettere G-N-A (qualcuno ha detto Groot?).

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per considerare questa come una nuova genesi del personaggio. Ma non è tutto. È vero che lo scrittore si diverte ad inserire pedissequamente citazioni di altre opere della cultura pop e, soprattutto, dei vecchi numeri di DD. Ma quest’ultimo elemento risulta però indifferente per chi, come me, si è affacciato per la prima volta alla lettura dell’investigatore della Bonelli.

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Cosa succede

La miniserie 666 che va dall’albo 401 al 406 serve dunque ad introdurre gli elementi precipui dell’Old Boy e a inserire il lettore nel nuovo status quo. Dopo esserci presentati con Dylan & Co., veniamo introdotti ad alcuni dei suoi nemici. Incontriamo Xarabas nel #401 e Mater Morbi nel #404, presentata come l’incarnazione della dipendenza alcolica del protagonista. Il feeling che si ha leggendo le pagine dei vari volumi, è che la situazione non sia mostrata in maniera chiara per una precisa scelta dello sceneggiatore. Non sappiamo mai se il Dylan Dog di una storia è lo stesso della precedente e se sarà lo stesso nella successiva. C’è un sottile fil rouge che lega le varie vicessitudini, è vero, ma nulla vieta di pensare che in mondi diversi succedano cose simili. E non si è mai sicuri, leggendo, di trovarsi nel mondo “reale” o in un mondo onirico.

Scelti (anche) per conferire questo senso di smarrimento, i disegnatori fanno un lavoro eccezionale in ogni numero. Corrado Roi, Sergio Gerasi, Giorgio Pontrelli riescono a creare le atmosfere perfette per ogni ambientazione, anche le più assurde. Menzione particolare per Gigi Cavenago che ha realizzato delle copertine spaccamascella.

Conclusione

Il numero più importante dell’intera gestione è sicuramente il #406, che dovrebbe definire definitivamente la nuova identità di Dylan Dog. Nell’albo, che definire labirintico è un eufemismo, Dylan affronta varie minacce proveniente dal mondo della cultura di massa, ossia libri, film e fumetti. È forse Groucho, qui nei panni dell’antagonista, a spiegare la natura degli albi precedenti: “Questa realtà non è altro che una delle biforcazioni dello spazio tempo”. Questi 6 albi sono dunque dei viaggi nel possibile, nel futuribile, nelle iterazioni che Dylan Dog può avere e che forse avrà.

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Quello che resta al lettore è la sensazione di aver letto solo l’inizio di quella che può essere una grande saga. Gli elementi sono tutti al proprio posto, starà a sceneggiatori e disegnatori mettere in moto l’ingranaggio giusto. Scopriremo nei prossimi mesi se ci riusciranno!

ARGOMENTI:Dylan Dog
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DiGiacomo Beretta
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Scrivo e parlo di cinema, serie tv e letteratura. Classe 1985, autore del romanzo Risveglio. Cerco costantemente la via della Forza. Fondatore di NerdPool.it. Vivo a Milano e passo le mie giornate tra famiglia, lavoro e letture molto impegnative. Ah! Sono Comics Detonation.
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