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Videogiochi

P.A.M.E.L.A. – la nostra recensione dell’indie survival-horror

Christian Strada
30 Giugno 2020
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7 Min
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Nel febbraio del 2017, P.A.M.E.L.A. è uscito come gioco Alpha in accesso anticipato su Steam. All’epoca il titolo aveva promesso di essere una versione unica del genere, ai tempi onnipresente, survival. P.A.M.E.L.A. era uno dei pochi giochi ad utilizzare come location una distopica fantascientifica città.

Primi passi all’interno di Eden

Dai primi minuti di gioco in protagonista si sveglia in una capsula di crio-stasi, così si comincia a girovagare nella città futuristica, Eden. Questa città è scarsamente illuminata e sembra apparentemente abbandonata, dando la sensazione di star entrando in un nuovo mondo. Invece di vagare in una campagna post-apocalittica, o in una città desolata, o in qualche mondo alieno, siamo collocati in una città-torre autosufficiente, più verticale che orizzontale; questa, è addobbata con luci di emergenza al neon e robot, che continuano ad intraprendere i loro doveri. C’è anche un obiettivo di trama, ovvero il ripristino l’energia della città, la quale è in una sorta di stato di emergenza. Scopriremo cosa sia successo ad Eden, ai suoi abitanti e all’intelligenza artificiale che controlla tutto, chiamata… sì, hai indovinato, P.A.M.E.L.A..

IA P.A.M.E.L.A. - recensione survival horror indie
P.A.M.E.L.A. ci sveglia dalla capsula in cui siamo rinchiusi da anni.

Al momento del rilascio del gioco in accesso anticipato, il titolo era tutt’altro che finito. Diverse caratteristiche non erano state implementate. Ora, oltre tre anni dopo, il gioco è arrivato alla versione 1.0. P.A.M.E.L.A. ora, come detto poco sopra, include una modalità storia completa e una serie molto più complessa e ben sviluppata di sistemi interconnessi.

Nonostante le migliorie, ci sono alcuni problemi di stabilità che causano fluttuazioni dei framerate, specialmente nelle aree della città più aperte e densamente popolate. Il percorso dei nemici è molto di frequente “rotto“, spesso li ho visti bloccarsi negli angoli o dietro i mobili.

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IA P.A.M.E.L.A. - recensione survival horror indie - infetti Eden
Purtroppo, troveremo davvero poca varietà di Infetti

Prendiamo a pugni gli Infetti

Il sistema di combattimento è cambiato poco o niente rispetto alla versione Pre-Alpha: infatti, risulta ancora molto goffo. Ci saranno, inoltre, diversi bug confrontandoci contro avversari particolarmente aggressivi; nel mio gameplay è capitato che, durante uno scontro corpo a corpo, sono finito attraverso oggetti e strutture, dovendo poi correre in giro per tornare al punto precedente. Questi problemi, uniti al fatto che il combattimento è estremamente letale, sono la fonte di molte morti frustranti e premature. Anche quando, dopo qualche ora di gioco, ho imparato meglio le meccaniche di combattimento, il tutto è spesso risultato non all’altezza di un titolo del 2020.

Fortunatamente, sebbene il gioco possa essere giocato in modalità perma-death, l’opzione predefinita è quella di un classico survival. C’è una progressione che passa da una vita all’altra, quindi la morte non significa necessariamente aver perso tutti i progressi. È possibile tornare al punto in cui siamo morti e recuperare tutti gli averi guadagnati duramente. Alla nostra rinascita, alla capsula di criostasi, potremo inserire i Genomi ottenuti, uccidendo Infetti e salendo di livello.

Un survival di nome e di fatto

Durante le mie ore di gioco, ho apprezzato particolarmente la parte survival di P.A.M.E.L.A. Il titolo ti fa prestare attenzione alla sete e alla fame del tuo personaggio, ma i molti altri obiettivi ci fanno avanzare nei vari livelli. Dai tantissimi titoli survival presenti sulle varie piattaforme, è facile annoiarsi dopo essere arrivati ad un punto in cui ti sembra di aver “battuto” il gioco, perché si hanno tutti gli strumenti a disposizione per sopravvivere. In P.A.M.E.L.A., invece, non staremo solo cercando di sopravvivere e di costruire una base dove essere al sicuro dalle orde di Infetti, ma saremo anche in missione per riparare la città ripristinando il suo antico splendore – oltre a capire esattamente cosa sia successo.

IA P.A.M.E.L.A. - recensione survival horror indie - AARM
Il sistema di controllo del personaggio risulta davvero completo e facile da utilizzare

Anche il livello di complessità, per quanto riguarda i progressi in questo gioco, è abbastanza impressionante. Ci sono tantissime cose da poter creare, costruire, migliorare e potenziare. Il gioco offre la possibilità di migliorare il proprio personaggio, poiché il protagonista è una specie di cyber-umano che è in grado di attaccare – fisicamente – vari miglioramenti tecnologici su se stesso. Sarà possibile installare di tutto: dalla luce utilizzata per illuminare l’ambiente durante le ore notturne, fino all’arma da legare al braccio. Ogni componente può essere modificato e migliorato.

Oltre al combattimento, dovremo mantenerci in vita attraverso il nutrimento, tenendo alti i livelli di fame e idratazione, oltre alla fatica. Potremo monitorare le varie esigenze attraverso un’interfaccia utente molto ben integrata che prende la forma di un computer sul braccio, chiamato AARM. Questa interfaccia è davvero ben fatta, ci consente di accedere a tutte le informazioni importanti in un modo molto “sci-fi”.

IA P.A.M.E.L.A. - recensione survival horror indie - Eden
I livelli disponibili sono al momento solo 4

La città in cui è ambientata la trama, Eden, è piuttosto grande, anche se molte aree non sono ancora accessibili. Il tutto è composto principalmente da due torri: Arcadia e Olimpia, quest’ultima ancora bloccata. Nonostante una sola torre esplorabile disponibile, la verticalità di questo livello è incredibile. Sono rimasto sorpreso, però, dalla quantità di spazio che sembra essere stato bloccato con l’intenzione implicita di essere popolato e utilizzato in un prossimo futuro.

Alcuni dei livelli inferiori e superiori della torre Arcadia, sono completamente renderizzati ma inaccessibili. Sicuramente ci sono ancora piani per “finire” la città di Eden e mapparla nella sua interezza.

Tiriamo le somme

Detto ciò, ritengo che questo gioco sia diverso dagli innumerevoli altri disponibili sulle varie piattaforme. Tuttavia, dati i numerosi problemi e bug, avrebbero dovuto prendersi ancora un po’ di tempo per perfezionare P.A.M.E.L.A.. Non vedo l’ora di vedere quali miglioramenti hanno in mente gli sviluppatori, e dove andrà a parare la trama di questo gioco.

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ARGOMENTI:Indie GamesRecensionesurvival horror
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DiChristian Strada
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Appassionato di auto e videogiochi dedico a questi ultimi la maggior parte del mio tempo libero. Ho iniziato la mia avventura nel mondo videoludico con Pokemon Giallo e da allora i mostriciattoli tascabili sono diventati ben presto la mia più grande passione.
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