Il 27 gennaio del 1945, l’Armata Rossa, impegnata nell’operazione Vistola-Oder in direzione della Germania nazista, entra nel campo di concentramento di Auschwitz, liberando i prigionieri superstiti. La scoperta del lager rivela, per la prima volta al mondo, gli orrori del genocidio perpetrato dal regime.
Dal 20 luglio del 2000, in Italia si celebra questo giorno per ricordare le vittime dell’Olocausto, l’emanazione delle leggi razziali e quanti misero a repentaglio la propria vita per proteggere gli ebrei perseguitati.
I libri che trattano la materia da più prospettive sono tanti. Ne abbiamo selezionati dieci, tra romanzi, saggi e autobiografie di chi l’orrore lo ha toccato con mano.
LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino

Un romanzo storico che racconta la storia di un gruppo di donne, costrette a diventare le “assaggiatrici” per Adolf Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra il terrore e la paranoia, infatti, sono chiamate a degustare i piatti destinati al Führer, al fine di scongiurare possibili attentati. Le donne stringeranno legami inaspettati e affronteranno assieme le atrocità della guerra.
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IL VERO NOME DI ROSAMUND FISCHER di Simona Dolce

Quando la protagonista riceve una misteriosa telefonata in cui la si chiama con il suo vero nome Inge Brigitte, i tumulti della Germania postbellica tornano alla memoria. Scorrendo sul doppio binario del passato e presente, si racconta la storia di questa donna alla ricerca delle proprie origini, rammentando il suo trascorso da giovane ribelle in fuga verso Madrid dove è divenuta musa dello stilista Cristóbal Balenciaga.
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LASCIAMI ANDARE, MADRE di Helga Schneider

La storia racconta di Helga Schneider che, in una stanza di albergo viennese, rievoca il suo doloroso passato, quando la madre decise di abbandonarla per diventare guardia nei campi di concentramento nazisti. Attraverso un intenso dialogo con la donna ormai anziana, Helga cerca di capire i motivi di una scelta tanto nefanda e di liberarsi di una figura che ha segnato la sua vita per sempre.
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IL PANE PERDUTO di Edith Bruck

Questa è l’autobiografia di una sopravvissuta al campo di concentramento, Edith Bruck, deportata da bambina assieme alla sorella. Tornata alla realtà, dovrà fare i conti con la perdita, la depersonalizzazione e la ricerca di una nuova identità, passando per Israele, l’Europa e, infine, l’Italia, dove troverà l’amore e si costruirà una nuova vita.
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IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE di John Boyne

Bruno è un bambino tedesco figlio di un ufficiale nazista che, un giorno, scopre un campo di concentramento e stringe amicizia con Shmuel, un bambino ebreo prigioniero. Nonostante le differenze tra i loro mondi, tra i due nasce una forte amicizia il cui sfondo è affastellato da morte e tortura. Il romanzo è estremamente toccante e commovente e vedrà i due bambini compiere un gesto estremo che porterà a conseguenze tragiche, a dimostrazione di come il germe della solidarietà possa nascere anche nell’odio e la discriminazione.
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LA BANALITÀ DEL MALE di Hannah Arendt

La filosofa Hannah Arendt racconta uno dei processi più controversi della storia, quello ad Otto Adolf Eichmann, uno dei principali organizzatori della “soluzione finale”. La Arendt capì quanto Eichmann fosse una persona assolutamente ordinaria che, “semplicemente”, eseguì gli ordini senza porsi domande sulla moralità delle sue azioni. Da qui, l’intuizione secondo cui la capacità di commettere atrocità derivi da una banale incapacità di pensare.
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LA LISTA DI SCHINDLER di Thomas Keneally

Ispirazione per il kolossal di Steven Spielberg del 1993, il libro racconta di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che, in piena Shoah, salvò la vita a più di mille ebrei. La sua figura è al centro di una notevole evoluzione perché dall’interesse al profitto, il protagonista sente crescere dentro il senso di giustizia. Ciò lo porterà a proteggere gli operai ebrei della sua fabbrica e sottrarli alla deportazione, anche a costo della sua vita.
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SE QUESTO È UN UOMO di Primo Levi

Il romanzo testimonia in prima persona l’esperienza nei campi di concentramento. L’autore descrive l’orrore della deportazione, la perdita dell’umanità, la lotta per la sopravvivenza e riflette su quanto l’animo umano possa sopportare tali condizioni. Nonostante tutto, Levi sottolinea l’importanza dei legami umani e della speranza che permetteva ai prigionieri di resistere.
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IL PIANISTA di Władysław Szpilman

L’autobiografia racconta di un pianista ebreo polacco che, con l’invasione nazista, viene confinato nel ghetto di Varsavia, assistendo alla morte di amici e familiari. Riuscito a sfuggire, vivrà nel terrore nascondendosi tra le rovine della città, supportato da un ufficiale tedesco che lo aiuterà in segreto.
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LE DONNE DEL TERZO REICH di Claudia Koonz

L’opera racconta dell’inquietante ruolo che ebbero le donne in quella Germania nazista che ne plasmò le aspettative e le opportunità, spingendole verso un modello di femminilità tradizionale e subordinata: ariana, madre, moglie e custode dei valori nazionali, soprattutto in ambito domestico e riproduttivo Il libro spiega come molte donne abbiano sperimentato disagi di fronte alle imposizioni del regime.
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L’importanza di un libro
I libri sono cultura, memoria e identità. Distruggerli significa minare alla base l’essenza primigenia della razza umana. Ed è per questo che, la sera del 10 maggio 1933, il Ministro della propaganda Joseph Goebbels ordinò il Bücherverbrennungen, il rogo che distrusse più di 20.000 libri sgraditi al regime nazista.
Tra questi, Marx, Brecht, Hemingway, London, Mann, Kafka… Purtroppo, questo non fu un caso isolato, dal momento che la storia ha vissuto altri eventi simili.
I libri sono pericolosi, perché aumentano la coscienza del mondo e di se stessi, generando uomini in grado di dire “NO” e opporsi alle nefandezze dei governi. Tale ragione basta per leggere sempre e preservare la testimonianza di ciò che siamo e siamo stati nel passato. Nel bene e nel male.


