Guardando indietro, l’alba dell’MCU è stato un momento chiave nella storia di Hollywood. Ha portato a un boom dei supereroi che ha subito un vero e proprio rallentamento solo negli ultimi anni; eppure, nonostante i moderni blockbuster sui supereroi facciano fatica a ottenere buoni risultati al botteghino, continuano ad avere un enorme significato culturale. Non c’è dubbio che Avengers: Doomsday, in uscita il prossimo anno, sarà uno dei più grandi successi dell’anno, in gran parte grazie al ritorno di Robert Downey Jr., questa volta nei panni del cattivo.
Eppure, sorprendentemente, i film sui supereroi moderni non sono riusciti a imparare una lezione fondamentale dai classici. Per quanto Iron Man, Guardiani della Galassia e tanti altri blockbuster possano essere validi, c’è un aspetto fondamentale in cui non potranno mai eguagliare film come Superman del 1978. In un certo senso, Iron Man ha dato una svolta all’intero genere, che deve ancora correggere la rotta.
I film cinecomics classici sapevano farlo meglio

C’è un motivo per cui il film Superman del 1978 ha avuto così tanto successo, e solo in parte è dovuto alla straordinaria interpretazione di Christopher Reeve. È stato anche notevole per la sua indimenticabile colonna sonora, con un tema straordinario composto dal leggendario John Williams. Quel tema si è affermato come parte integrante della tradizione di Superman, tanto leggendario che James Gunn lo ha ripreso nel reboot di quest’anno. Da quel momento in poi, ogni supereroe è diventato famoso per il proprio tema musicale distintivo. È ancora quasi impossibile pensare al film Batman del 1988 senza ricordare la musica di Danny Elfman, per esempio.
Tuttavia, con Iron Man del 2008, il MCU ha preso una direzione diversa. La Marvel voleva raccontare storie di supereroi ambientate nel “mondo fuori là fuori” e questo significava evitare deliberatamente le colonne sonore. Alan Silvestri ha spinto le cose in una direzione diversa con Captain America: Il primo vendicatore e The Avengers, ed è possibile che l’intero genere avrebbe preso una direzione diversa, se non fosse stato per James Gunn. Guardiani della Galassia ha utilizzato la musica in modo completamente diverso e il genere ha generalmente dimenticato l’esempio di Silvestri.
I film moderni sui supereroi ammettono implicitamente il problema

Stranamente, molti film moderni sui supereroi hanno ammesso l’errore. L’esempio di Gunn è calzante: sebbene il film Superman del 2025 abbia un tema straordinario, si basa in gran parte sulla classica versione di Donner. Quando l’MCU ha iniziato a integrare i personaggi degli X-Men nella narrazione attuale, lo ha fatto con versioni del tema tratto da X-Men: The Animated Series. Queste decisioni riconoscono implicitamente che i film moderni sui supereroi si basano sul lavoro di giganti del passato, piuttosto che essere capolavori a sé stanti.
Ci sono però alcuni segnali positivi. I Fantastici Quattro: Gli Inizi presentava una fanfara deliziosa particolarmente distintiva, e non è proprio una coincidenza: il film era ambientato in una linea temporale alternativa, il che significa che la Marvel non doveva più preoccuparsi di ambientare la storia nel “mondo fuori dalla finestra”. Si tratta di un passo nella giusta direzione per l’intero genere: un passo verso qualcosa di più fantastico, più drammatico, che osa portare la meraviglia e la gioia dell’intero genere nel mondo reale.
È ora che il genere decida di realizzare altri capolavori, che includano nuovi temi iconici e non solo omaggi al passato.
