Con l’uscita di Kraven – Il Cacciatore, si chiude ufficialmente il capitolo del Sony Spider-Man Universe (SSU), un franchise tanto ambizioso quanto disordinato e fallimentare. Nato nel 2018 con Venom, questo universo di villain e antieroi legati al mondo dell’Uomo Ragno non è mai riuscito a convincere pienamente, complice l’assenza dello stesso Spider-Man e una connessione tra i film che è apparsa sempre frammentaria e poco coesa.
Ripercorriamo tutti i film del Sony Spider-Man Universe, classificandoli dal peggiore al migliore.
6. Madame Web (2024)
Il penultimo capitolo dell’SSU, Madame Web, è rapidamente diventato uno dei film più criticati del 2024. Ambientato nel 2003, racconta la storia di Cassandra Webb (Dakota Johnson), una paramedica che acquisisce poteri chiaroveggenti dopo un incidente e si ritrova a proteggere tre giovani destinate a diventare Spider-Women dall’assassino Ezekiel Sims (Tahar Rahim).
Il film soffre di una sceneggiatura confusionaria e di un’eccessiva lentezza nel presentare l’origine della protagonista, che diventa Madame Web solo nel finale. Nonostante alcune performance ironiche del cast, il film si distingue più per i suoi problemi che per i suoi pregi. Madame Web rappresenta un esempio lampante di cosa può andare storto in un film di supereroi.
5. Morbius (2022)
Con Morbius, Sony ha consegnato un film che ha lasciato il pubblico indifferente. Jared Leto interpreta il biologo Michael Morbius, che, cercando una cura per la sua malattia del sangue, si trasforma in un vampiro. Purtroppo, il film è un pasticcio narrativo, con una trama poco strutturata e un finale tra i più bruschi nella storia dei cinecomic.
L’unico momento interessante arriva nella scena post-crediti, dove il personaggio di Adrian Toomes/Vulture (Michael Keaton) viene introdotto per un possibile collegamento con l’universo di Spider-Man. Tuttavia, anche questa scelta si è rivelata poco efficace, aggiungendo confusione alla già fragile coerenza del franchise.
4. Kraven – Il Cacciatore (2024)
Nonostante un grande potenziale, Kraven – Il Cacciatore fatica a lasciare il segno. Aaron Taylor-Johnson interpreta Sergei Kravinoff, che acquisisce poteri animaleschi dopo un incontro con un leone mistico. Il film offre sequenze d’azione ben coreografate e sfrutta al massimo il suo rating R, ma la trama è generica e manca di direzione.
Il personaggio di Rhino (Alessandro Nivola) appare solo nel terzo atto, mentre il fratello di Kraven, il Camaleonte (Freddy Hechinger), viene lasciato in secondo piano. Nonostante alcune scene spettacolari, Kraven – Il Cacciatore non riesce a compensare l’assenza di Spider-Man, che avrebbe dato maggiore profondità alla storia.
3. Venom: The Last Dance (2024)
Il terzo capitolo della saga di Venom chiude la trilogia con un’avventura ricca di azione e umorismo. Eddie Brock (Tom Hardy) e il simbionte Venom affrontano il temibile Knull (Andy Serkis), intenzionato a conquistare la Terra con un’armata di simbionti.
Il film brilla per il rapporto tra Eddie e Venom, che si evolve in una vera e propria amicizia. Con un mix di momenti comici e scene d’azione spettacolari, Venom: The Last Dance riesce a offrire un finale emozionante e soddisfacente, lasciando comunque spazio per un possibile ritorno del personaggio.
2. Venom (2018)
Il primo capitolo dell’SSU è ancora uno dei migliori. Venom ha saputo conquistare il pubblico grazie all’interpretazione carismatica di Tom Hardy, che dà vita a un Eddie Brock tormentato ma irresistibilmente comico. Il rapporto tra Eddie e il simbionte Venom è il cuore pulsante del film, regalando momenti esilaranti e un’azione frenetica.
Nonostante un villain poco memorabile (Riot, interpretato da Riz Ahmed), il film getta solide basi per il franchise e rimane uno dei prodotti più godibili di Sony.
1. Venom: Let There Be Carnage (2021)
Il secondo capitolo della saga di Venom migliora sotto ogni aspetto rispetto al suo predecessore. Woody Harrelson offre una performance eccentrica e memorabile nei panni di Cletus Kasady/Carnage, mentre il rapporto tra Eddie e Venom raggiunge nuovi livelli di profondità e comicità.
Con un ritmo serrato e una durata di soli 97 minuti, il film non perde mai tempo, portando sullo schermo uno scontro epico tra Venom e Carnage che soddisfa pienamente le aspettative dei fan. Inoltre, la breve incursione di Venom nel MCU durante la scena post-crediti è un momento entusiasmante, che lascia aperte infinite possibilità per il futuro del personaggio.
SSU in conclusione
Nonostante i suoi alti e bassi, il Sony Spider-Man Universe ha regalato momenti memorabili, con la saga di Venom come vero e forse unico punto di forza. Ora che il capitolo si è chiuso, resta da vedere se Sony riuscirà a integrare meglio i suoi personaggi nell’universo Marvel o se deciderà di ripartire da zero.
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