I veterani di Star Trek, Rick Berman e Brannon Braga, figure chiave che hanno plasmato l’universo del franchise per oltre vent’anni – lavorando a quattro serie TV e quattro film, inclusa la co-creazione di Star Trek: Enterprise – hanno recentemente espresso il loro disappunto riguardo un elemento specifico delle produzioni più recenti: l’uso di dialoghi troppo “contemporanei”.
L’ammissione è arrivata durante la loro partecipazione al podcast The D-Con Chamber, condotto dalle star di Enterprise, Connor Trinneer e Dominic Keating (come riportato da TrekMovie.com). Per Berman e Braga, la scelta di introdurre espressioni gergali moderne nelle serie più recenti rappresenta un pericoloso allontanamento dal tono classico e senza tempo che ha sempre caratterizzato Star Trek.
Il pericolo del gergo moderno nell’universo di Star Trek

Rick Berman ha confessato di essere rimasto sorpreso da alcune battute incluse nei nuovi episodi:
“Ho guardato un episodio di uno dei nuovi Star Trek, dove le persone dicevano cose come ‘Dammi il cinque’,” ha ricordato Berman. “E non mi suona bene. C’è un certo elemento classico in Star Trek.”
Secondo i produttori, la longevità e l’unicità di Star Trek risiedono in parte nella capacità della sua lingua di evocare una sensazione di atemporalità. Inserire troppo gergo attuale – per quanto possa essere divertente vedere, ad esempio, un Vulcaniano inespressivo provare un’espressione umana colloquiale – rischia di rompere l’illusione.
Brannon Braga, pur riconoscendo la necessità di evolvere il tono in Enterprise (allontanandosi dalle inflessioni quasi shakespeariane di The Original Series per interazioni più riconoscibili), ha sottolineato che c’è un limite nel far suonare i personaggi di Star Trek “più simili a me e te”.
“Il tono è in qualche modo senza tempo; è un po’ più formale,” ha spiegato Braga. “Non vuoi che sia contaminato da espressioni idiomatiche contemporanee, ma allo stesso tempo non può esserne completamente privo.”
Equilibrio tra classico e moderno: Da Enterprise a Strange New Worlds

Anche se Enterprise aveva deliberatamente cercato di alleggerire leggermente lo stile, riflettendo un’umanità ancora “grezza” agli albori dell’esplorazione, i produttori avevano mantenuto confini rigorosi. L’obiettivo era evitare che i personaggi sembrassero usciti da un reality show dei primi anni 2000. Entrambi credono che la scrittura di Trek funzioni meglio quando evita un tono distintamente moderno o troppi riferimenti culturali specifici.
Nelle serie classiche come The Next Generation e persino Voyager, i personaggi parlavano in modo chiaro, diretto e con uno scopo ben definito, pur non risultando forzatamente rigidi. Questo stile è diventato sinonimo del franchise. Le serie moderne, in particolare Star Trek: Discovery e Strange New Worlds, hanno invece abbracciato un tono più colloquiale, in linea con gli attuali standard della scrittura televisiva.
Si può certamente sostenere che l’aggiornamento del linguaggio per stare al passo con i tempi renda i personaggi più relazionabili per il pubblico odierno. Lo stesso Dominic Keating, conduttore del podcast, ha osservato che i nuovi show “lo hanno certamente modernizzato per i nuovi arrivati”.
Tuttavia, mentre Berman e Braga non stanno affatto bocciando le nuove produzioni, alcuni fan potrebbero concordare che l’eccessiva modernizzazione diluisca quel sapore unico e semi-formale, antico e futuristico al contempo, tipico dei dialoghi di Star Trek.
Mentre il franchise di Star Trek continua ad espandersi con nuovi film e serie in sviluppo, come l’imminente Starfleet Academy, l’equilibrio tra evoluzione e preservazione della voce distintiva di Trek rimane una sfida cruciale.
Cosa ne pensi dei dialoghi moderni nelle nuove serie di Star Trek come Strange New Worlds? Sei d’accordo con la critica di Rick Berman e Brannon Braga?


