Nel vasto mosaico narrativo di Star Wars, l’Ordine Jedi ha schierato migliaia di guardiani attraverso le ere. Eppure, tra esseri umani e alieni sensibili alla Forza, solo una manciata si è distinta per un potere che trascende il semplice addestramento accademico. Non stiamo parlando solo di chi maneggia meglio una spada laser, ma di chi possiede una connessione spirituale tale da compiere imprese al limite del mitico. Questi sono i cavalieri che hanno plasmato la Repubblica, sfidato l’oscurità dei Sith e ridefinito per sempre cosa significa essere un custode di pace.
In breve:
- Dall’Alta Repubblica alla caduta dell’Impero, analizziamo i Jedi più influenti della galassia lontana lontana.
- La classifica non premia solo il combattimento, ma la connessione con la Forza e l’impatto storico.
- Da Ahsoka Tano a Yoda, passando per la sorpresa dell’Alta Repubblica, ecco chi ha definito l’essenza dell’Ordine.
10) Qui-Gon Jinn

Il Maestro anticonformista per eccellenza. Qui-Gon Jinn non era il beniamino del Consiglio Jedi proprio perché preferiva seguire il volere della Forza Vivente piuttosto che i rigidi codici dogmatici. Sebbene fosse un maestro della forma difensiva IV (Ataru), il suo vero potere risiedeva nella saggezza mistica. È stato lui a riscoprire l’antica tecnica per mantenere la coscienza dopo la morte, diventando il primo “Fantasma di Forza” della storia moderna e aprendo la strada a Yoda e Obi-Wan Kenobi.
9) Kanan Jarrus

Sopravvissuto all’Ordine 66 come il Padawan Caleb Dume, Kanan Jarrus ha dovuto ricostruire il suo legame con la Forza durante i tempi bui dell’Impero. Mentore riluttante ma fondamentale per Ezra Bridger, Kanan ha ignorato la regola del “non attaccamento”. La sua forza derivava proprio dall’amore per la sua “famiglia” sulla Ghost: un sentimento che gli ha permesso, nel suo ultimo atto eroico, di trattenere un’esplosione devastante sacrificandosi per salvare gli altri.
8) Mace Windu

Un pilastro dell’Alto Consiglio. Mace Windu non era solo autorevole: era letale. Creatore del Vaapad (Forma VII), uno stile di combattimento al limite del Lato Oscuro, Windu canalizzava la propria oscurità interiore in pura potenza controllata. È stato l’unico a sconfiggere Darth Sidious in un duello singolo (prima dell’interferenza di Anakin). Possedeva inoltre l’abilità rara dello Shatterpoint, che gli permetteva di visualizzare i punti di rottura negli eventi e nelle persone.
7) Ezra Bridger

Da ladruncolo di strada su Lothal a Cavaliere Jedi capace di cambiare le sorti della galassia. Addestrato in modo non ortodosso da Kanan Jarrus, Ezra Bridger ha sviluppato una connessione unica con la natura e gli animali. Il suo picco di potere? L’accesso al Mondo tra i Mondi, un piano mistico fuori dal tempo e dallo spazio. Il suo sacrificio finale, trascinando il Grand’Ammiraglio Thrawn nell’ignoto iperspazio, è la prova definitiva della sua dedizione.
6) Avar Kriss

Forse il nome meno noto al pubblico mainstream, ma una leggenda dell’Alta Repubblica. Conosciuta come l’Eroina di Hetzal, Avar Kriss percepiva la Forza come una “canzone”. Questa abilità unica le permetteva di coordinare mentalmente gli sforzi di tutti i Jedi attraverso distanze siderali, fungendo da radiofaro vivente. In un’epoca d’oro per l’Ordine, lei era il simbolo assoluto della Luce.
5) Ahsoka Tano

L’ex Padawan di Anakin Skywalker ha percorso una strada tutta sua. Sopravvissuta alle Guerre dei Cloni, all’Ordine 66 e a duelli contro mostri sacri come Darth Maul e Darth Vader, Ahsoka Tano è pura resilienza. Con il suo stile a due spade a presa inversa e le lame bianche (simbolo della sua neutralità rispetto ai dogmi Jedi), Ahsoka rappresenta la giustizia pura, svincolata dalla politica dell’Ordine.
4) Luke Skywalker

Figlio del Prescelto, Luke Skywalker ha fatto l’impossibile: ha redento Darth Vader e abbattuto l’Imperatore Palpatine. La sua forza non stava solo nel potenziale ereditato, ma nella capacità di riformare l’Ordine Jedi post-Impero. Luke è diventato un simbolo di speranza galattica, attingendo a testi antichi e saggezza perduta per garantire che i Jedi non si estinguessero con lui.
3) Obi-Wan Kenobi

Il Jedi per antonomasia. Saggio, disciplinato e maestro assoluto della forma difensiva III (Soresu). La grandezza di Obi-Wan Kenobi non risiedeva nell’attacco, ma nella resistenza: capace di sopravvivere a Darth Maul, al Generale Grievous e di sconfiggere il potentissimo Anakin Skywalker su Mustafar. Anche dopo la morte, la sua guida come Fantasma di Forza è stata cruciale per la vittoria finale della Luce.
2) Anakin Skywalker

Il Prescelto. Con un conteggio di Midichlorian superiore persino a Yoda, Anakin Skywalker era, tecnicamente, il Force-user con il potenziale più alto mai esistito. Guerriero inarrestabile e pilota impareggiabile, la sua potenza bruta è rimasta tale anche sotto le vesti cybernetiche di Darth Vader. Il suo ritorno alla luce per salvare il figlio ha confermato la profezia: solo lui poteva riportare l’equilibrio.
1) Yoda

Novecento anni di esperienza contano. Il Gran Maestro Yoda non ha rivali per saggezza e connessione con la Forza. Poteva sollevare intere navi spaziali con un pensiero e assorbire fulmini di Forza a mani nude. Nonostante la stazza, il suo stile di combattimento acrobatico era letale. Ma più della spada, era la sua capacità di ascoltare la volontà della Forza attraverso la galassia a renderlo il Jedi più potente e rispettato della storia.



