Prima che lo storico accordo tra Disney e Sony spalancasse le porte del Marvel Cinematic Universe (MCU) all’Arrampicamuri, i piani per il franchise di Spider-Man erano diametralmente opposti a quelli che conosciamo oggi. L’idea di Sony Pictures era quella di costruire un vero e proprio universo cinematografico condiviso partendo dalle fondamenta gettate dal reboot del 2012. Ma quando The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro arrivò in sala, i risultati sotto le aspettative fecero collassare un’intera roadmap di pellicole già in pre-produzione, tra cui l’atteso spin-off sui Sinistri Sei di Drew Goddard. Oggi, a mente fredda e con la consapevolezza della redenzione avvenuta in Spider-Man: No Way Home, spuntano nuovi inquietanti (e affascinanti) dettagli su cosa avremmo visto nei sequel diretti di quell’universo.
In breve
- Sony aveva pianificato l’uscita di The Amazing Spider-Man 3 e 4 tra il 2016 e il 2018, prima di cancellare tutto in favore del reboot con il MCU.
- Il terzo capitolo avrebbe visto Peter Parker utilizzare una formula per resuscitare i morti, riportando in scena il Capitano Stacy e Norman Osborn.
- Un’idea vagliata per il quarto film prevedeva il ritorno di Emma Stone, con una Gwen Stacy resuscitata pronta a trasformarsi in Carnage (in pieno stile Ultimate Comics).
- Andrew Garfield ha smentito l’arrivo di un film stand-alone alla fine del 2025, ma la porta resta socchiusa per i prossimi eventi multiversali come Avengers: Doomsday e Secret Wars.
Resurrezioni e teste criogenizzate: il plot di The Amazing Spider-Man 3

A un anno dall’uscita di The Amazing Spider-Man 2, la fiducia di Sony era tale da aver già bloccato le date di uscita per due sequel diretti. Il finale drammatico del secondo capitolo lasciava Peter Parker devastato dalla perdita di Gwen Stacy. Stando a quanto emerso nel corso degli anni, The Amazing Spider-Man 3 avrebbe esplorato le conseguenze estreme di questo lutto.
Come svelato da Denis Leary (l’attore che prestava il volto al Capitano George Stacy), il film avrebbe spinto Spider-Man oltre il limite della fantascienza e della morale: “A un certo punto si discuteva dell’idea che nel terzo film Spider-Man sarebbe stato in grado di prendere una formula e rigenerare le persone della sua vita che erano morte”. Questo non solo avrebbe giustificato il ritorno di Leary, ma avrebbe spianato la strada al rientro in scena di Richard Parker e di un Norman Osborn tornato in vita per reclamare il titolo di Goblin e guidare i Sinistri Sei. Il regista Marc Webb ha infatti confermato che l’idea originale partiva proprio da una scena post-credit tagliata, in cui si vedeva la testa decapitata e criogenizzata del leader della Oscorp.
Tuttavia, bisogna pesare queste informazioni: lo sceneggiatore Alex Kurtzman, in un’intervista del 2025, ha chiarito che il team “non ha mai scritto la sceneggiatura definitiva”, rendendo questi dettagli delle bozze di pre-produzione sfuggite al controllo di qualità.
La follia del quarto capitolo: Gwen Stacy diventa Carnage
Se i piani per il terzo film sembrano azzardati, quelli per The Amazing Spider-Man 4 sfioravano il delirio onirico. All’epoca, Andrew Garfield aveva firmato un contratto solo per tre pellicole, e Marc Webb era intenzionato a passare il megafono a un altro regista.
Eppure, tra i disastrosi leak del famigerato attacco hacker a Sony del 2014, emerse un pitch narrativo che mandò in tilt le community nerd di tutto il mondo: gli studios volevano a tutti i costi riportare Emma Stone nel franchise. L’idea? Adattare parzialmente un arco narrativo dell’universo fumettistico Ultimate Marvel, facendo resuscitare Gwen Stacy sotto forma dell’abominio simbiontico noto come Carnage. Un twist che avrebbe stravolto completamente il tono del franchise, trasformandolo in un ibrido tra un cinecomic e un body-horror.
Rivedremo l’Uomo Ragno di Andrew Garfield?

Il ritorno in grande stile di Garfield in Spider-Man: No Way Home ha scatenato una vera e propria campagna social globale per la realizzazione di un suo film solista conclusivo. Un entusiasmo palpabile, che però si è dovuto scontrare con la dura realtà logistica e contrattuale dei Marvel Studios.
Nell’ottobre del 2025, è stato lo stesso Andrew Garfield a gelare gli entusiasmi, dichiarando senza mezzi termini che The Amazing Spider-Man 3 “non si farà, e non credo si farà mai”. Una mossa sensata: con il franchise guidato da Tom Holland in piena corsa (e i parallelismi con i rumor sul mai nato Spider-Man 4 di Sam Raimi), inserire una timeline cinematografica parallela rischierebbe di frammentare l’attenzione del pubblico generalista.
L’unica vera speranza per i fan risiede ora nei prossimi mastodontici crossover diretti dai fratelli Russo, ovvero Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars. L’attore britannico ha precisato più volte che tornerebbe a indossare il costume solo per un progetto “strano” e narrativamente valido, escludendo a priori comparsate fini a se stesse basate sul puro fan service. Se la gestione del Multiverso da parte di Kevin Feige riuscirà a ritagliare un ruolo di spessore per questa specifica variante, potremmo davvero assistere all’ultimo, glorioso volteggio del Peter Parker più tormentato dello schermo. Altrimenti, l’abbraccio finale con i “suoi fratelli” in No Way Home rimarrà un epilogo più che dignitoso.


