Con la produzione dei fratelli Russo e la regia di Frank E. Flowers, The Bluff sbarca su Prime Video presentandosi come un action-thriller storico che tenta di scuotere le fondamenta del genere piratesco. Ambientato nel 1846, nel crepuscolo della pirateria nei Caraibi, il film si allontana consapevolmente dall’estetica romantica e soprannaturale alla Pirati dei Caraibi per abbracciare una violenza cruda, sporca e decisamente più vicina al genere splatter.
Una Protagonista tra Bollywood e Hollywood

Per Priyanka Chopra Jonas, The Bluff rappresenta una dichiarazione d’intenti. Dopo anni trascorsi in ruoli spesso limitanti o in produzioni patinate come Citadel, l’attrice torna alla fisicità brutale che l’aveva fatta conoscere in Quantico. Qui interpreta Ercell Bodden, una donna che vive una vita idilliaca a Cayman Brac, tra sentieri fiancheggiati da conchiglie e zuppe di tartaruga cucinate per i coloni. Ma la sua apparente fragilità domestica è solo una maschera: Ercell è in realtà “Bloody Mary”, una piratessa leggendaria che ha cercato di seppellire il proprio passato sanguinario per amore della famiglia.
La Trama: Un “Home Invasion” Tropicale

L’equilibrio si spezza quando il temibile Capitano Connor (un Karl Urban che mastica scenografia e minacce con il suo solito carisma magnetico) rapisce il marito di Ercell, T.H. Bodden (Ismael Cruz Córdova), per recuperare dell’oro marchiato che crede gli appartenga.
L’invasione dell’isola si trasforma rapidamente in un gioco del gatto e del topo. Quando i pirati assaltano la casa di Ercell, la donna “si riattiva” come una macchina da guerra. La sequenza dell’irruzione domestica è uno dei momenti più alti del film: una coreografia serrata dove ogni oggetto — persino una conchiglia — diventa un’arma letale. Ercell non combatte con grazia, ma con una furia viscerale: strappa dreadlock dalle radici, usa pugnali con precisione chirurgica e non esita a sputare in faccia ai suoi aggressori.
Estetica e Regia: Tra Realismo e Pulp
Il regista Frank E. Flowers sfrutta magistralmente le location reali di Cayman Brac. La geografia dell’isola — le mangrovie intricate, le grotte calcaree (come la “Skull Cave”, che ricorda un covo di Star Wars) e le scogliere — non è solo uno sfondo, ma un elemento attivo del combattimento.
Sebbene i fratelli Russo portino una patina da blockbuster che a tratti rischia di rendere alcuni sfondi CGI un po’ artificiali, il film brilla per la sua efferatezza.
Coreografie: Debitrici del cinema d’azione asiatico e di John Wick, con scontri corpo a corpo che lasciano il segno.
Effetti Gore: Il sangue che schizza sull’obiettivo della telecamera e i dettagli macabri (come il racconto di Ercell che appendeva i genitali recisi dei nemici alla prua della nave) conferiscono al film un tono da B-movie di lusso che diverte i fan del genere.
I Limiti della Scrittura
Nonostante l’ottima esecuzione tecnica, la critica evidenzia alcune crepe nella sceneggiatura di Flowers e Joe Ballarini:
Dialoghi stereotipati: I pirati sono spesso ridotti a macchiette sessiste e i loro scambi sono infarciti di cliché. Frasi come “Tonight you become soldiers. Distract. Defend. Destroy” suonano più come battute da trailer che come dialoghi organici.
Occasioni sprecate: Il rapporto tra Ercell e Connor rimane superficiale. Nonostante Urban e Chopra Jonas siano maestri del “sguardo torvo”, il film non scava mai davvero nella loro complicata storia passata, limitandosi a vaghi accenni su ciò che accadeva “sotto coperta”.
Eccessiva Esposizione: I flashback utilizzati per spiegare le origini di “Bloody Mary” interrompono talvolta il ritmo incalzante, togliendo respiro all’azione pura.
Verdetto: Un Action Solido ma Senza Grandi Sorprese
The Bluff è un’opera che vive della performance fisica della sua protagonista. Priyanka Chopra Jonas dimostra di poter reggere sulle proprie spalle un intero film d’azione, passando dalla vulnerabilità materna alla spietatezza di una final girl da slasher.
È un film che non chiede troppo allo spettatore, ma offre esattamente ciò che promette: 100 minuti di adrenalina, teschi spaccati e panorami caraibici mozzafiato. Sebbene il finale suggerisca apertamente un sequel, resta da vedere se il franchise saprà approfondire le radici politiche e sociali della pirateria solo accennate in questo capitolo.
