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NerdPool > Blog > Videogiochi > The Medium: recensione dell’horror psicologico di Bloober Team
Videogiochi

The Medium: recensione dell’horror psicologico di Bloober Team

Christian Strada
20 Marzo 2021
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8 Min
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Quando Xbox Series X è stata lanciata alla fine dell’anno scorso, è arrivata con una libreria molto limitata di nuovi giochi, soprattutto dopo che Halo Infinite è stato posticipato. The Medium, titolo horror dai creatori di Observer e Blair Witch, è la prima esclusiva del 2021 per Series X.

The Medium ha sicuramente attirato l’attenzione con il suo trailer di gioco. Purtroppo non tutti sono stati in grado di provarlo, a causa della mancanza di fornitura dell’ammiraglia di Microsoft oppure di un PC poco performante. Ad oggi, infatti, mancano ancora le vere esperienze di nuova generazione da godere. Bloober Team ha deciso di iniziare a spingere l’hardware, creando un progetto che può raggiungere il suo pieno potenziale solo sull’ultima generazione di Xbox.

https://www.youtube.com/watch?v=8Pdww0u3Ky8&ab_channel=BlooberTeam

Indaghiamo sul nostro passato

Al centro di questo gioco horror psicologico c’è una donna di nome Marianne. I suoi poteri straordinari, come medium, le hanno dato la capacità di interagire e viaggiare nel regno degli spiriti. La nostra protagonista si ritrova coinvolta in un caso irrisolto che si scoprirà ben presto essere molto più profondo di quello che ci aspettiamo.

Una misteriosa telefonata ci porta in un hotel abbandonato, il Niwa Resort, ovviamente infestato da spiriti. Qui, Marianne scopre di più sui tragici eventi che sono accaduti e anche di più su se stessa e il suo passato. La storia, senza addentrarci oltre all’interno della narrativa, risulta essere intrigante e profondamente personale per quasi tutti i personaggi che ci vengono mostrati.

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La durata complessiva del titolo è di circa otto ore, anche se si entra nel vivo solamente dopo le prime quattro. Per alcuni giocatori il “primo tempo” potrebbe rivelarsi abbastanza noioso, mentre la seconda parte può essere davvero emozionante. L’horror è rappresentato non solo con jumpscare e mostri spaventosi, ma anche con fasi psicologiche ed introspettive di alcuni NPC.

The Medium brilla per il suo approccio cinematografico e per l’ottimo modo in cui concettualizza il ruolo dell’interazione con gli spiriti. Inizialmente, infatti, abbiamo solo la capacità di parlare con i morti o entrare nel mondo degli spiriti per poco tempo, ma presto il gioco ci introduce ad esperienze extracorporee oltre a intere sessioni di gameplay nell'”altro lato”.

Marianne non ha armi per difendersi, quindi può usare solo tattiche evasive come scappare, nascondersi o usare l’ambiente per superare situazioni pericolose.

Il gioco presenta anche oggetti da collezione sotto forma di documenti, cartoline, disegni e foto inquietanti che fanno più luce sugli eventi che sono accaduti.

The Medium resort
Unreal Engine in tutto il suo splendore

Mondi paralleli davvero inquietanti

L’innovativo gameplay di The Medium, utilizza uno schermo diviso per le volte in cui Marianne accede al mondo degli spiriti. Così facendo possiamo manipolare oggetti in un mondo per risolvere enigmi nell’altro. Ci sono cose diverse da scoprire in entrambi i mondi, sarà necessario quindi tenere d’occhio entrambi i lati dello schermo per evitare di perdere qualcosa. “L’altro lato” viene attivato automaticamente durante la storia ed è possibile interagire con entrambi i mondi contemporaneamente. I due mondi sono lo specchio l’uno dell’altro: il layout di base è lo stesso, ma l’atmosfera è molto diversa. La normale hall dell’hotel nel mondo degli spiriti, ad esempio, potrebbe essere piena di tentacoli pulsanti o avere porte in pelle umana.

Durante le indagini, la nostra protagonista può usare l’abilità Percezione per vedere, ascoltare e percepire cose che non sono visibili nel mondo materiale, rivelando di più su ciò che è accaduto ascoltando echi persistenti e vedendo ricostruzioni spettrali. Ciò è utile per trovare indizi per risolvere enigmi e ottenere alcuni suggerimenti su quali oggetti possono essere raccolti. Gli enigmi iniziali sono molto semplici, ma diventano più complessi man mano che il gioco procede.

The Medium mondi paralleli
Un sacco di enigmi da risolvere e lo schermo diviso tra i mondi aggiungono un gameplay innovativo al gioco.

Come i vecchi horror

Poiché si tratta più di una storia che di un gioco, il gameplay, l’esplorazione e persino le prospettive della telecamera sono limitate. La prospettiva della telecamera fissa di The Medium ricorda i giochi survival horror della vecchia scuola come i primi giochi di Resident Evil. Questa tecnica di regia, può essere disorientante e fastidiosa soprattutto nelle fasi più concitate del gioco. Quando ci si sposta su una nuova schermata, dobbiamo cambiare la direzione della protagonista. In situazioni spaventose in cui Marianne scappa dal pericolo, è più facile a dirsi che a farsi!

Costruito sul motore grafico Unreal Engine, The Medium ha una grafica straordinaria sia nel gameplay reale che nei filmati, con espressioni facciali dettagliate ed effetti di luce realistici. Il design del mondo degli spiriti è un’opera d’arte, con disegni organici ispirati a ossa, pelle e carne che sono incredibilmente belli e inquietanti allo stesso tempo.

Purtroppo, il titolo ha sicuramente bisogno di un’ottimizzazione per PC. Abbiamo provato il gioco con un Pc di fascia Medio-Alta equipaggiato con una RTX 2060 Super in 2K, abbiamo notato drop importati di fotogrammi e framerate poco stabile. Anche con settaggi al minimo, il gioco non ha superato i 60 fotogrammi al secondo.

Il comparto audio, invece, risulta essere molto coinvolgente anche se il gioco è abbastanza silenzioso per la maggior parte del tempo, il che rende particolarmente eccezionale anche il suono più debole. E’ possibile sentire il battito secco delle ali delle falene, i suoni sottili delle foglie nella foresta e echi inquietanti nei corridoi. Ad aumentare l’atmosfera di tensione c’è la colonna sonora di suspense, e non sorprende che Akira Yamaoka, il compositore dei giochi di Silent Hill, sia un co-compositore della colonna sonora di The Medium. 

Verdetto finale per The Medium

La storia per le prime ore rasenta il generico, con una trama confusa e semplici enigmi. Ma quando la narrazione inizia a riprendersi, The Medium diventa molto più interessante. Allo stesso modo, gli enigmi diventano più complessi man mano che avanziamo nel gioco. Le ultime ore sono di gran lunga le più interessanti e personalmente avrei preferito che anche il resto del gioco fosse altrettanto “creativo“. L’innovativo gameplay dei due mondi a schermo diviso, aggiunge quel tanto che basta per rendere questo thriller psicologico un titolo a cui vale la pena dare un’occhiata. Ricordiamo, inoltre, che se siete in possesso di un abbonamento al servizio Xbox Game Pass, potrete scaricare gratuitamente The Medium.

E voi avete già giocato a questo titolo? Siete fan del genere Horror? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci su NerdPool.it!

ARGOMENTI:Bloober TeamHorrorRecensioneThe MediumXboxXbox Series X
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DiChristian Strada
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Appassionato di auto e videogiochi dedico a questi ultimi la maggior parte del mio tempo libero. Ho iniziato la mia avventura nel mondo videoludico con Pokemon Giallo e da allora i mostriciattoli tascabili sono diventati ben presto la mia più grande passione.
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