The Penguin ha mostrato lo stesso livello di ambizione del suo personaggio principale nel lanciare una serie spinoff di The Batman, per la prima volta non incentrata sul Crociato Incappucciato. Eppure, nel corso di sette settimane, Il Pinguino ha (per lo più) dimostrato di essere degno di andare in onda senza bisogno di ricorrere a camei e/o citazioni a Bruce Wayne o Batman, almeno fino al cliffhanger del penultimo capitolo. L’episodio 7 de Il Pinguino si è concluso con Sofia Falcone che ha compiuto un attentato così devastante che i fan hanno praticamente chiesto che Batman si presentasse per risponderne.
Batman appare nel finale del Pinguino?
Più o meno. Batman viene finalmente riconosciuto negli ultimi istanti della scena finale di The Penguin – attraverso il suo iconico Bat-segnale, che illumina il cielo notturno di Gotham. È una sorta di simbolica uscita di scena, con la showrunner del Pinguino Lauren LeFranc che guida il personaggio e il più ampio universo di Batman fuori dalla storia secondaria del dramma mafioso che ha raccontato, per tornare nella corsia di sorpasso con il franchise cinematografico del The Batman di Matt Reeves, che continuerà con The Batman: Part II nel 2026.
Spiegato il “cameo” di Batman del Pinguino (SPOILER)

Nell’episodio finale de Il Pinguino “Una cosa grande o piccola” Oz Cobb (Colin Farrell) ha dovuto affrontare di petto la sua rivale gangster Sofia Falcone (Cristin Milioti) per salvare sua madre Francis Cobb (Deirdre O’Connell). Oz riesce a salvare la madre da Sofia e a sopravvivere alla lotta per il potere tra le varie mafie di Gotham che lei ha scatenato, inducendo tutti i secondi in comando delle bande a uccidere per raggiungere il primo posto in un unico colpo di stato.
Alla fine Oz non uccide Sofia, ma stringe un nuovo accordo con il consigliere corrotto sul libro paga di Falcone per incastrare “Il Boia” per l’intera guerra di mafia Falcone-Maroni, la nuova droga Bliss che invade le strade e l’attentato a Crown Point. Sofia torna ad Arkham e Oz sfrutta il suo nuovo status di boss della mafia per uscire dalla strada ed entrare nel circuito politico di Gotham.
Il prezzo da pagare, però, è alto: Francis rimane in stato vegetativo dopo aver subito un ictus durante la resa dei conti con Sofia; Oz è emotivamente distrutto per aver vinto la guerra del crimine ma aver perso la sua “Ma”, e uccide brutalmente il suo braccio destro Victor Aguilar (Rhenzy Feliz) sulla base dell’idea che i legami affettivi significativi lo indeboliscono soltanto. Al “Pinguino” non resta che essere il re del suo regno contorto: vive in un attico di lusso, con la madre (che ha chiesto di essere uccisa per pietà se fosse diventata debilitata) come sua prigioniera, costringendo la sua “fidanzata” prostituta Eve (Carmen Ejogo) a vestirsi come sua madre, a ballare con lui e a riempirlo di orgoglio materno.
Solo quando Eve accarezza l’ego di Oz, dicendogli che nulla può più fermarlo, vediamo il segnale del pipistrello lampeggiare nel cielo fuori dall’attico, ricordandoci che la lotta di Oz per mantenere il suo potere potrebbe presto essere ancora più difficile.
Dov’è stato Batman?

Spetta ora a Matt Reeves e ai realizzatori di The Batman: Part II fornire una spiegazione ragionevole del perché Batman sia emerso per reagire a un’importante guerra di mafia – che ha incluso l’omicidio di massa della famiglia Falcone e la sfacciata evasione di prigione del boss Sal Maroni – o all’attentato terroristico del quartiere di Crown Point, qualcosa a cui Batman dovrebbe probabilmente essere più sensibile, dopo l’attacco dell’Enigmista alla città.
Dire che Bruce Wayne era ancora a Gotham, ma non si è vestito per affrontare le cose per le strade, sembra una follia. D’altra parte, visto il livello di focalizzazione del mondo e di costruzione del personaggio che Il Pinguino ha raggiunto, possiamo concedere a LeFrance e Reeves il beneficio del dubbio che ci sia un piano più ampio in atto e una spiegazione ragionevole a venire.
Il Pinguino è disponibile su Sky.




