Un’altra settimana, un’altra serie dal potenziale enorme finisce nel cimitero dei contenuti di Netflix. La piattaforma di streaming ha una nota storia di cancellazioni precoci, che hanno colpito show amati come Sense8 e Santa Clarita Diet. L’ultimo titolo a subire questa sorte è la serie animata, Tomb Raider: The Legend of Lara Croft, la cui seconda e ultima stagione è in uscita tra pochi giorni.
Ma cosa è andato storto con l’adattamento dell’iconica archeologa, Lara Croft?
Il fallimento di Tomb Raider: Una formula narrativa smarrita
Tomb Raider: The Legend of Lara Croft aveva tutti gli elementi per un successo assicurato: un marchio globale, una base di fan consolidata e una storia ricca di spunti avventurosi. Eppure, secondo l’opinione diffusa, la serie non è mai riuscita a centrare l’obiettivo, portando Netflix ad abbandonare il progetto invece di tentare un rilancio.
Il dibattito sulla cancellazione si concentra su due criticità principali:
1. La De-Caratterizzazione di Lara Croft
La lamentela più significativa da parte del pubblico e degli appassionati storici riguarda la rappresentazione della protagonista. Invece di essere la carismatica e tosta profanatrice di tombe che saccheggia rovine per divertimento, come suggerisce il suo titolo, la serie l’avrebbe trasformata in un’eroina coinvolta in un “melodramma familiare”.
Come ha sottolineato un utente su Reddit, l’obiettivo di rendere Lara “riconoscibile” l’ha costretta a seguire le orme del padre, annullando di fatto la premessa che la rende un’icona: l’essere una Tomb Raider. Per molti, la serie ha perso l’essenza stessa del personaggio che i fan hanno imparato ad amare nel corso degli anni.
2. Le Prestazioni di Powerhouse Animation
Alcuni detrattori imputano parte della colpa a Powerhouse Animation, lo studio ingaggiato da Netflix. Se da un lato Powerhouse ha prodotto animazioni eccezionali come Castlevania, dall’altro lavori considerati più mediocri, come Blood of Zeus, hanno alimentato il dubbio sulla coerenza qualitativa, che potrebbe aver contribuito al destino della serie animata di Tomb Raider.
Critica vs. pubblico: Un divario sconcertante
Le reazioni alla serie sono state polarizzate, evidenziando un notevole divario tra critici e pubblico:
- Critica (Tomatometer): Con un 73% su Rotten Tomatoes, i critici sembrano aver apprezzato la serie. Lyvie Scott di Inverse l’ha definita una “visione avvincente” e una prova che gli adattamenti da videogiochi non devono sempre essere un reboot netto.
- Pubblico (Popcornmeter): Il punteggio crolla a un misero 33%. Le recensioni negative hanno evidenziato la storia piatta e la narrazione “noiosa, insensata e un po’ troppo lamentosa,” come descritto da Archi Sengupta di Leisure Bite (2/5).
In conclusione, Tomb Raider: The Legend of Lara Croft si aggiunge all’elenco delle serie Netflix con un potenziale non sfruttato. Sebbene l’evoluzione dei personaggi e degli IP sia normale, perdere l’essenza fondamentale di un’icona come Lara Croft si è rivelato un errore fatale per attrarre e mantenere il pubblico storico.
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