Se state cercando un gestionale semplice e ben curato, adatto a tutti e divertente, Two Point Museum è il gioco che fa per voi. Nella recensione andremo ad analizzare il titolo sviluppato da Two Point Studios (creatori dai precedenti Two Point Hospital e Two Point Campus) e scoprirete come gestire il vostro museo. Ringraziamo SEGA per averci fornito il codice della versione PC (Steam).
Il curatore di un museo
Two Point Museum propone ai giocatori due esperienze di approccio: Campagna e Modalità libera; nella prima modalità, il giocatore avrà il compito di diventare un esperto curatore di musei, con vari obiettivi da completare, che il gioco procederà a proporgli, mentre nella Modalità Libera, il giocatore potrà costruire il suo museo senza limiti di budget ed immaginazione.

Il Gameplay
Il gioco ci consente di costruire vari edifici per migliorare il nostro museo, e conseguentemente, dobbiamo cercare di attirare sempre più turisti in modo da generare più biglietti venduti (deciderete il prezzo della quota di ingresso) e scovare nuovi reperti in giro per il mondo, con un sistema molto intrigante.
Avremo il compito di assumere ben quattro tipologie di staff (inservienti, guardie, assistenti, studiosi) per curare nei minimi dettagli l’esperienza dei visitatori.

Gestire un museo comporta soprattutto un dispendio monetario, e tramite un flusso di cassa costante, avremo la responsabilità di portare guadagni e bilanciare le spese, mentre espanderemo il nostro museo con nuovi negozi di souvenir od acquari pieni di reperti storici.

L’editor che ci permette di configurare, in ogni sua parte, il nostro museo, è perfettamente comprensibile e semplice da utilizzare: troviamo varie schede contenenti tutto il necessario, da biglietterie ad un’attrazione con un tonno in bella mostra, da laboratori per studiare nuovi progetti alla stanza dello staff per permettere una pausa fra i tanti turni da rispettare (ed alcune volte anche delle cure dopo le varie spedizioni in cerca dei reperti più disparati).
Comparto tecnico
Unity è il motore grafico utilizzato per Two Point Museum, e svolge molto bene il suo lavoro, ricreando uno stile grafico molto cartoonish e gradevole alla vista; non sono presenti livelli di dettaglio poligonale parecchio alti (ve ne accorgerete avvicinando di parecchio la visuale sugli oggetti o sui modelli dei personaggi) ma il colpo d’occhio rimane buono.
Menzione per il reparto audio, adatto al contesto e mai invadente, con brani di sottofondo e tante strane vicende narrate dalle radio locali.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione, la versione Steam non ha avuto alcun problema: giocando con tutte le impostazioni ad “Alto”, il framerate è risultato molto stabile e solido, così come il reparto grafico e tecnico, non ha avuto incertezze o tentennamenti in tutta la durata dell’esperienza.
Un museo è un luogo dove si dovrebbe perdere la testa
In conclusione, Two Point Museum è un’esperienza che offre la naturale evoluzione dei gestionali precedenti sviluppati da Two Point Studios: assemblare il proprio museo in ogni singolo dettaglio risulta divertente e stimolante, complice la classica ironia surreale che caratterizza ogni singolo episodio della serie; il raffinato sistema di editor garantisce ore ed ore di divertimento e personalizzazione, le due modalità permettono al giocatore di sbizzarrirsi in tanti modi diversi, il livello di sfida del titolo è adatto per tutti i tipi di giocatori, che voi siate neofiti del genere od esperti con tantissimi anni (e titoli) sulle spalle, senza mai raggiungere elevati picchi di difficoltà sul lungo periodo, e la longevità del titolo risulta molto ben bilanciata. L’evoluzione perfetta del gestionale, alla portata di tutti.



