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Visage
NerdPool > Blog > Videogiochi > Visage – Recensione dell’horror ispirato a P.T.
Videogiochi

Visage – Recensione dell’horror ispirato a P.T.

Christian Pollini
25 Novembre 2020
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9 Min
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Strana e triste storia quella di P.T./Silent Hills, il leggendario Playable Teaser di quello che sarebbe dovuto essere il ritorno in pompa magna del franchise horror psicologico di Konami, per la prima volta affidato all’eclettico game designer Hideo Kojima. Quello che è successo è ormai storia, con Kojima e la casa nipponica ai ferri corti dopo Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, l’uscita dello stesso da Konami e la cancellazione del progetto Silent Hills.

Qualcuno però non è rimasto con le mani in mano, e subito ha preso spunto dalla brillante demo P.T. per realizzare un gioco vero e proprio che ne riprendesse atmosfere e meccaniche. Ed ecco che SadSquare Studio, piccola software house indipendente con sede in Canada, nel Québec per l’esattezza, dopo diversi anni di sviluppo e varie fasi di alpha e beta-test ha sfornato la versione definitiva di Visage, horror psicologico in prima persona fortemente ispirato al sopracitato Playable Teaser e alla saga di Silent Hill (e non solo).

Dopo questa doverosa presentazione eccoci quì a recensire per voi Visage, una graditissima sorpresa nel panorama dei survival horror, il gioco è disponibile dal 30 ottobre 2020 su PC via Steam, PS4 e Xbox One. Noi abbiamo provato per voi proprio quest’ultima versione, ed ecco il nostro giudizio, come di consueto made in NerdPool!

Il trailer di lancio di Visage

Nel labirinto della mente

Visage si apre in modo a dir poco traumatico: nella cut-scene iniziale (in prima persona come tutto il gioco) vediamo il nostro protagonista in quello che sembraun seminterrato, seduto ad un tavolo con in mano una rivoltella, intento a caricarne il tamburo pallottola per pallottola con una calma innaturale, se pensate che di fronte a lui sono legati a delle sedie e imbavagliati una donna, un ragazzino e una bambina, singhiozzanti di terrore.

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Visage

Completata la ricarica dell’arma il nostro alter-ego spara senza esitazione un colpo in testa ad ognuna delle persone che ha di fronte, rivolgendo infine l’arma contro se stesso e facendo fuoco. Così si chiude l’intro di Visage, con quello che sembra più che altro un finale, ma lo spettacolo comincia, infatti dopo la canonica schermata con il titolo del gioco ci ritroviamo davanti il primo, grandissimo omaggio all’indimenticato Playable Teaser.

Ci risvegliamo e ci alziamo in quella che ricorda in tutto e per tutto la stanza iniziale della famosa demo, una sorta di anticamera superata la quale ci ritroviamo nella casa che farà da teatro alle vicende del nostro protagonista, che impareremo ben presto si chiama Dwayne Anderson. Il nostro obiettivo sarà scoprire cosa accade nella magione, tra apparizioni e fenomeni paranormali, e indizi che ci aiuteranno a capire qualcosa in più sulla situazione.

La ricerca della verità

Mettiamo subito in chiaro una cosa però: Visage non è semplicemente un titolo ispirato a P.T. e al defunto Silent Hills, infatti dopo l’inizio, che è apertamente un omaggio al celebre progetto, acquisisce una sua identità ed un suo gameplay ben preciso e strutturato, che prende quà e là da altre grandi opere del panorama horror, amalgamandole in un’atmosfera ansiogena e a tratti onirica.

Visage
Tutto normale no? Anche il corridoio di casa mia fa così

Chiare sono le influenze nel gameplay di titoli come Amnesia: The Dark Descent, legate al sistema della sanità mentale e al sistema di controllo vero e proprio, basti vedere come si aprono porte e armadietti. Il suddetto sistema di sanità mentale determina quanti fenomeni paranormali accadranno attorno a noi,meno saremo sani di mente e più episodi soprannaturali potranno verificarsi, in maniera del tutto casuale e gestita da un sistema procedurale: certi eventi, certi suoni o visioni potrebbero verificarsi in momenti diversi in partite diverse, o non accadere affatto.

La sanità mentale si abbassa stando in zone buie e si rialza accendendo luci, sostituendo lampadine fulminate o aumentando le fonti di illuminazione tramite candele o accendini. Sono presenti anche pillole di ansiolitici e psicofarmaci in grado di ripristinare la salute mentale del nostro Dwayne (visualizzata da un’icona a forma di cervello in basso a sinistra nell’interfaccia, disattivabile a piacere dalle opzioni).

Sono presenti numerosi enigmi ambientali che permetteranno al giocatore di scoprire indizi su ciò che accade, attraverso dei veri e propri capitoli narrativi attivabili raccogliendo determinati oggetti chiave. Ogni capitolo è incentrato su un personaggio specifico e i ritmi del gameplay cambiano, donando una certa varietà al titolo.

Una narrazione non del tutto convincente

I principali difetti di Visage risiedono proprio nella narrazione (oltre che in alcuni elementi del gameplay), la quale non offre abbastanza risposte alle domande che il giocatore si pone dopo quella sconvolgente introduzione, troncando un po’ frettolosamente la trama sul finale e quindi non soddisfando a pieno le splendide premesse iniziali.

Visage
Quell’oscura creatura umanoide che ci viene incontro vorrà semplicemente chiedere qualche informazione, nulla di preoccupante vero??

I ragazzi di SadSquare, quì alla loro prima prova, hanno confezionato comunque un horror eccezionale, che omaggia e rende giustizia non solo a P.T. ma all’intero panorama horror videoludico e cinematografico (diversi sono i rimandi ad altre opere, partendo proprio dalla saga di Silent Hill, con una riproposizione della stanza con la porta incatenata dall’interno di Silent Hill 4: The Room e così via).

Risolvere gli enigmi ambientali diventa purtroppo a tratti complicato per via di una gestione troppo macchinosa e scomoda dell’inventario, e la ricerca degli oggetti e delle risorse può rivelarsi frustrante, complice anche il fatto che a livelli di sanità mentale estremamente bassi compariranno creature che ci inseguiranno per ucciderci, e dalle quali potremo solo scappare e nasconderci, Outlast docet.

L’horror ha un nuovo pretendente al trono?

Tirando le somme sul titolo analizziamo anche l’ottimo comparto tecnico: Visage si avvale dell’Unreal Engine 4, ed il lavoro svolto dal team è davvero ottimo. Il colpo d’occhio è veramente notevole, uno dei migliori impatti visivi sul genere horror che si possano vedere ultimamente, al netto di qualche asset ripetuto un po’ troppo spesso, ma è fisiologico per un team indipendente dalle risorse ridotte.

Gli effetti di luce e ombra sono calcolati alla perfezione e svolgono un ruolo fondamentale nella resa dell’atmosfera, uniti ad un comparto sonoro semplicemente perfetto, con suoni ambientali e musiche così ben amalgamate da rendere la magione il vero protagonista del gioco, in questo i ragazzi di SadSquare sono stati davvero eccezionali.

Il nostro test è avvenuto su Xbox One X, il gioco si comporta ottimamente, pur mantenendo il framerate a 30 fps, comunque efficaci in un titolo simile. Consigliamo l’utilizzo di cuffie per un’immersione totale nell’ambiente di gioco, unite magari ad un cambio di biancheria! Piccolo accenno alla longevità, il titolo è completabile più o meno in 15 o 20 ore, una durata più che buona per un indie venduto a prezzo ridotto.

Concludendo riteniamo che Visage sia uno splendido esempio di come creare un gioco horror efficace che punta a tenere alta la tensione nel giocatore, con un’atmosfera a dir poco perfetta ed un comparto audio eccezionale a fare da cornice ad un’esperienza che lascerà il segno. Peccato per una narrativa che, pur partendo da premesse ottime, inciampa un po’ sul finale non soddisfando pienamente, con una narrazione più efficace nella parte finale saremmo di fronte ad un piccolo capolavoro di genere.

ARGOMENTI:HorrorP.T.Recensione
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DiChristian Pollini
Mi chiamo Christian, sono nato nel 1983 e più o meno dal 1989 (anno in cui ricevetti la mia prima console da gioco, il leggendario Nintendo NES) sono irrimediabilmente appassionato di videogiochi. Ho passato tutti i tipi di piattaforme, dai PC alle console di tutte le generazioni dagli 8 bit in poi mi sono sempre tenuto aggiornato ed informato su tutti gli aspetti di questa piccola grande passione. Appassionato inoltre di cinema, fumetti, libri, giochi di ruolo, serie TV e più o meno tutto ciò che ruota attorno alla cultura nerd.
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