Con la fine della Road to G.I. Joe, siamo entrati pienamente nella Fase 2 dell’Energon Universe e ci sembra giusto tornare alla serie che ha fatto partire questo grande universo narrativo, Void Rivals. Nel primo volume, Robert Kirkman e Lorenzo De Felici ci hanno presentato Darak e Solila, rappresentanti di due popoli in guerra tra loro per l’Anello Sacro. Un conflitto che prosegue da lungo tempo, ma dietro il quale si nascondono verità nascoste, che potrebbero cambiare ogni cosa. Una serie sci-fi con tanti personaggi inediti, ma dove iniziavano subito a comparire elementi legati al mondo dei Transformers, e che, nel secondo volume, continua a riservare molte sorprese.

Un aiuto insperato
Solila e Darak sono in fuga da Zertonia e devono attraversare la Terra Desolata dove si dice che nulla possa sopravvivere. In realtà, il ragazzo è già stato lì in passato, a causa di un incidente, ma non ricorda come sia riuscito a tornare a casa. La guerriera zertoniana fatica ancora a fidarsi di lui e non sa che suo padre, il saggio Zalilak, ha risvegliato Proximus, un killer spietato, per rintracciarli e ucciderli. Lo scontro si preannuncia letale, ma per fortuna i protagonisti trovano un aiuto insperato in Springer, un Autobot che ha vissuto a lungo nella Terra Desolata e che sceglie di proteggerli. Non è il primo robot che Solila e Darak incontrano sulla loro strada, ma stavolta le sue rivelazioni cambiano per sempre la loro vita. In qualche modo i due ragazzi sembrano destinati a qualcosa di grande, come se ci fosse una forza che li ha fatti incontrare e che li sta facendo avvicinare passo passo alla meta.

Un gioco a incastri
Il cast di Void Rivals si arricchisce sempre di più con il passare dei capitoli. Oltre ai due protagonisti, non mancano vecchie conoscenze, come l’alieno Skuxxoid, che Kirkman scrive in maniera eccellente e che su queste pagine acquisisce una maggiore profondità. Ci sono poi gli Autobot, sia Springer, nuovo alleato di Solila e Darak, che Hot Rod, già familiare a chi ha recuperato lo spillato Energon Universe Special, in viaggio per una missione tra le stelle. Infine, oltre alla minaccia di Proximus, il pericolo arriva anche da lontano, con i Quintessenziali diretti verso l’Anello Sacro. Tanti personaggi con obiettivi diversi che si muovono, forse, verso una meta comune.
Kirkman costruisce una trama con tanti salti spaziali, da uno scenario all’altro, ma nella quale ogni personaggio è ben costruito e ogni rivelazione è un pezzo che si incastra perfettamente nella serie e, più in generale, nell’Energon Universe. Una storia ricca di azione, ma anche politica, fatta di giochi di potere e verità celate. Dal canto suo, Lorenzo De Felici si conferma il perfetto compagno di viaggio e il suo tratto è eccezionale sia nelle scene più caotiche che nel raffigurare i vari personaggi. Come nella tavola qui sotto, dove Springer appare per la prima volta in tutta la sua maestosità!



