La seconda stagione di The Apothecary Diaries si avvicina al gran finale dopo due cour consecutivi trasmessi tra l’inverno e la primavera 2025. Questa nuova stagione adatta i volumi 3 e 4 della light novel originale e ruota attorno alla cospirazione del Clan Zi per minacciare la famiglia imperiale.
Nel primo cour, Jinshi partecipa a un torneo di caccia e finisce nel mirino degli assassini del clan. Maomao viene coinvolta suo malgrado e i due si rifugiano in una grotta per sfuggire all’attacco. Nel secondo cour, Maomao viene rapita e condotta nella fortezza del Clan Zi. Per salvarla, Jinshi abbandona finalmente la sua falsa identità da eunuco e rivela la sua vera natura: è Ka Zuigetsu, il Principe della Luna. Comanda l’esercito al posto dell’Imperatore, che non può lasciare la capitale. Dopo aver conquistato la fortezza, Jinshi si ricongiunge brevemente con Maomao, prima di dirigersi verso Zi Chang e Shenmei per porre fine alla ribellione.
Ma la vera rivelazione della stagione è un altro personaggio: Zi Cui, che si scopre essere in realtà Loulan, figlia del capo del Clan Zi e della sua consorte ufficiale.
Asami Seto racconta la sua esperienza nel doppiare Loulan/Zi Cui
L’attrice Asami Seto ha iniziato a doppiare Loulan fin dalla prima stagione, ma non è stata accreditata fino a poco tempo fa a causa del colpo di scena legato alla doppia identità del personaggio. Solo nel secondo cour viene rivelato che Loulan e Shisui sono la stessa persona — un dettaglio che sorprende persino Maomao.
In un’intervista a Mantan Web, Seto racconta:
“Zi Cui è la persona che vorrei essere.”
Spiega poi come Loulan e Zi Cui, pur essendo la stessa persona, siano profondamente diverse.
“Loulan è la bambola ideale di Shenmei. Ha rinunciato a se stessa, ha represso ogni emozione per compiacere la madre. Non viene mostrato nell’anime, ma credo che un tempo fosse una ragazza spensierata. Quella parte di sé è stata soffocata, e alla fine ha perso il senso della propria identità.”
Seto aggiunge che interpretare Loulan è stato come recitare una parte su una sceneggiatura rigida:
“Loulan parla secondo un copione che lei stessa ha scritto. Sa cosa dire e quando dirlo. Anche le battute più forti non nascono da emozione, ma da necessità. In fondo, stava ‘recitando’ Loulan. L’identità di Zi Cui che mostrava a Maomao e Xiaolan, forse, era il suo vero io.” […] “Forse, essendo Zi Cui solo una maschera, tutti quei ricordi con Maomao e Xiaolan sono solo bugie… ma non voglio crederlo. E probabilmente non è così.”
Zi Cui era la vera Loulan, quella a cui nessuno ha mai permesso di esistere
Come spiega Seto, Loulan ha vissuto per anni schiacciata dalle aspettative della madre Shenmei, senza poter mai esprimere ciò che era davvero. Solo nei panni di Zi Cui — senza trucco, abiti sontuosi o etichette — riesce a sentirsi libera: gioca, fa amicizia, insegue insetti, vive. Una vita che non le era mai stata concessa.
Persino Maomao, che le era molto affezionata, continua a chiamarla Zi Cui, come se riconoscesse quell’identità come la più autentica. Un gesto semplice, ma per Loulan profondamente toccante.
Purtroppo, la libertà di Loulan finisce per scontrarsi con la realtà delle sue azioni. Coinvolta in una cospirazione mortale, non può più sfuggire al giudizio: nonostante i momenti genuini vissuti con Maomao, è comunque responsabile di crimini troppo gravi per essere ignorati, e Jinshi è costretto a intervenire.



