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NerdPool > Blog > Giochi da Tavolo > Escape the Dark Castle – Recensione
Giochi da Tavolo

Escape the Dark Castle – Recensione

Sabrina Moles
5 Settembre 2019
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12 Min
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Aprite gli occhi, attorno a voi delle fredde mura in pietra che compongono la vostra cella, compagna di un indefinito numero di giorni e notti.
Una distrazione, un’occasione per assaporare nuovamente l’agognata libertà, ma la fuga sarà tutt’altro che semplice: riuscirete a scappare dal castello oscuro?

Escape the Dark Castle è un immersivo gioco cooperativo incentrato sulla narrazione fantasy horror. Composto semplicemente da carte e dadi, vi farà passare dei gradevolissimi momenti sia da soli che con i vostri amici e/o parenti.

Lo amerà: chi adora i Librogame e i Gdr.
Lo odierà: chi cerca un gioco impegnativo con tante regole, decisioni e strategia.

Ambientazione

Subito a inizio gioco ci ritroveremo in una cella, situata in un castello da incubo che ben rievoca l’immaginario horror dei racconti fantasy dark di qualche anno fa, così come i vecchi Librogame. A far da compagni d’avventura al già di per sé cupo scenario, sono presenti situazioni pericolose, bizzarri figuri e creature ancor più cupe e terrificanti, uscite dalle più tormentate fantasie, che cercheranno di farci la pelle ad ogni passo fatto verso la libertà.

La narrazione di Escape the Dark Castle

Materiali e Unboxing

Il lavoro che è stato fatto per ricreare l’atmosfera cupa e paurosa in cui Escape The Dark Castle ci immerge è encomiabile. Ogni cosa, dai dadi, alle carte, al manuale è rigorosamente in bianco e nero. Lo stile di disegno dei personaggi che interpreteremo e dei nemici da sconfiggere richiama ottimamente i disegni dei vecchi GdR e dei Libro Game, che saranno sicuramente apprezzati dai nostalgici del gioco di ruolo “Old School”. Si aggiungono poi le dettagliate descrizioni delle carte in stile racconto, da leggere al gruppo ad alta voce, poiché ricreare l’atmosfera è un requisito fondamentale per godersi pienamente questo titolo.

Per dare uno sguardo approfondito al contenuto della scatola, vi rimandiamo al nostro unboxing dettagliato. Per quanto riguarda la qualità dei materiali, invece, è indubbiamente buona ma non esente da problemi. La trama in rilievo sul retro delle carte tende ad appiattirsi con l’utilizzo, quindi avremo carte più usurate di altre. Inoltre, le carte, sia quelle grandi che quelle piccole, sono di un formato particolare che non si adatta a quelli delle bustine protettive attualmente in commercio.

Le illustrazioni di Escape the Dark Castle

I dadi sono “massicci”, più grandi del normale, pesanti, ma ben realizzati. Così come sulle carte, i nomi dei personaggi non sono tradotti. Ma per quel che mi riguarda non lo percepisco come un difetto, tant’è che nomi come “Smith” si possono anche intendere come nomi propri di persona.

Setup

Escape the Dark Castle è un gioco narrativo, quindi la prima cosa che andremo a fare è creare la nostra avventura. Dal mazzo di 45 carte ne prenderemo casualmente 15 impilate a faccia in giù. Queste andranno a costruire gli incontri con i nemici, le situazioni e i luoghi in cui potrete capitare nel corso della vostra fuga. Sempre casualmente prenderemo la carta boss, una fra le 5 disponibili. Posizioneremo questa carta a faccia in giù, sotto la pila delle 15 carte precedentemente scelte. Infine porremo la prima carta, unica e identica per ogni partita, sopra tutte le altre, in modo da creare una sorta di “copertina” della nostra avventura.

Porremo poi a faccia in giù, alla destra delle carte capitolo, il mazzo di carte oggetto, quelle di formato più piccolo. Ogni giocatore avrà poi davanti a sé la sua carta personaggio, che avrà scelto o pescato in modo casuale, e il relativo dado bianco. Infine, sul tavolo verranno posti i dadi neri, che andranno a formare la costituzione dei mostri affrontati e non solo.

Setup di Escape the Dark Castle

Si passa poi alla distribuzione dei punti vita: 12 ciascun personaggio per 4 giocatori, 14 per 3 giocatori e infine 18 per 1 o 2 giocatori. Se si gioca in single player, il giocatore avrà a disposizione due personaggi con due punteggi vita distinti.

Flusso di gioco

Il gioco vero e proprio inizia girando la prima carta, uguale per ogni sessione, e che vi permetterà di ottenere un oggetto per giocatore. Si sceglie di volta in volta chi dovrà girare la carta successiva e leggerla e/o affrontarla. La scelta del giocatore che girerò la carta sarà cruciale, poiché alcune situazioni descritte nelle carte prendono di mira proprio colui che compie l’azione di girarla. Ci sono diverse tipologie di carte, alcune vi porranno davanti a una scelta da fare in gruppo, altre saranno semplicemente dei combattimenti.

Ogni nemico ha un numero e serie di dadi “fissi” posizionati alla fine della descrizione (o di ogni descrizione per le carte che possono essere affrontate in modi diversi). Il numero indica i danni che la creatura infligge, mentre i dadi equivalgono alla vita del mostro. Il simbolo dell'”omino” sta a indicare che verranno lanciati tanti dadi aggiuntivi quanti sono i personaggi in gioco.

I dadi per sconfiggere i nemici di Escape the Dark Castle

I combattimenti si svolgono con l’alternanza di turni gruppo-nemico. Inizia il gruppo, in cui tutti lanciano contemporaneamente il proprio dado. Ad ogni simbolo sul dado bianco si cerca il corrispondente sul dado nero e lo si elimina, quando è possibile. Dopo aver effettuato un lancio e eliminato tutti i dadi corrispondenti possibili, il nemico infliggerà il suo danno a tutti i membri del gruppo. Calcolati i punti vita rimasti, si rilanciano i dadi bianchi e si procede con l’alternanza dei turni finché tutti i dadi neri sono stati eliminati (o uno dei personaggi passa a miglior vita). Al termine del combattimento si otterrà una carta oggetto da distribuire a un membro del gruppo a scelta, per un massimo di 2 a personaggio (salvo gli oggetti a due mani che occuperanno, invece, entrambi gli slot oggetto).

In perenne bilico tra la vita e la morte

Nel corso della nostra avventura ci feriremo a tal punto da rischiare di essere in fin di vita sin dai primi combattimenti. Fortunatamente, oltre ad avere alcuni oggetti e cibi poco appetitosi che ci aiuteranno a riprendere punti vita, potremo far riposare il nostro personaggio durante gli scontri. Questo significa che per un turno un personaggio recupererà un PV ma non potrà combattere fino al turno successivo. Ma il danno può essere anche prevenuto: con un pizzico di fortuna, se sul dado bianco uscirà lo scudo con un doppio simbolo, oltre ad avere la possibilità di eliminare due dadi neri del simbolo corrispondente, preverrete il danno che vi verrebbe inflitto il turno successivo.

Il segnapunti in dotazione con il gioco

Non esiste un singolo vincitore in questo gioco, scappare dal castello è l’unico modo per sopravvivere, e per farlo tutti i membri del gruppo dovranno cooperare e scegliere la tattica giusta tra chi girerà la carta e chi riposerà in determinati momenti. Anche le carte oggetto avranno un ruolo importante nel gioco, poiché queste non si limitano ad essere dei consumabili per recuperare vita, ma possono essere anche un equipaggiamento con bonus attivi per tutta la durata della partita.

…E per creare un po’ più di atmosfera

Quando giocate, evitate di farlo velocemente senza leggere le varie descrizioni di nemici e delle varie situazioni, ma anzi leggetele cercando di immedesimarvi nello stato d’animo dei personaggi, come se si stesse giocando una sessione di D&D nel ruolo di Game Master.

Una buona idea sarebbe quella di usare il vostro smartphone/tablet per mettere in sottofondo una musica cupa. Fortunatamente Alex Crispin, autore e illustratore del gioco, ha messo a disposizione una playlist di brani da lui ideati, Escape The Dark Castle Original Soundtrack, che potete trovare su Spotify e su YouTube.

Conclusioni

Escape the Dark Castle è un gioco che sorprende per la sua velocità, sia nell’intavolarlo che nello spiegarlo, anzi, quasi non necessita di spiegazioni per quanto è intuitivo. Le partite scorrono piacevolmente e non è così facile vincere come si può pensare. Scala molto bene da 1 a 4 giocatori, anche se in 4 risulta leggermente più semplice da affrontare. Come si può immaginare, l’alea gioca un ruolo principe in questo gioco. Tutto è affidato non solo ai lanci fortunati, ma alla tipologia di carte che sono state casualmente inserite nel mazzo per comporre l’avventura.

Proprio per questo motivo battere il gioco non sarà facile. Sicuramente una buona gestione dei turni di riposo e degli oggetti vi aiuterà nella vostra fuga ma il risultato di ogni scontro è tutt’altro che scontato.

La sfida Boss prima della fuga dal castello

Potremmo considerare Escape the Dark Castle un gioco per tutti, adulti e più giovani, esperti e neofiti. Una cosa che mi ha lasciata stupita è stato il coinvolgimento di uno dei miei nipoti, di “soli” 11 anni. Nonostante non raggiungesse l’età minima consigliata, ovvero 14 anni, è stato quello che forse si è lasciato più coinvolgere dall’ambientazione, dalla storia, e si è entusiasmato di più tra lanci di dadi e nemici da sconfiggere. Pur essendo un gioco cupo, visto con gli occhi di un ragazzino che apprezza la lettura diventa un gioco molto avvincente, quindi non abbiate timore di farlo provare anche ai vostri figli o nipoti dai 10 anni in su.

Veniamo alla nota dolente che purtroppo penalizza troppo questo gioco. Le 45 carte sono davvero poche per poter assicurare una longevità al titolo, vi basteranno 6-7 partite per imparare già i testi delle carte e non sentire più la voglia di leggerne le descrizioni.

Grazie a Ghenos possiamo godere di questo titolo in italiano, ma speriamo che vengano tradotte presto anche le espansioni già disponibili in lingua inglese. In tal modo potremo assicurare a questo titolo la varietà e la completezza che merita.

ARGOMENTI:Escape the Dark CastleGhenos GamesThemeborne
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