Dopo aver raccontato l’universo di Margaret Atwood e la forza de Il racconto dell’ancella, c’è un altro modo per entrare davvero dentro Gilead: osservare i dettagli. The Handmaid’s Tale è una serie costruita anche su questo: simboli, significati nascosti e cambiamenti che non tutti notano subito.
Ecco tre curiosità che forse non conoscevi:
1. The Testaments il sequel di Handmaid’s Tale
L’universo di Gilead è tornato, The Testaments dall’8 aprile è disponibile per la visione sulla piattaforma streaming disney plus.
The testaments è il sequel diretto della storia, tratto dall’omonimo romanzo della Atwood, la serie porterà avanti il racconto andando oltre gli eventi già conosciuti. Questo significa che la storia di June Osborne e di Gilead non si è ancora conclusa, ma è parte di un sistema più ampio, destinato a evolversi.
2. Il nome negato
A Gilead perdere il proprio nome significa perdere tutto. Difred, Offred nella versione originale, non è un nome reale, ma una dichiarazione di possesso: “of Fred” ovvero “di Fred”, “di proprietà di Fred” nel caso di June. Ma ogni ancella viene rinominata in base al Comandante a cui viene assegnata, diventando di fatto una sua proprietà.
Questo non è solo una scelta narrativa della serie o del romanzo, ma un simbolo potentissimo. Il nome è identità, memoria e storia. Privare una persona del proprio nome significa svuotarla e ridurla a funzione.
Nel caso di June, la protagonista (Elisabeth Moss), questo meccanismo è ancora più evidente. Il suo vero nome sopravvive, nascosto, come forma di resistenza al sistema. Ed è proprio in questa tensione tra ciò che è stata e ciò che è costretta ad essere che si gioca una delle parti più forti della serie.
3. La serie va oltre la trama originale
Chi ha letto il racconto dell’ancella lo sa, la storia originale è molto più contenuta rispetto a quella raccontata nella serie. Dopo una prima stagione estremamente fedele al romanzo, The Handmaid’s Tale ha iniziato a muoversi in autonomia costruendo nuove trame e sviluppando personaggi così da ampliare contenuti e universo narrativo.
Questa è stata una scelta che ha diviso il pubblico, ma che ha anche permesso alla serie di fare qualcosa di diverso, ovvero, non limitarsi ad adattare una storia, ma continuare a raccontarla. E questo ha reso Gilead più complessa, più stratificata e più contemporanea, ha trasformato la serie in qualcosa di autonomo senza restare vincolata alla struttura originale del romanzo.
Perché questi dettagli contano
A prima vista possono smbrare delle semplici curiiosità, ma non lo sono. Sono chiavi di lettura, perché The Handmaid’s Tale può sembrare solo una storia, ma in realtà è un universo da esplorare, pieno di dettagli da osservare e decifrare. E il bello è che più si entra nei dettagli più emerge qualcosa di scomodo.
Che si tratti di un nome, di un seguito o di una differenza tra le trame, ogni dettaglio contribuisce a costruire un mondo che proprio perché così coerente, fa ancora più paura


