Vai al contenuto
Serie TV

3 serie sci-fi degli anni 2000 da recuperare (solo 2 stagioni)

A volte, quando sentiamo il bisogno di un po’ di nostalgia, torniamo ai film e alle serie che guardavamo anni fa o recuperiamo dei titoli che non conoscevamo, capaci di restituire l’atmosfera di un’epoca ben precisa. La televisione degli anni 2000 ha offerto diverse produzioni interessanti e la fantascienza possedeva un fascino particolare.

Nel corso degli anni il genere è cambiato molto. Un tempo sembrava rivolto a un pubblico ristretto, mentre oggi può contare su una platea decisamente più ampia. Per questo vale la pena riscoprire alcune serie che hanno dimostrato quanto potessero essere efficaci le storie di fantascienza, senza trascinarsi per troppe stagioni e trasformare la visione in un impegno interminabile.

Abbiamo raccolto alcune produzioni del genere perfette per fare un viaggio nell’atmosfera di quel decennio. Sono molto diverse tra loro, ma ognuna rappresenta un’ottima scelta per chi cerca una serie capace di conquistarlo, sia che ami già la fantascienza, sia che voglia avvicinarsi al genere per la prima volta.

3) Dollhouse

Dollhouse rappresenta perfettamente la definizione di cult moderno. La serie sembra una sorta di spin-off cinematografico di fantascienza, costruito con grande attenzione, che sviluppa un’idea brillante per gli anni 2000: cosa succederebbe se qualcuno potesse cancellare i tuoi ricordi e trasformarti in un’altra persona ogni volta che gli fa comodo?

La storia segue Echo (Eliza Dushku), una donna che lavora per un’organizzazione segreta incaricata di impiantare nuove personalità, ricordi e abilità nelle persone conosciute come Actives. Grazie a questo processo, possono assumere identità diverse e soddisfare le richieste di clienti facoltosi. All’inizio li vediamo impegnati in missioni specifiche, ma la storia diventa più interessante man mano che procede ed Echo comincia a conservare i ricordi delle proprie esperienze.

In due stagioni ben costruite, la serie segue una protagonista che inizia a mettere in discussione l’intero sistema di cui fa parte. L’idea di partenza, oggi, potrebbe non sembrare così rivoluzionaria, ma non tutte le produzioni che sviluppano un concetto simile riescono a sfruttarlo in modo efficace. Dollhouse esplora le conseguenze di una tecnologia che trasforma l’identità umana in qualcosa che si può acquistare e manipolare.

La serie impiega un po’ a entrare nel vivo, perché deve prima costruire il proprio universo narrativo. Una volta ingranata, però, le cospirazioni e le loro conseguenze ampliano la storia ben oltre quanto si potrebbe immaginare all’inizio.

2) Terminator: The Sarah Connor Chronicles

Per gli appassionati della saga di Terminator, questa serie rappresenta il punto più alto e per chi non ha mai visto i film, invece, offre una delle migliori esperienze di fantascienza che la televisione possa proporre. Come sarebbe seguire Sarah Connor e suo figlio anche al di fuori del grande schermo?

Ambientata dopo gli eventi di Terminator 2: Judgment Day, la serie segue Sarah (Lena Headey) e John Connor (Thomas Dekker), impegnati a impedire la creazione di Skynet, la famigerata intelligenza artificiale responsabile dello scoppio della guerra contro l’umanità. Ad aiutarli c’è Cameron (Summer Glau), un Terminator arrivato dal futuro per proteggere John. La presenza di macchine capaci di assumere identità diverse e i continui cambiamenti della linea temporale, però, complicano ogni cosa.

La storia non si limita a proporre scene d’azione o a far comparire un nuovo Terminator ogni due episodi. Diventa molto più interessante quando i protagonisti si rendono conto di non conoscere il futuro tanto quanto credevano e scoprono che i loro tentativi di cambiarlo finiscono soltanto per peggiorare le cose.

La seconda stagione sviluppa soprattutto questi aspetti e amplia ulteriormente la mitologia della saga. Inoltre, dopo la cancellazione, la serie sarebbe una candidata ideale per un reboot. È proprio il tipo di produzione che meriterebbe di tornare con una nuova versione. Nonostante la sua interruzione, Terminator: The Sarah Connor Chronicles merita un posto in questa selezione: vale davvero la pena recuperarla per conoscere questi personaggi molto più a fondo rispetto a quanto mostrato nei film.

1) Life on Mars

Per molto tempo la fantascienza è stata associata a storie complesse, ma il genere ha dimostrato di non aver sempre bisogno di trame particolarmente elaborate per funzionare. Life on Mars ne è una prova. Questa serie britannica parte da un’idea semplice da comprendere, ma decisamente intrigante: dopo un incidente avvenuto nel 2006, il detective Sam Tyler (John Simm) si risveglia nel 1973 e deve capire cosa gli sia successo.

Mentre cerca di scoprire se abbia viaggiato nel tempo, se si trovi in coma o se esista un’altra spiegazione, Sam torna anche a svolgere il proprio lavoro di poliziotto. Questa volta, però, deve rispondere agli ordini di Gene Hunt (Philip Glenister), le cui tecniche investigative sono molto diverse da quelle a cui Sam è abituato. Il risultato è un’interessante combinazione di fantascienza e indagini poliziesche, capace di catturare perfettamente l’atmosfera della televisione degli anni 2000.

La storia riesce a mantenere alta l’attenzione perché, mentre la squadra indaga sui diversi casi, lo spettatore non dimentica mai che Sam non ha ancora capito perché sia finito in quell’epoca né se riuscirà mai a tornare a casa.

Life on Mars non conta molti episodi, ma li distribuisce nelle sue due stagioni in modo da lasciare alla storia lo spazio necessario per svilupparsi, senza trascinarla più del dovuto.

Il ritmo rimane costante e la serie offre anche un finale eccellente. Una volta terminata la visione, avrete la sensazione di aver impiegato bene il vostro tempo.

Nessun commento