Se il primo episodio di A Knight of the Seven Kingdoms ci aveva accolto con un Dunk alle prese con i suoi bisogni fisiologici sulle note dell’iconico tema di Game of Thrones, la 1×02 alza decisamente la posta. L’apertura di “Hard Salt Beef” mette letteralmente a nudo Ser Arlan di Pennytree (interpretato da Danny Webb) in una scena di nudo integrale che è diventata immediatamente virale, non solo per il coraggio della regia, ma per le… dimensioni mostrate sullo schermo.
In breve
Lo showrunner Ira Parker ha commentato con ironia la scena di nudo integrale di Ser Arlan, spiegando che non si tratta solo di umorismo “alla Boogie Nights”, ma di un modo per dare dignità a un cavaliere errante che il mondo ha dimenticato. Tra protesi sospette e realismo crudo, la serie HBO continua a mostrare il lato meno nobile e più umano di Westeros.
Protesi o realtà? La risposta dello showrunner
Davanti allo stupore dei fan per la dote “extra” mostrata dal mentore di Dunk, lo showrunner Ira Parker ha risposto con una battuta ai microfoni di EW: “Era una protesi? Non ricordo. Pensavo si fosse presentato sul set così, ma forse era una protesi”.
Al di là dell’ironia, la scelta di mostrare il nudo maschile frontale segue una scia già tracciata da HBO con serie come The White Lotus e la stessa House of the Dragon (pensiamo a Aemon Targaryen), rompendo il vecchio cliché del nudo quasi esclusivamente femminile delle prime stagioni del Trono di Spade.
Perché mostrare proprio Ser Arlan?
La scena ha un significato più profondo del semplice shock factor. Parker ha spiegato di aver voluto dare a Ser Arlan un “momento di gloria” particolare:
“Mi dispiaceva per lui. È l’unica persona che si sia mai presa cura di Dunk. È morto su una strada fangosa, sepolto senza cerimonie, e ora Dunk gira il mondo cercando qualcuno che si ricordi di lui. Nessuno ci riesce. Sentivo il bisogno di dargli una ‘cosa speciale’, un po’ come in Boogie Nights.”
Il realismo dei Cavalieri Erranti
Questa scelta narrativa serve a radicare la serie nel fango della realtà. A differenza dei lord che vivono in castelli dorati, i protagonisti di questa serie sono Smallfolk e combattenti di strada. Mostrare la loro quotidianità — che sia defecare in un bosco o urinare nudi all’alba — serve a sottolineare che questa non è l’epica dei draghi, ma la sopravvivenza dei dimenticati.
I flashback inseriti in questa stagione stanno espandendo il personaggio di Arlan molto più di quanto facciano i racconti originali di George R.R. Martin, rendendo il suo legame con Dunk il vero cuore pulsante dello show. Insieme alla gestione di personaggi come Lyonel Baratheon, la serie sta dimostrando una capacità rara: approfondire il canone senza snaturarlo.




