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NerdPool > Blog > Serie TV > After life: Recensione dello show firmato Ricky Gervais
Serie TV

After life: Recensione dello show firmato Ricky Gervais

Team NerdPool
21 Maggio 2019
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5 Min
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Una Dark Comedy dai tratti poetici

Ancor prima di uscire, l’8 marzo, questo lavoro targato Gervais faceva già parlare di se.

Reduce dai dissacranti “The office” (Uk) e “Extras”, “After Life” si dimostra molto più simile al più recente “Derek”. Una Dark comedy che avvicenda situazioni esilaranti a momenti di pura poesia.

Tony (Ricky Gervais) è un uomo sulla 50 ina che si trova ad affrontare una perdita importante, al punto da devastarlo nel profondo. Persa la moglie per cancro al seno Tony si trova ad affrontare la perdita dell’unica cosa che contava per lui nella vita, l’amore.

Rimasto solo nella casa in cui abitava con lei tenta di togliersi la vita più volte, senza mai riuscirci, anche per merito della sua cagnolina.

Decide così di crogiolarsi nel dolore demolendo la felicità altrui usando il suo “super potere”, ovvero dire sempre la verità senza preoccuparsi delle conseguenze. Ne nascono momenti esilaranti alternati a momenti di leggerezza e di tristezza.

After Life è il capolavoro di scrittura di Gervais

Ci aveva già abituati ad una scrittura simile con “Derek” ma con “After Life” Gervais compie un vero e proprio capolavoro.

Il personaggio di Tony è ben strutturato e se ne percepiscono tutte le sfaccettature, dalla tristezza cupa all’affetto che prova verso la sua cagnolina. Una delle tante ragioni per cui decide di non togliersi la vita.

Tony vive con la costante consapevolezza che la sua vita dovrà passarla portando sempre quel dolore che pesa come un macigno. Tenta di togliersi la vita ma, un po’ per codardia e un po’ per amore della sua cagnolina, continua a rimandare.
La soluzione? Dire sempre la verità e fare quello che gli pare. Già perché, secondo lui, il dolore che gli anestetizza il resto dei sentimenti è il suo super potere. Andare in giro a fare quello che vuole, sfoggiando cinismo e odio per l’umanità diventa il suo unico stile di vita. Stile di vita che finirà inevitabilmente per ferire le persone che non se lo meritano, rischiando di allontanarlo da quei pochi affetti che gli rimangono.

Ed è qui che accade la magia. Qui Gervais si supera nella scrittura alternando momenti dissacranti a situazioni di una poesia unica. La comicità si incastra nei momenti tragici, mostrando i sentimenti nel modo più crudo possibile.

Ci si sente toccati nel profondo, ci si sente come se venissero toccate delle corde che mai vorremmo venissero toccate. E il tutto è identificabile in un solo momento. Il tutto raggiunge il culmine quando a Tony viene detto: “ti prego Tony, basta soffrire. Non soffrire più”.

After Life di Gervais

Il cambiamento di tono

Guardando lo show non possiamo non renderci conto che il tono dello stesso cambia. Si passa, infatti, dalla voglia di farla finita a quella di vivere anche per gli altri. Nel corso della serie Tony viene a contatto con svariate persone, facendogli imparare una lezione importante, bisogna vivere anche per gli altri.

Il cognato che lo sprona, la collega che gli chiede di non essere più triste, la vecchietta con cui si intrattiene al cimitero, la prostituta che gli pulisce casa. Tutti personaggi fondamentali per variare la visione di Tony.
Visione che si può ritrovare anche negli spettacoli di stand up comedy di Gervais, anche se più difficili da individuare. Per buona pace di tutti quelli che tacciano di “buonismo” Netflix.

L’ago nel pagliaio

Anche nei capolavori però si possono trovare dei difetti. Si sa nulla è perfetto e nemmeno questa serie può essere esente da qualche appunto.

Tolta la fotografia, i dialoghi leggeri ma profondi allo stesso tempo, e la comicità che non manca a Gervais va fatta una semplice critica. Mentre tutto questo sembra incastrarsi alla perfezione, i personaggi di contorno risultano leggermente inconsistente. Infatti i personaggi che interagiscono con il protagonista sono deboli e non hanno un background e una struttura forte. Infatti, mentre di Tony se ne riescono a cogliere tutte le sfumature, per il resto dei personaggi no. Risultando come delle semplici comparse.
Ma tolto questo rimane un ottimo prodotto, bello da guardare, tant’è che Netflix lo ha rinnovato per una seconda stagione.

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ARGOMENTI:After life
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