Dal 23 al 25 maggio, la Pelanda del Mattatoio e la Città dell’Altra Economia a Roma hanno ospitato l’undicesima edizione dell’ARF! Festival, appuntamento imprescindibile per appassionati di fumetto, illustratori, editori e curiosi del settore. Ma definirlo semplicemente un festival sarebbe riduttivo: ARF! è un microcosmo pulsante dove la creatività si manifesta in tutte le sue forme, e dove la carta, i colori e le storie diventano linguaggio universale.
Un’atmosfera unica: tra energia e meraviglia
L’atmosfera che si respirava nei padiglioni del festival era al tempo stesso carica ed estremamente rilassata. Un’energia viva, fluida, quasi contagiosa, accompagnata da quella leggerezza tipica dei luoghi in cui l’arte non è solo esposta, ma vissuta pienamente. Passeggiando tra gli stand, ci si trovava spesso a sorridere, a fermarsi per osservare una tavola, per chiacchierare con un autore o semplicemente lasciarsi attraversare dalla bellezza visiva che permeava ogni angolo. Non era raro trovare artisti intenti a disegnare dal vivo, rispondere con generosità a domande, firmare stampe e volumi.
Un viaggio tra artisti, mostre e nuove scoperte
Uno dei punti di forza dell’ARF! è la sua capacità di creare connessioni autentiche tra chi fa il fumetto e chi lo ama. L’ARFist Alley, vero cuore pulsante della manifestazione, era un susseguirsi di incontri, sorprese, scoperte. Emergenti e grandi nomi si alternavano in un continuo dialogo visivo enarrativo, con produzioni che spaziavano dall’autoproduzione ai progetti più editoriali, dal fumetto sperimentale a quello popolare.
Presenti molte realtà editoriali di rilievo come Bao Publishing, Coconino Press, Tunué, Oblomov, Shockdom, BeccoGiallo, Saldapress, Feltrinelli Comics, Star Comics, solo per citarne alcune. A rendere il tutto ancora più stimolante, una selezione curatissima di autoproduzioni, collettivi indipendenti e fanzine, tra cui Attaccapanni Press, Progetto Stigma, MalEdizioni, Mammaiuto.
Parola agli autori: incontri e dialoghi che lasciano il segno
Tra le presenze più apprezzate di questa edizione, Davide Toffolo ha catalizzato l’attenzione con la sua visione lucida e anticonvenzionale del fumetto e della società. Presenti anche Sara Pichelli, Otto Schimidt, Ivan Brandon, Tony Sandoval, Dave McKean, Lorenzo Mattotti, Baru, Vittorio Giardino, Rita Petruccioli, Collettivo Moleste, ZUZU, Gipi, Barbara Baraldi, Will McPhail, Shintaro Kago, Licia Troisi, LENZ (Lorenzo Ceccotti), Giacomo Bevilacqua, Fiore Manni e Michele Monteleone (The Manleones), Iolanda Zanfardino. Ogni incontro era un’occasione per riflettere sul linguaggio fumettistico, sulla narrazione, sul ruolo dell’autore oggi.
I panel e le conferenze hanno spaziato da temi editoriali a questioni di identità, linguaggi e mercato, offrendo un panorama sfaccettato e vivo del mondo del fumetto contemporaneo. Non si tratta solo di promuovere uscite, ma di aprire conversazioni necessarie e profonde.
Una comunità viva che lascia il segno
Ciò che più colpisce, attraversando l’ARF!, è la forte sensazione di appartenenza a una comunità viva, attiva, creativa. É un luogo in cui i lettori e le lettrici si confrontano con chi le storie le crea, dove si impara a conoscere meglio il fumetto anche nei suoi aspetti meno visibili: l’illustrazione, l’editing, la stampa, la distribuzione.
E proprio in questo continuo scambio, fatto di parole, immagini, sorrisi, code per una dedica o sguardi rapiti davanti a una tavola originale, si coglie il vero spirito del festival: non un evento da consumare, ma un’esperienza da condividere. Un appuntamento capace di generare senso di comunità, nutrire l’immaginazione e aprire nuove strade.
In conclusione: perché l’ARF! non è un semplice festival
L’ARF! è un luogo dove la passione per il fumetto si traduce in condivisione, dove ogni stand è una storia, ogni artista un mondo, ogni scambio un’ispirazione. É un festival che parla a chi ama leggere, a chi ama creare, ma soprattutto a chi ama sentire.
E forse è proprio questo che rende tutto così “magico” : il fatto che, per tre giorni, Roma diventa la capitale delle storie disegnate, ma anche delle emozioni vere, delle mani sporche d’inchiostro, delle chiacchiere sincere tra sconosciuti. E in un’epoca frenetica, questo è già un piccolo miracolo.



