Gli incontri tra diversi universi narrativi sono ormai comuni sia nel mondo del fumetto che in altri media, ma ogni volta c’è il rischio che possano rivelarsi delle mere operazioni commerciali, fatte senza una grande spinta creativa. Se voleste cercare invece un esempio di un crossover fatto bene allora un’ottima scelta potrebbe essere il volume Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles, pubblicato di recente da Panini Comics e che raccoglie le tre miniserie uscite tra il 2016 e il 2019 scritte da James Tynion IV, con i disegni di Freddie E. Williams II e i colori di Jeremy Colwell. Una trilogia che riesce a far incontrare il mondo del Cavaliere Oscuro e quello delle Tartarughe Ninja in maniera perfetta, in un crescendo di emozioni dalla prima all’ultima storia.

Tartarughe mutanti a Gotham
Diversi laboratori di ricerca della città di Gotham sono stati presi di mira dai Ninja del Clan del Piede, comandati da Shredder, e Batman sta indagando su di loro per capire quale sia l’obiettivo di questo nemico a lui sconosciuto. Come scopriamo di lì a poco, in realtà, non sono gli unici alieni arrivati in città, perché anche le Tartarughe Ninja e il Maestro Splinter sono finiti a Gotham e stanno cercando un modo per tornare a casa prima che sia troppo tardi. Il dislocamento spaziale che li ha portati in un altro universo, infatti, sta creando problemi con le loro mutazioni e, restando lì, finirebbero per tornare alla loro forma animale originale. Così, mentre Shredder cerca supporto tra i criminali di Gotham, anche le Tartarughe decidono di chiedere aiuto a Batman.

Come potevamo benissimo aspettarci, il primo incontro tra le quattro tartarughe e Batman non è proprio amichevole. Batman non si fida di nessuno, men che meno di bizzarri animali dall’aspetto umano, mentre i quattro fratelli alieni sono divisi, tra chi ammira subito le doti combattive del Cavaliere Oscuro e chi pensa che possa essere solo un altro ostacolo al loro ritorno a casa. Per fortuna, c’è il Maestro Splinter a riportare l’equilibrio e a dimostrarsi, come sempre, quello più saggio e razionale.
Con questa prima miniserie, James Tynion IV getta subito i lettori nel pieno dell’azione, senza bisogno di grandi presentazioni e premesse, ma andando poi a chiarire come si sia arrivati a questo inaspettato incontro. L’ambientazione è quella dell’universo DC, ma non mancano diverse comparse da entrambi i mondi. Ogni personaggio è ben riconoscibile e mai snaturato, e l’autore si dimostra un grande appassionato e conoscitore in materia. Tra le tartarughe, Raffaello è come al solito il più scettico di tutti e sempre sulla difensiva, Michelangelo il più divertente e ironico, che non si prende sul serio ed è affascinato da Batman, come Leonardo, che vede in lui un grande combattente da ammirare, e Donatello, che è il genio della tecnologia, e quindi si innamora dei gadget e delle invenzioni di Bruce Wayne.
Cambio di scenario
Senza dilungarci sulla trama della prima miniserie, i personaggi sviluppano con il tempo un forte legame e torneranno poco dopo a incontrarsi in una seconda storia, ma in uno scenario diverso. A Gotham Batman ha scoperto che c’è un pozzo di Lazzaro sotto la città e che Bane vuole utilizzarlo per accrescere il suo potere; nello stesso tempo a New York il Clan del Piede si è sfaldato senza Shredder e diversi gruppi vogliono prendere il suo posto.
Donatello fa fatica a stare al passo con le altre tartarughe perché non sa combattere come loro, la sua arma principale è il cervello, e cerca quindi aiuto da Batman, riattivando la macchina per spostarsi da un mondo all’altro, solo che qualcosa va storto e la tartaruga si scambia di posto proprio con Bane, finendo entrambi intrappolati nell’altro mondo. Donatello si sente in colpa e vuole rimediare all’errore il prima possibile, mentre Bane non perde tempo e inizia a prendere il controllo di New York. Stavolta tocca a Batman e Robin viaggiare su un’altra Terra per cercare di fermare un nemico che conoscono fin troppo bene e provare a riportarlo a casa.

In questo secondo capitolo la trama si amplia ulteriormente, così come il cast dei personaggi, mentre il rapporto tra i due mondi e tra di loro si fa sempre più profondo. Un ruolo importante è svolto, in particolare, da Damian Wayne, sempre scontroso come il padre e che non usa mezzi termini con nessuno, men che meno con quelle che inizialmente vede solo come delle tartarughe aliene. Tuttavia, sotto la corazza da duro è pur sempre un ragazzino di un’età forse simile alla loro e questo li porta a trovare qualche punto di contatto e a sviluppare un rapporto molto stretto.
Crisi in mezzo guscio

Infine, è con la terza miniserie che le cose si fanno ancora più grandi. La storia si apre, infatti, in una sorta di Terra alternativa; qui Batman sta combattendo al fianco delle Tartarughe contro il Clan del Sorriso, ma c’è qualcosa che non va. Bruce continua ad avere visioni di un altro mondo dove ha una vita diversa. In effetti, qualcuno sta interferendo con la realtà e, per ottenere un grande potere, ha fuso due multiversi, creando una nuova linea temporale. Ad avvertire i nostri eroi della minaccia ci penseranno altre Tartarughe Ninja, in bianco e nero, proprio come nelle prime storie originali a fumetti.
Il team creativo chiude così il cerchio con un’avventura che è l’omaggio perfetto a entrambi i mondi narrativi. Da una parte, la storia richiama sia la Golden Age di Batman che l’evento più famoso e importante per l’Universo DC, ovvero Crisi sulle Terre Infinite del 1985, e tutte quelle “Crisi” che, in modo ricorrente, intervengono sulla continuity della DC Comics per riscriverla. Al contempo, come anticipato, in questa vicenda avranno un ruolo centrale le TMNT originali, create da Kevin Eastman e Peter Laird nel 1984 per Mirage Studios. La prima serie a fumetti era infatti in bianco e nero e aveva un tono un po’ più maturo rispetto alla direzione che il franchise ha preso poi più avanti, pur mantenendone gli elementi caratteristici. Se volete recuperarle le trovate nei volumi della Classic Collection che Panini sta pubblicando in questi mesi.
Lo stesso Eastman contribuisce con i suoi disegni in questa miniserie, affiancandosi a Freddie E. Williams II e al colorista Jeremy Colwell, che, per tutta la trilogia, hanno compiuto un lavoro incredibile. I tanti personaggi coinvolti, compresi alcuni volti inediti, prendono vita in maniera perfetta, allo stesso modo dei due scenari principali. C’è poi tantissima azione e ogni combattimento è davvero divertente e ben congegnato.
Legami familiari
Tirando le somme, Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles è una trilogia davvero imperdibile se siete fan di uno dei personaggi o di entrambi gli universi narrativi. Le storie sono un crescendo di emozioni e, pur avendo trame separate, rendono meglio se lette una di seguito all’altra perché il rapporto tra i protagonisti va man mano evolvendo lungo tutta la narrazione. In fondo, andando al di sotto delle tante scene action, sono tre racconti che parlano di legami familiari e del concetto di “famiglia”, che i personaggi incarnano da sempre nelle loro storie, anche se in maniera diversa. Un’operazione quindi perfettamente riuscita e proposta nell’edizione definitiva da Panini Comics in un volume cartonato di ben 576 pagine, che contiene più di 100 pagine di approfondimenti, tra copertine alternative, tavole a matita, illustrazioni di Freddie E. Williams II e Kevin Eastman, retroscena sulla loro collaborazione e tantissimo altro.



