Dobbiamo ammetterlo: le aspettative per questo film non erano altissime. E avevamo ragione. Tuttavia, la piega che il nuovo film con Christian De Sica e Maccio Capatonda ha preso si distacca leggermente dai nostri timori.
In questo film dalle intenzioni chiaramente parodiche vediamo protagonista Christian Agata (“prima il nome, poi il cognome”), famoso criminologo dal carattere burbero e inavvicinabile (come ogni detective che si rispetti), invitato dalla famiglia Gulmar nella loro ricca tenuta in montagna. I Gulmar, famosi per i loro giochi da tavolo, vogliono che il criminologo sia lo sponsor per la nuova edizione dello storico “Crime Castle”, una specie di Cluedo ispirato alla suddetta tenuta.
Cogliendo l’occasione, per la quale sarà presente alla villa l’intera famiglia, il capofamiglia rivelerà i suoi intenti per il futuro dell’azienda. Come in ogni giallo che si rispetti, questo desterà sentimenti contrastanti tra gli eredi e, come in ogni giallo che si rispetti, il criminologo si ritroverà a dover indagare su una morte misteriosa.
Come ci si poteva aspettare, questo film non è certo un capolavoro. Nonostante questo, va spezzata una lancia in suo favore: dati gli interpreti e le premesse, il rischio era quello del “effetto cinepanettone”: comicità slavata, volgare e becera con una pseudo pretesa di trama da seguire. Invece, su questo fronte bisogna dare atto a regista e sceneggiatori, poichè il film si può descrivere come una parodia a tutti gli effetti. Certamente resta una parodia leggera, banale e con molti dettagli opinabili.
Il mistero, tutto sommato, regge; la soluzione anche. Eppure la storia è banale, vista e rivista, e l’intento parodico non è sufficiente a giustificarne il senso di déjà-vu. Lo stile di girato ricorda vagamente quello di film come Cena con delitto e i sequel, con un netto scarto di qualità. Le scelte comiche, anche se non puntano mai al volgare, sono sciatte e tiepide, i sorrisi scappano raramente e alcune scelte di casting risultano fastidiose. Tony Effe, ad esempio, quasi interprete di sé stesso, recita in modo svogliato e stonato; Maccio Capatonda interpreta in modo riuscito un personaggio che però gli è familiare, una macchietta simile a quelle che abbiamo visto su YouTube, e l’eccesso nel suo ruolo non coesiste in modo armonioso con il resto dei personaggi. Coloro che riescono meglio sono senz’altro Lillo (Lillo & Greg), Paolo Calabresi e proprio Christian De Sica, il quale appare però in vesti poco consone alla figura a cui il pubblico italiano lo riconosce, e risulta quindi non perfettamente credibile.
Nonostante gli eventi si susseguano in modo frettoloso e la tensione sia ai minimi storici (ma forse è giusto così), il film scorre in modo abbastanza lineare, le inquadrature sono intriganti e, seppur telefonate, alcune gag riescono a strappare un sorriso anche al pubblico più serio.
In generale, questo è il genere di film che non arricchisce il pubblico o il cinema, ma che non arreca danni a nessuno. La comicità è semplice, ma pura, senza secondi fini o dalle pretese satiriche; se si ha bisogno di spegnere il cervello e abbandonarsi alla trama per un paio d’ore scarse, è la storia che fa per voi. Ne uscirete, se non divertiti, quantomeno un po’ rilassati.
Agata Christian – Delitto sulle nevi arriva nelle sale domani, 5 febbraio 2026.



