Anaconda (2026) è un film diretto da Tom Gormican (Il Talento di Mr. C), seguito del piccolo cult di genere del 1997 con Jennifer Lopez e Ice Cube protagonisti. In questo nuovo capitolo del franchise il cast è composto da Paul Rudd, Jack Black, Daniela Melchior, Tandiwe Newton e Steve Zahn. Lo abbiamo già anticipato nel titolo della recensione, ma il nuovo Anaconda riscrive la storia dell’opera originale aggiungendo un tipo di commedia che ricorda il baluardo del genere comedy trash: Tropic Thunder.

La trama di Anaconda
Doug (Jack Black) e Griff (Paul Rudd) sono migliori amici fin dall’infanzia e hanno sempre sognato di rifare il loro film preferito di tutti i tempi: il “classico” cinematografico Anaconda. Quando una crisi di mezza età li spinge a buttarsi finalmente nell’impresa, partono per le profondità dell’Amazzonia per iniziare le riprese. Ma le cose si fanno serie quando appare improvvisamente una vera anaconda gigante, trasformando il loro set caotico e comico in in una trappola mortale. Il film che muoiono dalla voglia di girare? Potrebbe letteralmente ucciderli…

Perchè Tropic Thunder?
Chiariamo subito una cosa: non esiste un paragone lecito tra le due opere. Eppure, seppur distanti, i due film respirano lo stesso tipo di commedia. Coinvolgente, surreale, intimidatoria e decisamente trash. Anaconda potrebbe diventare un piccolo gioiello per gli amanti del genere. Negli ultimi anni, grazie al politicamente corretto e alla cultura woke, questo tipo di commedia non ha saputo più trovare il suo spazio nel cinema. Nessun regista è riuscito veramente a bilanciare i due poli che variano tra satira demenziale e critica all’attualità senza cadere nell’offesa puerile. Ovviamente, non è Anaconda il film che riesce in questa impresa (non osa più dell’idea dietro al concept iniziale) ma riesce a riportare alla memoria quel tipo di commedia che tanto era mancata nel genere. Quel lontano ricordo di Tropic Thunder ma con un pizzico di follia alla Jackass.

Metacinema
Siamo nell’era del metacinematografico e dobbiamo accettarlo. Al pubblico piace entrare nella pellicola assieme ai protagonisti, essere ancora più coinvolti nell’avventura cogliendo citazioni legate alla realtà, e Anaconda non perde una battuta per ricordarcelo. Tutta la sceneggiatura del film è scritta come una satira alle produzioni di franchise hollywoodiani, con botta e risposta (non poco velati) che prendono in giro la produzione stessa del film e il funzionamento del cinema moderno in generale.

Anaconda è un soft reboot
Sequel? Reboot? Nuovo capitolo? A Jack Black piace pensarlo come un soft reboot, e noi siamo completamente d’accordo. Tom Gormican scrive e dirige un film che prende il pacchiano dell’opera originale e lo trasporta nell’attualità stravolgendone il genere. Niente più dramma ma puro surrealismo con un cast perfettamente centrato.

Il ritorno di Jack Black
Jack Black negli ultimi anni ha costruito intorno a sé un personaggio iconico. Sui social è divertente, irriverente e riesce sempre a tirare fuori una risata. Eppure negli ultimi progetti sul grande schermo non è mai riuscito a togliersi questa maschera, diventando una macchietta di se stesso e risultando in qualche modo monotematico e seccante (Un Film Minecraft ne è la chiara dimostrazione). In Anaconda torna a bilanciare il suo personaggio, costruendogli un contorno caratteristico e in perfetta sintonia con il tono del film.

Promosso o bocciato?
Per noi Anaconda è un valido sequel, non uno monotono che ne ripropone la storia ma uno di quelli che si reinventa spostandosi in un altro genere e centrando a pieno il ritmo del film. Per godere appieno del nuovo capitolo del franchise bisogna entrare in sala con una sola regola: non prendetelo sul serio. Vedrete, non ve ne pentirete…
Anaconda è in arrivo nelle sale italiane il 05 Febbraio 2026. Andrete a vederlo? Fatecelo sapere con un commento!



