Dimenticate l’erotismo acquatico di Guillermo del Toro o i risvolti inquietanti di My Octopus Teacher. Il nuovo film originale Netflix, adattamento del best-seller di Shelby Van Pelt del 2022, ci porta in acque decisamente più tranquille, seppur venate di una malinconia agrodolce. “Creature Luminose” è una favola moderna sulla solitudine, il lutto e le connessioni inaspettate, orchestrata dalla regista Olivia Newman (La ragazza della palude) con una mano calda e rassicurante.
Una protagonista d’eccezione: Sally Field

Il cuore pulsante della pellicola è Sally Field nel ruolo di Tova Sullivan. Era dai tempi di Hello, My Name Is Doris (2015) che l’attrice premio Oscar non godeva di uno spazio così centrale, e la sua performance è una masterclass di sottrazione. Tova è una vedova settantenne che lavora come addetta alle pulizie notturne presso l’acquario locale di una pittoresca cittadina sul Puget Sound.
Mentre lucida i vetri sporchi di impronte, Tova combatte contro i fantasmi di un passato doloroso: la morte del marito e la scomparsa misteriosa del figlio adolescente, avvenuta trent’anni prima in quello che tutti considerano un suicidio. Field infonde in Tova una dignità silenziosa e una “concretezza saporita” che impedisce al film di affogare nella melassa sentimentale.
Marcellus: Il “Deus ex Mollusca”
L’elemento che eleva il film sopra il classico prodotto Hallmark è Marcellus, un polpo gigante del Pacifico prossimo alla fine del suo ciclo vitale. Grazie a una CGI straordinaria e alla voce sardonica di Alfred Molina, Marcellus funge da narratore onnisciente e critico pungente del genere umano, che considera “una specie inferiore secondo ogni metrica osservabile”.
Il legame tra Tova e Marcellus è platonico, profondo e venato di umorismo. Marcellus non è solo un’attrazione da acquario; è un detective acuto che, tra una fuga notturna dal serbatoio e l’altra, raccoglie indizi per risolvere il mistero che tormenta la vita di Tova. Molina trasforma il mollusco in un vero e proprio co-protagonista, capace di passare dal cinismo alla tenerezza con un solo sguardo dei suoi occhi penetranti.
Un Cast che Colpisce nel Segno

Ad affiancare la coppia donna-polpo troviamo Lewis Pullman, che interpreta Cameron, un musicista sventato e senza un soldo approdato in città alla ricerca del padre mai conosciuto. Pullman offre una prova naturale e understated, creando con la Field una chimica madre-figlio surrogata che risulta genuina e mai forzata.
Il cast di supporto è un piccolo tesoro di volti noti:
- Colm Meaney è Ethan, il droghiere locale segretamente innamorato di Tova.
- Sofia Black-D’Elia è Avery, la proprietaria di un negozio di surf che funge da catalizzatore per la crescita di Cameron.
- Kathy Baker e Joan Chen arricchiscono il ritratto della comunità locale, anche se i loro ruoli avrebbero meritato maggiore approfondimento.
Stile e regia: Tra realtà e incanto
Olivia Newman conferma la sua inclinazione per i drammi tratti da successi letterari popolari. Sebbene la trama si dipani in modo prevedibile — con incastri del destino che potrebbero apparire contorti a uno sguardo cinico — la regia riesce a mantenere un equilibrio tra il realismo del dolore e l’incanto della fiaba. La fotografia di Ashley Connor cattura la bellezza nebulosa del Pacifico Nord-occidentale, creando un’atmosfera avvolgente e “cozy”.
A tratti, però, il film sottolinea eccessivamente il sottotesto attraverso i dialoghi o una colonna sonora (di Dickon Hinchliffe) fin troppo carica nei momenti emotivi. Tuttavia, la forza delle interpretazioni riesce a riscattare anche i passaggi più zuccherosi.
Perché vedere “Creature Luminose“?
In un panorama cinematografico spesso dominato da conflitti estremi, questo film sceglie la via della gentilezza. È una storia di “persone rotte” che cercano di rimettere insieme i pezzi, un racconto che ci ricorda come la guarigione possa arrivare da dove meno ce lo aspettiamo: magari da un essere con tre cuori e otto tentacoli.
Conclusione: Creature Luminose non è forse un capolavoro rivoluzionario, ma è un film “perbene”, intelligente e commovente. È la scelta perfetta per un pomeriggio di visione casalinga, capace di lasciare un’impronta delicata, proprio come i tentacoli di Marcellus sul vetro di una vasca.


