Si è chiusa con numeri importanti e una bellissima energia la decima edizione di Book Pride 2026, la Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente che, dal 21 al 23 marzo, ha trasformato il Superstudio Maxi in un vero e proprio hub culturale.
Oltre 13.000 visitatori, più di 200 ospiti, 170 incontri e 150 case editrici: numeri che raccontano solo in parte una manifestazione che, anno dopo anno, continua a ridefinire il ruolo dell’editoria indipendente nel panorama italiano.
Un ecosistema vivo (e necessario)
Non è solo una fiera: Book Pride si conferma come un ecosistema culturale dove convivono linguaggi, idee e prospettive diverse. Un luogo in cui la pluralità non è uno slogan, ma una pratica concreta.
La speranza è la cosa con le piume. Il tema scelto per questa edizione ha fatto da filo conduttore a incontri e riflessioni, sottolineando il valore simbolico della manifestazione: uno spazio aperto, necessario e sempre più riconosciuto come punto di riferimento per il settore.
Editori e pubblico: un dialogo che funziona
Uno degli elementi più importanti emersi da questa edizione è il rapporto diretto tra editori e lettori. Le testimonianze raccolte parlano chiaro: Book Pride non è solo vetrina, ma occasione concreta di confronto.
Per molti editori la fiera rappresenta un momento chiave per consolidare relazioni, testare nuove proposte e incontrare il proprio pubblico in modo autentico. E il pubblico, dal canto suo, ha risposto con partecipazione e curiosità, confermando Milano come uno dei centri nevralgici del mercato editoriale.
Voci dal mondo e dall’Italia
Il programma ha offerto uno sguardo ampio e internazionale. Tra gli ospiti più interessanti: Gemma Ruiz Palà, Mohammed Bennis, Phoebe Greenwood, William Wall, Lukas Bärfuss, Clara Usón.
Ma anche il panorama italiano ha avuto grande spazio, con incontri molto partecipati come quello tra Walter Siti e Christian Raimo, o gli interventi di Daniele Mencarelli e Francesco Costa.
Tra letteratura, fumetto e nuove generazioni
Uno degli aspetti più interessanti di Book Pride è la sua capacità di espandersi oltre la narrativa tradizionale.
La sezione Book Comics ha attirato tantissimi appassionati, con protagonisti come Daniel Cuello, Teresa Radice e Stefano Turconi. Grande successo anche per il confronto tra Silver e Spugna, dialogo tra due generazioni.
Spazio anche ai più giovani con Book Young, tra laboratori, letture e attività interattive. Tra gli ospiti più amati, il fenomeno del web Pera Toons, capace di coinvolgere il pubblico con il suo stile ironico e accessibile.
Non sono mancati momenti di riflessione su temi contemporanei e omaggi a grandi figure della cultura. Il risultato? Un programma capace di mescolare cultura alta e pop, passato e presente.
E adesso? Si guarda avanti
Archiviata un’edizione da record, Book Pride non si ferma. Il prossimo appuntamento è già fissato: dal 9 all’11 ottobre a Genova, negli spazi del Palazzo Ducale.
Insomma, se l’editoria indipendente è davvero la cosa con le piume, Book Pride ha dimostrato che sa volare! E anche piuttosto lontano.


