La notte degli Oscar si sta avvicinando, e i candidati a vincere i premi più prestigiosi del mondo del cinema sono tutti interessanti, alcuni discussi e altri meno, ma tutti meritevoli di un approfondimento. Quest’ultimo anno i talenti hanno proliferato e moltissimi artisti hanno dato il meglio di sé, rendendo difficile lanciare scommesse o schierarsi totalmente in favore di un solo cavallo.
Per questo, mi sembra doveroso approfondire il discorso di almeno quelli che sono i film candidati al premio più ambito: l’Oscar al Miglior film 2025.
In questo articolo parleremo di The Substance.
Di cosa parla The Substance?
Il film vede protagonista una splendida Demi Moore, che interpreta, in un certo senso, se’ stessa: Elisabeth Sparkle è una star del cinema, divenuta famosa in giovane età e ora il volto di un programma di aerobica. Al compiere dei 50 anni, Elisabeth si ritrova senza un lavoro: il programma (e il suo direttore) sono in cerca di un fisico più giovane, una ragazza fresca, la novità del momento, ed Elisabeth è ormai alla fine della sua carriera da sex symbol.
Depressa e arrabbiata, la protagonista cede alla tentazione: decide di provare “La Sostanza”: un prodotto che, se iniettato, provoca una velocizzazione del processo di riproduzione delle cellule, generandone una copia: ciò che nasce dal corpo di Elisabeth è una sua versione migliore, più giovane, bella e in forma: Sue.
Sue ed Elisabeth sono la stessa persona, e in quanto tali devono rispettare un delicato equilibrio: vivono una settimana a testa. Mentre la cinquantenne dorme, chiusa in bagno e alimentata via flebo con sostanze chimiche, la ventenne Sue (interpretata da Margaret Qualley) prende il suo posto nel programma di aerobica, riuscendo a “svecchiarlo” e a diventare il nuovo volto del momento.
Ma rispettare l’equilibrio e tornare a dormire non è così facile per Sue…
Perché The Substance meriterebbe la vittoria?
L’idea è geniale e colpisce: questo film porta il concetto di body horror all’estremo, facendo rabbrividire lo spettatore fino all’inverosimile: è questa la sensazione che dobbiamo provare di fronte a queste ingiustizie verso il genere femminile, questo il profondo disagio che le donne sono costretto a sopportare in un mondo ancora troppo patriarcale e la realtà dello spettacolo, ancora abbastanza sessista da far sentire inadeguate le donne quando non sono più giovanissime.
L’horror è un genere interessante per trasmettere il messaggio e la sensazione di estremo malessere: gli spettatori si sentono profondamente a disagio e schifati nel guardare le scene splatter ed esagerate sullo schermo: si tratta metaforicamente dello stesso malessere femminile di fronte alla realtà dello spettacolo (e non solo).
Dovrebbe perciò vincere per la scelta dell’usare un genere per la trasmissione di un messaggio.
Perché The Substance non meriterebbe la vittoria?
Perché usare un genere così impressionante lo rende un’opera per pochi. Essere così tanto disturbati dalle immagini e della storia non fa per tutti, l’eccesso non per tutti è un pregio.
E voi, cosa ne pensate di The Substance? Ha le carte in regola per vincere?
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