Al netto di (pochi) alti e (molti) bassi, l’approdo del Marvel Cinematic Universe sul piccolo schermo di Disney+ ha saputo rinnovare l’immaginario televisivo legato al mondo dei supereroi grazie a delle serie tv strettamente legate tra loro e con importanti collegamenti ai più grandi film del franchise. Dopo Daredevil: Born Again è ora il turno di Ironheart, la nuova serie targata Marvel con protagonista Riri Williams, la giovane studentessa prodigio introdotta in Wakanda: Forever. Basata sull’omonimo personaggio dei fumetti – e sviluppata da una sceneggiatura di Chinaka Hodge – Ironheart trova un cast di giovani star composto da Dominique Thorne, Anthony Ramos, Eric Andre e Alden Ehrenreich.

La trama di Ironheart
Dopo essere stato un personaggio fondamentale in Black Panther: Wakanda Forever, la studentessa del MIT Riri Williams torna a casa a Chicago dove si imbatte nell’enigmatico Parker Robbins. Robbins aka The Hood, inizia a indirizzare Riri su un percorso pericoloso, che la porteranno a scoprire i legami che mettono la tecnologia contro la magia.

Un progetto solido
Ironheart – a differenza di altri suoi simili – nasce con un‘idea dietro ben precisa. Nonostante il personaggio di Riri Williams non sia poi così difficile da gestire nel grande quadro del MCU, la serie riesce a collegare diversi aspetti mistici in un modo interessante e piacevolmente inaspettato alla più grande macrotrama del franchise. La trama della serie si sviluppa su sei episodi, protagonisti di un crescendo narrativo interessante che sfocia in un episodio finale rischioso ma al tempo stesso coraggioso.

Un’armatura reale
Qualcuno, nel nostro mondo, dopo aver visto Skar in She-Hulk ha dovuto imparare convivere con la consapevolezza che i mostri esistono. Ma tranquilli, quel periodo ormai sembra essere passato, e ora la CGI dietro l’armatura di Riri risulta essere estremamente reale, con un lavoro grafico accurato. Solamente in poche occasioni la grafica fa storcere il naso, mentre il design del personaggio tenta di avvicinarsi ancora di più alla controparte fumettistica rispetto alla sua prima versione.

Villain quasi memorabile (?)
Uno dei più grandi problemi delle Serie Tv Marvel degli ultimi anni è stato quello di non riuscire mai a trovare un antagonista valido. Un buon villain dovrebbe rappresentare una reale minaccia per il protagonista, ma soprattutto rubare i cuori degli spettatori. Lo abbiamo visto con Thanos, con Loki e anche con il recente Sentry. Dopo il Kingpin di Born Again, parlando del piccolo schermo, il The Hood di Anthony Ramos potrebbe essere – più per demerito di tutti gli altri – il miglior villain del piccolo schermo. Parker Robbins, in arte The Hood, è un personaggio interessante e misterioso, un uomo vittima del suo nichilismo che lo rende quasi un anti eroe… ma con un pò di rabbia repressa!

Habemus Riri Williams
La nuova Tony Stark vive nel corpo di Dominique Thorne. Prendere il lascito di un personaggio come Iron Man non è semplice, ma questo non sembra essere mai stato l’obiettivo di Ironheart. Nonostante i legami con il personaggio di Robert Downey Jr siano diversi, il personaggio di Riri si distacca nettamente dal miliardario filantropo. Riri è un genio che non ha i mezzi per dimostrare le sue capacità, una ragazza ancora in cerca di risposte ma soprattutto vittima di ombre dal suo passato. Amore, perdita, rivalsa e speranza sono protagoniste di una versione dove molti più giovani possono immedesimarsi e creare empatia con il nuovo personaggio.

Ironheart nasce come una miniserie solida, piacevole e leggera come una serie su Riri Williams dovrebbe essere. Nel suo episodio finale fa un grande passo, coraggioso ma altrettanto rischioso. Nella speranza che ciò che abbiamo visto possa avere un seguito, vi ricordiamo che da oggi sono disponibili i primi episodi su Disney+!
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