Fin dall’inizio, Jurassic Park ci ha mostrato un mondo in cui i dinosauri tornano a camminare sulla Terra accanto all’uomo. Ma Jurassic World – La rinascita ci porta in una dimensione più oscura e inquietante di quell’universo. L’isola di Saint-Hubert è il luogo in cui la InGen ha nascosto un laboratorio segreto dove le tecniche di manipolazione genetica usate per riportare in vita i dinosauri sono state spinte ben oltre ogni limite etico. Il risultato è il “Distortus Rex” (D. Rex), una creatura deforme e terrificante, che punta a diventare una nuova icona del franchise al pari del T. Rex e dell’Indominus Rex.
Tuttavia, alcuni fan di Star Wars hanno subito notato una certa somiglianza tra il D. Rex e una creatura ben nota proveniente da una galassia lontana lontana. E non si tratta solo di suggestioni: è stato ufficialmente confermato che il design del D. Rex è un omaggio diretto al celebre rancor di Star Wars.
In un’intervista a Collider, il regista Gareth Edwards ha rivelato le sue fonti di ispirazione:
“Quando cerchi di inventare un mostro è difficile avere idee del tutto nuove. Abbiamo messo tutto in un frullatore creativo. C’è sicuramente un po’ del rancor di Star Wars… Ma non ditelo a quelli che lavorano a Star Wars!”
Edwards, del resto, non è estraneo all’universo di Star Wars: ha diretto Rogue One: A Star Wars Story (con la collaborazione di Tony Gilroy, creatore di Andor) ed è persino apparso come comparsa nei panni di un soldato della Resistenza nella battaglia di Crait in Star Wars: Gli ultimi Jedi. Con un simile background, non sorprende che abbia voluto inserire un Easter egg così evidente in Jurassic World – e una volta notato, è impossibile ignorarlo.
Ma le ispirazioni non finiscono qui.
“Abbiamo preso anche un pizzico dell’alieno di H.R. Giger,” ha aggiunto Edwards. “E ovviamente, c’è dentro anche un po’ di T-Rex.”
Il regista ha anche condiviso un dettaglio interessante sulla “personalità” del D. Rex, pensato come una sorta di mostro tragico, alla Frankenstein.
“A un certo punto ho detto agli animatori: ‘Magari riguardate The Elephant Man di David Lynch.’ Volevamo trasmettere l’idea di una creatura che soffre, che non ha scelto di essere ciò che è. E questo mi piace. Volevamo che lo spettatore provasse un pizzico di empatia.”
In effetti, il D. Rex non è proprio il mostro malvagio che il marketing aveva fatto immaginare. Quando finalmente si mostra, fa paura, certo, ma appare anche come un essere solitario e in cerca di pace, disturbato solo dall’invadenza degli esseri umani. È una figura meno “cattiva” rispetto all’I. Rex – e come il rancor in Il ritorno dello Jedi, il suo tempo sullo schermo è breve ma memorabile.
Jurassic World – La rinascita è ora al cinema.
