I kappa sono yokai simili a tartarughe semi-umane, considerati spesso pericolosi. Divisi in tribù, molti di loro vivono nella palude di Ryutaku dove si sono creati una vera e propria società, inaccessibile agli uomini. Sembra che temano infatti solo un’innominabile e misteriosa strega che, secondo le leggende, abita da sempre nello stesso luogo. L’origine di queste creature è ignota ma si dice che a molti yokai piaccia attaccare gli umani e nutrirsi della loro anima, racchiusa in una sfera, che contiene anche i ricordi delle persone. Si tramanda anche che l’unico modo per averla vinta con loro sia facendo cadere l’acqua contenuta nella fontanella che hanno in testa e che, chiunque la riempisse poi, avrebbe il controllo sulla creatura. Questa è la premessa di Kappa, fumetto pubblicato da Leviathan Labs, con i testi di Massimo Rosi, i disegni di Ramiro Borrallo e i colori di Isabel Moreno.

La ricerca delle proprie radici e la brama di ricchezza
Kawako è un giovane kappa che vive nella palude di Ryutaku e che cerca di prendersi cura alla meglio di altri orfani come lui. Al tempo stesso, non sa nulla del suo passato, perché sua nonna, quando è morta, ha deciso di non lasciargli la sua sfera dell’anima. Decide quindi di allontanarsi dal villaggio e seguire alcuni indizi per ritrovarla, ma nel farlo si troverà in un mondo completamente nuovo per lui, incontrando anche le altre tribù di kappa, oltre a creature pericolose e alleati inaspettati.

Kenta Fujita è invece un ricco uomo giapponese, che ha scoperto il potere delle sfere e, tramite esse, vuole sbarazzarsi di ogni suo rivale. Per farlo, può contare anche sull’aiuto di un kappa, che un suo antenato ha reso schiavo ormai da generazioni e che è costretto a obbedire al suo volere. Per raggiungere il suo obiettivo non si farà scrupoli a uccidere qualsiasi umano e yokai che incontrerà sulla sua strada.
Uomo e mostro

La storia scorre quindi su due binari. Da un lato il viaggio del giovane kappa alla ricerca delle sue radici. Kawako è uno yokai di animo buono, coraggioso ma al tempo stesso impaurito dal dover attraversare un mondo che non conosce e dallo scoprire cosa si cela nel suo passato. Kenta è mosso solo dalla brama di potere, è spietato e violento, e i kappa per lui sono solo armi da utilizzare o creature da schiacciare. Così, quello che dovrebbe essere il personaggio più umano finisce per acquisire movenze e comportamenti sempre più mostruosi, mentre Kawako dovrà dimostrarsi capace di scavare nel suo animo e venire a patti con le sue emozioni più profonde.
Massimo Rosi scrive una bella storia, ricca di colpi di scena, nella quale si alternano benissimo le storie dei due protagonisti, destinate poi a incontrarsi, e con tanti altri personaggi molto ben caratterizzati, anche dal punto di vista grafico. Ramiro Borrallo e Isabel Moreno ricreano perfettamente l’aspetto classico dei kappa, riuscendo a renderle creature a volte molto pucciose e altre violente. Inoltre, il volume stesso presenta un’estetica molto giapponese, che ben si adatta alla tematica, a partire dalle pagine di apertura e chiusura dei capitoli.


