Quando si parla di The Handmaid’s Tale, si pensa subito alle ancelle. Alle tuniche rosse, ai copricapi bianchi, al silenzio imposto. ma Gilead non si regge su una sola figura.
Il mondo immaginato da Margaret Atwood è costruito su un sistema molto più complesso, fatto di gerarchie rigide e di ruoli precisi, in cui ogni donna viene collocata in base alla sua “utilità”. Non esiste libertà, esistono solo livelli diversi di controllo.
1. Le ancelle
Sono il simbolo più evidente del sistema.
Le ancelle sono donne fertili assegnate ai Comandanti con un unico scopo: procreare. Perdono il loro nome, la loro identità, la loro autonomia, diventano strumenti. Il loro valore è legato esclusivamente alla capacità di generare vita e nel momento in cui questa capacità viene meno, il loro destino cambia (e raramente in meglio).
Sono il centro del sistema, ma anche la sua vittima più visibile.
2. Le Zie
Le Zie sono tra le figure più inquietanti di Gilead, non sono vittime passive, ma ingranaggi attivi del sistema. Sono loro a educare, addestrare e disciplinare le ancelle, trasmettendo le regole e assicurandosi che vengano rispettate.
La loro esistenza dimostra una verità scomoda, il potere non si mantiene solo con la forza, ma anche attraverso la collaborazione. E in questo caso, attraverso donne che contribuiscono a mantenere un sistema che le opprime.
3. Le Marte
Le Marte sono donne non fertili impiegate come domestiche nelle case dei Comandanti. Cucinano, puliscono, si occupano della gestione quotidiana della casa. Sono silenziose, invisibili, apparentemente marginali, ma proprio per questo riescono a osservare tutto.
Non hanno potere, ma hanno accesso, e in un sistema come Gilead, anche questo può diventare una forma di sopravvivenza.
4. Le Jezebel
Gilead si fonda su regole rigidissime, su un’idea di purezza e controllo assoluto. Eppure, esiste un luogo in cui tutto questo viene sospeso. Le Jezebel sono donne destinate ai locali clandestini frequentati dai Comandanti, dove il regime permette ciò che pubblicamente condanna, qui le donne vengono sfruttate e oggettificate in modo ancora più esplicito, diventando strumenti di piacere.
La loro esistenza smaschera l’ipocrisia del sistema: un potere che predica disciplina e moralità, ma che crea spazi nascosti per violarle.
5. Le Colonies
Le Colonies rappresentano il punto più estremo della gerarchia. Qui vengono mandate le donne considerate inutili, ribelli o non più funzionali: costrette a lavorare in territori contaminati da rifiuti tossici, senza protezioni adeguate.
La morte non è immediata, ma lenta, dolorosa e inevitabile. Questa non è solo una punizione, ma un messaggio: a Gilead chi non serve o disturba, viene eliminato, o (appeso al muro) senza troppi se e senza troppi ma.
Il cuore del sistema
Queste cinque categorie non sono semplici ruoli narrativi, sono il cuore del sistema. Ognuna ha una funzione precisa e insieme costruiscono un “equilibrio” basato sul controllo, sulla paura e sulla divisione. le donne non sono unite, sono separate, classificate e messe l’una contro l’altra.
Ed è proprio questo a rendere Gilead così efficace e forte, perché non si limita a togliere la libertà, ma la riorganizza. Nel farlo, crea un mondo in cui la sopravvivenza dipende dal ruolo che ti viene assegnato e da quanto sarai brava a stare zitta senza opporti… “Sotto il suo occhio“.


