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NerdPool > Blog > Libri > LE STREGHE DI VENEZIA di Sébastien Perez e Marco Mazzoni: recensione
Libri

LE STREGHE DI VENEZIA di Sébastien Perez e Marco Mazzoni: recensione

Eleonora Trevisan
10 Aprile 2025
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8 Min
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In uscita oggi 10 aprile per L’Ippocampo Edizioni, Le streghe di Venezia fa parte della collana di narrativa illustrata Papillon Noir, straordinario laboratorio per autori e illustratori, dove testi, immagini e processi di produzione danno vita a nuovi immaginari.

Trama

Nel 2045, in una società post-apocalittica, Simone ha 16 anni e vive in un’Italia segnata dalla segregazione in seguito a una terribile epidemia. Insieme a due amici decide di avventurarsi nella zona proibita, il quartiere dove vivono gli infetti. La loro intenzione è quella di farsi mordere dai Morti Farfalla, per scoprirne gli effetti incredibili e straordinari. Dopo una improvvisa retata dei viventisti, i cacciatori di zombie, Simone incontra due fratelli infetti, Manuele e Camilla. La ragazza è incinta e, temendo che le venga sottratto il bambino dalle autorità, vuole andare a Venezia alla ricerca di una leggendaria congrega di streghe, che si dice che aiutino le ragazze come lei…

“Simone si chiede se il virus in fin dei conti non sia arrivato al momento giusto, in una società ormai sull’orlo del collasso”.

Recensione

Il volume Le streghe di Venezia è un viaggio onirico e inquietante in un futuro distopico, dove l’immaginario dei testi di Sébastien Perez si amalgama magistralmente con le illustrazioni di Marco Mazzoni. Il risultato è un racconto di formazione ambientato in un mondo post-apocalittico, con tinte horror e fantastiche, il cui punto di forza risiede proprio nell’atmosfera narrata, amplificata in modo magistrale dalle perturbanti illustrazioni che invadono le pagine, perfette nel trasmettere visivamente il contesto del libro.

Nel racconto le vicende del presente e del passato si alternano, ma le due linee temporali sono facilmente distinguibili grazie alle illustrazioni: mentre il presente straborda di fiori, insetti e piante, e dall’utilizzo di tinte fredde come il blu e il viola, il passato è invece più essenziale, cupo, con uno stile da sketch in bianco e nero.

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Il protagonista è Simone, un adolescente che quando era solo un bambino ha assistito alla fine del mondo e della società che noi conosciamo: un morbo sconosciuto e terribilmente infettivo si è infatti diffuso improvvisamente, trasformando le persone in veri e propri zombie, detti Morti Farfalla per la particolare attrazione che suscitano in questi insetti. Da quel momento la vita di Simone è cambiata completamente e, insieme ai sopravvissuti, ha dovuto adattarsi a un nuovo mondo.

Nel corso della lettura accompagniamo il giovane in un viaggio, reale e metaforico insieme: il suo incontro con gli infetti Manuele e Camilla sarà determinante per la sua crescita e maturazione, che raggiungerà il suo culmine, in modo drammatico, al termine del loro viaggio a Venezia. Simone, pagina dopo pagina, si trasforma quindi da ragazzino spaventato e timoroso, a giovane forte e determinato, simbolo di speranza in un mondo segnato dalla violenza e dalla paura. La sua scelta di guardare oltre la malattia e il suo altruismo sono infatti un raggio di luce in una società avvolta dalle tenebre.

I personaggi di Manuele e Camilla d’altra parte sono invece fondamentali per restituire umanità ai Morti Farfalla, che vivono emarginati dalla società, temuti e odiati dalla fetta di popolazione non infetta, che li vorrebbe tutti morti o isolati e che, nella gestione dell’epidemia, si è dimostrata capace di atti terribili, figli della paura e dell’istinto di sopravvivenza.

In questo contesto onirico e inquietante, si inserisce però anche un tocco magico: a Venezia infatti la leggenda narra della presenza di una congrega di streghe, terribili e potenti, capaci di incredibili magie. Proprio a loro si rivolgeranno i protagonisti, in cerca di un disperato aiuto. Il titolo del volume però può risultare ingannevole: queste misteriose streghe non sono infatti le vere protagoniste della vicenda e la stragrande maggioranza del racconto non si svolge a Venezia. Eppure sembrerebbe che abbiano avuto in passato un ruolo determinante, anche se molto poco viene rivelato, lasciando il lettore nel dubbio.

In conclusione, Le streghe di Venezia è una fiaba dark affascinante e inquietante, ma ciò che la rende assolutamente imperdibile sono le illustrazioni di Marco Mazzoni: floreale e botanico, il suo mondo vegetale diventa un tutt’uno con capelli, corpi e volti, avvolti da un turbine di fiori e farfalle. L’artista crea con le sue illustrazioni un mondo fiabesco ma inquietante, che invade le pagine con prepotenza e che suscita un forte senso di turbamento in chi osserva.

Il libro potete trovarlo QUI.

L’Autore

Nato a Beauvais, in Francia, il 9 dicembre 1975, Sébastien Perez ha pubblicato il suo
primo libro illustrato, Vite di cani illustri, nel 2007. Ha collaborato con artisti come Ana
Juan, Étienne Friess, Justine Brax e Benjamin Lacombe, insieme al quale ha firmato una
ventina di opere tra cui La piccola strega (Rizzoli, 2017), L’erbario delle fate (Rizzoli, 2012),
Frida (Rizzoli, 2016), L’incredibile famiglia Appenzell (Rizzoli, 2021).
È autore di circa quaranta titoli, non soltanto per ragazzi, come Journaux Troublés, con i
disegni di Marco Mazzoni (Soleil, collection Métamorphose, 2020).
I suoi libri sono stati tradotti in una dozzina di lingue e molti hanno ricevuto importanti
riconoscimenti: Frida e L’erbario delle fate hanno ottenuto il Prix de La Nuit du Livre a
Parigi, e il secondo anche il premio Versailles « Lire aux jardins 2012 » e la Pépite du
livre numérique al Salon du Livre et de la Presse Jeunesse di Montreuil.

L’Illustratore

Marco Mazzoni è nato a Tortona nel 1982 e vive e lavora a Voghera. Nel 2007 si è
diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Lavora esclusivamente
con matite colorate, rappresenta spesso flora, fauna e le mistiche femminili della
Sardegna tra XVI e XVIII secolo. Combinando forme e trame organiche con contrasti
chiaroscurali di luce e ombra, le sue opere ritraggono volti femminili isolati, con tratti
incorniciati da piante e animali. Alla ricerca di un delicato equilibrio tra ritratto e natura
morta, spesso l’artista nasconde gli occhi dei soggetti con ali di uccelli e farfalle, o con
foglie e petali di studi floreali.
Per Albin Michel ha pubblicato il volume illustrato Poucette (distribuito in Spagna da
Edelvives, in Italia da Rizzoli e in Belgio da Clavis). Per la Collection Métamorphose
(edita da Soleil), ha pubblicato Journaux troublés, in collaborazione con Sébastien Perez.
Per la collezione Noctambule (edizioni Oxymore) ha pubblicato Métamorphose con testi di
Benjamin Lacombe e Barbara Canepa. Per Darkside Books, ha illustrato il libro A Volta
du Parafuso di Henry James. Le sue illustrazioni si trovano in The Illustrator 100 best from
around the World (LeTour d’écrou) (Taschen), The Art of Darkness: A Treasury of the Morbid,
Melancholic and Macabre (edizioni Frances Lincoln), The Moleskine Project 1 (Paragon Books).

ARGOMENTI:L'ippocampoRecensione
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