La presenza di Radio Deejay a Lucca Comics & Games è ormai diventata una parte stabile della grande kermesse. Grandi eventi e programmi radiofonici dal vivo animano le giornate lucchesi grazie a due persone speciali, entrambe entrate nel cuore dei fan: Gianluca Gazzoli e Francesco Lancia.
Durante l’edizione di quest’anno abbiamo avuto modo di intervistare entrambi. Di seguito, potete trovare quello che ci ha raccontato Gianluca Gazzoli, noto speaker di Radio Deejay alla guida del programma radiofonico “Gazzology”, conduttore del podcast “Passa dal BSMT“, nonché autore di Anche quando nessuno ci crede, il suo nuovo libro.
Ciao Gianluca, benvenuto su NerdPool.it, è un onore averti con noi.
Grazie mille, è un piacere.
Sei uno dei podcaster più famosi d’Italia, e uno speaker radiofonico per Radio Deejay, ma anche un grande nerd. Com’è nata la tua passione per il mondo comics, manga, anime e videogiochi?
Credo che la prima cosa in assoluto sia stata proprio un manga di Dragon Ball quand’ero piccolino. Quello è stato il primo manga e, subito dopo, è arrivato l’Uomo Ragno. Quelli sono stati i primi grandi amori che mi hanno fatto avvicinare alla cultura cosiddetta nerd, che ora è incredibilmente pop, e Lucca Comics & Games lo dimostra. Da quel momento ho iniziato ad andare in fumetteria, mi piaceva recuperare gli albi e andare alle prime fiere. È qualcosa che mi è sempre piaciuto, così come il mondo dei videogiochi. Una cosa portava all’altra ed eccoci qui.
Se tu dovessi scegliere un’opera che ti ha formato come persona, quale sarebbe?
Sicuramente Slam Dunk ha avuto un ruolo fondamentale perché mi ha fatto appassionare ancor di più al basket, in un momento in cui la pallacanestro era identificata nella NBA. Ho visto prima l’anime su MTV, poi sono andato a recuperare anche il manga, visto che in quel periodo leggevo già Dragon Ball. Quindi Slam Dunk ha sicuramente inciso per la passione per lo sport, ma poi ne sono usciti altri sullo sport, su quella scia del basket. Ricordo Harlem Beat che mi piaceva moltissimo, e poi, come vi dicevo prima, l’Uomo Ragno che è il mio miglior amico da quando sono piccolo.

Hai avuto modo di intervistare tante personalità legate al mondo dello sport e sei un grande appassionato di NBA ma, a memoria nostra, non hai mai svelato quale sia la tua squadra del cuore.
Non facendo parte davvero della nostra cultura, nel senso che non essendoci il tifo familiare, ho sempre simpatizzato per i Lakers. Questo perché, oltre ai Chicago Bulls di Jordan che, quando ero piccolo, Michael stava finendo, avevo iniziato ad appassionarmi alla NBA quando c’erano Kobe e Shaq ai Lakers. Quindi i Lakers mi sono sempre rimasti. Poi è entrato Lebron James nella mia vita e ho seguito un po’ lui, però ci sono diverse squadre per cui simpatizzo, ma i Lakers più di tutte.
Un’ultima domanda, un po’ marzulliana. Basement ha un significato etimologico ben preciso, proprio nella cultura americana, ma come si è evoluto il termine Basement, cosa significa e cosa ha significato nel tempo per Gianluca Gazzoli?
Per me, il termine Basement è abbastanza semplice perché è realmente un basement, uno scantinato. Eravamo indecisi su come chiamarlo, poi ci siamo resi conto che era un basement. Avevo visto realmente dei luoghi in America che erano dei basement, che viene spesso citato nelle canzoni rap. Mi piaceva questo concetto di partire dal basso, quindi dal Basement, anche se in realtà è meno del basso, visto che di solito è il piano -1. Per me è diventato un luogo simbolico, oltre che un luogo fisico. Mi piace l’idea che ora per tutti il Basement sia un luogo in cui ritrovarsi. Nei valori, nell’ascolto, nelle persone che vengono a parlare in quel luogo. Soprattutto è diventato un luogo dove io ho potuto mettere tutte le mie passioni, comprese quelle nerd, e, in qualche modo, renderlo un posto cult. Inoltre, è diventato un posto ispirazionale e questo mi fa molto piacere, perché capita, come oggi a Lucca, che dei ragazzi mi fermino e mi dicano “io un giorno arriverò lì da te”. Il fatto che il Basement è diventato quello che, per me, erano alcuni programmi televisivi, che mi facevano dire “devo fare qualcosa nella vita per arrivare lì” mi fa estremamente piacere.

Nella tua carriera, dal Basement ora sei arrivato al rooftop.
Speriamo, non lo so (ride). Sarebbe qualcosa di bello, vediamo, perché ci sono grattacieli altissimi e non si riesce mai ad arrivare alla fine.
Grazie mille Gianluca per la tua disponibilità e per tutto quello che fai.
Grazie a voi!


